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I migliori film con Al Pacino

Al Pacino è uno degli attori più noti di Hollywood poiché ha preso parte a numerosi film di successo: ma quali sono i migliori con lui?
Al Pacino, i migliori film con l'attore

Al Pacino è considerato uno degli attori più influenti e conosciuti al mondo per la sua versatilità e per i numerosi ruoli che ha contribuito a rendere memorabili anche agli occhi di chi non è addentro o semplicemente non segue assiduamente il mondo del cinema. Conosciuto praticamente da chiunque, persino dalle persone che non vedono film o che comunque lo fanno di rado, Al Pacino ha cominciato la sua ascesa verso il successo come Michael Corleone nel primo capitolo di Il Padrino, diretto da Francis Ford Coppola, personaggio diventato iconico nell’immaginario collettivo. Candidato ben 9 volte ai premi Oscar, l’attore ha vinto la statuetta da protagonista soltanto nel 1993 con Scent of a Woman – Profumo di donna. Nato da una famiglia d’origine italiane nel 1940, Al Pacino ha preso parte ad oltre 40 film nel corso della sua lunga carriera, ma quali sono i migliori con lui? Di seguito la classifica in ordine crescente.

15. Ogni maledetta domenica (1999), di Oliver Stone

Film drammatico e sportivo che vede Al Pacino interpretare Tony D’Amato, allenatore di football americano che deve superare una serie di difficoltà sia dentro che fuori dal campo, e non solo per portare la sua squadra al trionfo. Il discorso motivazionale che l’attore interpreta alla perfezione è diventato iconico, e Ogni maledetta domenica di Oliver Stone è a sua volta considerato un cult a tutti gli effetti. Al Pacino nei panni di un allenatore veterano è memorabile grazie alla determinazione e alla foga che ci mette, senza però risultare eccessivo: non sfiora mai l’overacting, nonostante da questo punto di vista le inside non manchino.

14. Scent of a woman (1992), di Martin Brest

Remake di Profumo di donna di Dino Risi, Scent of a woman è un film di Martin Brest in cui Al Pacino riprende il ruolo che fu di Vittorio Gassman nel 1974. Di certo non il miglior film in cui il grande attore newyorkese abbia mai recitato, ma che deve gran parte del suo successo proprio alla sua interpretazione che, ai 65esimi Academy Awards, gli valse il primo ed unico premio Oscar in carriera. In ogni caso l’opera, a livello di pubblico e botteghino – 134 milioni di dollari in tutto il mondo a fronte di un budget di soli 31 milioni – è stata apprezzata a livello internazionale e merita certamente una menzione.

13. Donnie Brasco (1997), di Mike Newell

In Donnie Brasco Al Pacino interpreta un altro mafioso, un veterano che funge da mentore del protagonista Joe Pistone, agente dell’FBI il cui volto è quello di Johnny Depp. Si tratta di uno dei migliori film con Al Pacino perché quest’ultimo si dimostra vulnerabile nella tragicità che vive Lefty Ruggiero, tant’è che non ha idea di ciò che gli sta succedendo sotto traccia e di quanto avverrà in futuro per mano del suo protetto. L’attore premio Oscar riesce ancora una volta a risultare profondo e bilanciato, toccando il cuore degli spettatori.

12. S1mOne (2002), di Andrew Niccol

Commedia fantascientifica, Andrew Niccol realizza il particolare S1mOne, e Al Pacino interpreta il regista all’interno del film. Il suo Viktor Taransky tenta l’impresa e riesce a creare un’attrice completamente digitale, Simone per l’appunto, la quale diventa una diva nonché un fenomeno globale, comportando delle complicazioni inattese. Il Taransky di Al Pacino è un personaggio leggero, eccentrico, divertente e al contempo ossessionato, disperato, illuso. Questo mix di caratteristiche permettono all’attore di dimostrare al meglio la sua versatilità, e come mai prima di allora, passando all’interno dello stesso film da scene comiche ad altre maggiormente drammatiche.

11. Il Padrino – Parte III (1990), di Francis Ford Coppola

Nel 1990 Al Pacino è invecchiato rispetto ai precedenti capitoli, così come il suo personaggio. In questo terzo film di Il Padrino (Parte III, per l’appunto), l’attore mette in risalto l’aspetto riflessivo appartenente al protagonista Michael Corleone, il quale pentito dalle sue azioni passate ci tiene a legittimare le attività della famiglia raggiungendo finalmente la tanto ambita redenzione. Al Pacino interpreta di conseguenza un Michael maggiormente stanco, emotivamente appesantito dai suoi peccati, ma ugualmente attento a ciò che avviene a sua figlia e agli altri.

10. Carlito’s way (1993), di Brian De Palma

Quella con Brian De Palma è, senza ombra di dubbio, una delle collaborazioni più importanti in tutta la carriera di Al Pacino. Nel 1993 – un anno dopo il suo primo ed unico premio Oscar vinto in carriera – è il protagonista di Carlito’s way, opera sul peccato e sulla redenzione, sul mondo della malavita e sull’amore, in cui l’attore di New York ricorda a tutti di essere tutt’altro che finito e si ritrova alla perfezione in un ruolo che pare essergli stato cucito addosso. Ad oggi, forse l’interpretazione che viene ricordata dai più è quella di Sean Penn, qui irriconoscibile e che gli valse una nomination ai 51esimi Golden Globes, ma Al Pacino è semplicemente fenomenale.

9. Insider – Dietro la verità (1999), di Michael Mann

A proposito di fortunate collaborazioni, una che merita di essere sottolineata è quella con Michael Mann che, a metà degli anni ’90, regala ad Al Pacino un dittico di livello assoluto. La prima di queste due opere verrà citata successivamente ma la seconda, del 1999, permette all’attore di concludere il secolo con un capolavoro, l’ennesimo della sua stupenda carriera. Insider – Dietro la verità è infatti uno degli apici del cinema di Mann e, nonostante il vero grande protagonista sia Russell Crowe – qui forse nel miglior ruolo in carriera – Al Pacino dà vita ad un personaggio straordinario, umano, che ne ricorda altri da lui interpretati in precedenza, ma che si distingue ed esalta per le sfaccettature con le quali egli lo interpreta, facendo sì che lo spettatore possa ritrovarsi nello stesso.

8. The Irishman (2019), di Martin Scorsese

Un cast corale per un film di un grande del cinema come Martin Scorsese, ma incredibilmente a risaltare è il personaggio di Jimmy Hoffa, sindacalista interpretato da un mastodontico Al Pacino. Qui l’attore, nominato poi agli Oscar, è energico, carismatico e affascinante, e la sua relazione fraterna con Frank Sheeran (Robert De Niro) risulta una sublime allegoria del potere della politica combinato con quella della malavita. Uno dei migliori film con Al Pacino, dunque, è The Irishman, trattandosi di una vera e propria montagna russa di emozioni, manifesto di rapporti umani complessi e sfaccettati.

7. Heat – La sfida (1995), di Michael Mann

Se prima si sottolineava la rilevanza del rapporto tra Al Pacino e Michael Mann parlando del suo Insider – Dietro la verità del 1999, questa collaborazione nacque in realtà quattro anni prima grazie ad un film generazionale, un cult assoluto che vive ancora oggi. Si tratta ovviamente di Heat – La sfida, ricordato in primis perché Al Pacino e Robert De Niro recitano per la prima volta, fianco a fianco, in un film. Il loro rapporto da guardia e ladro è semplicemente fantastico, quasi una masterclass su come si recita e cosa significa la grandezza e l’iconicità nel mondo della settima arte. Due interpretazioni semplicemente perfette per una di quelle opere il cui impatto nel mondo della cinematografia mondiale si è sentita dal primo momento, grazie anche al grande successo al botteghino che lo portò ad incassare 187 milioni di dollari in tutto il mondo, a fronte di un budget di 60 milioni.

6. Serpico (1973), di Sidney Lumet

L’ultima collaborazione che necessita di essere citata è, paradossalmente, una delle più importanti ma anche delle meno citate. Questo è probabilmente dovuto al regista in quanto, nonostante Sidney Lumet sia uno dei più grandi autori dell’intera storia del cinema, sembra abbia retto peggio la prova del tempo, non tanto per la qualità delle sue opere quanto per l’approccio dei giovani al suo cinema. Se ci sono due film da lui diretti che però gli appassionati non faticano a ricordare, quelli sono proprio i due realizzati insieme ad Al Pacino, a riprova di quanto l’attore sia stato impattante, soprattutto negli anni ’70, nel cinema americano e mondiale.

Sidney Lumet è stato infatti uno dei primi a credere nel talento di Al Pacino e, nel 1973, gli regala uno dei suoi ruoli più iconici grazie a Serpico. La storia di un poliziotto italoamericano che scopre e denuncia casi di corruzione tra i suoi colleghi, cosa che porterà addirittura a mettere a repentaglio la sua vita, è una delle più politicamente e socialmente impegnate di tutta la sua carriera e merita di diritto una posizione all’interno di questa classifica.

5. Scarface (1983), di Brian De Palma

Come già detto, la cooperazione con Brian De Palma ha dato vita, nel 1993, al meraviglioso Carlito’s way, ma le radici di questo rapporto vanno ritrovate anni addietro, per la precisione 10. Nel 1983 infatti, Al Pacino è protagonista di uno dei film più importanti e ricordati di tutta la storia della settima arte, ovvero Scarface. Un cult assoluto in cui egli interpreta il ruolo di Tony Montana, semplicemente uno dei personaggi più iconici di sempre. I detrattori della pellicola hanno sempre accusato Pacino di overacting, ma la verità è che essere costantemente sopra le righe era ciò che veniva richiesto dal ruolo e, soprattutto, per recitare in quel modo di talento ne serve in abbondanza. Per quanto oggi possa essere datato sotto alcuni punti di vista, Scarface e l’interpretazione di Al Pacino restano eterni.

4. Quel pomeriggio di un giorno da cani (1975), di Sidney Lumet

Due anni dopo Serpico, la collaborazione con Sidney Lumet si arricchisce con un secondo titolo. Quel pomeriggio di un giorno da cani arriva nel pieno della carriera del regista di Filadelfia e, come successo con tanti dei suoi colleghi qui citati, l’apice combacia con le interpretazioni di Al Pacino. Accompagnato dal compianto John Cazale, il suo Sonny Wortzik è semplicemente perfetto per uno dei ruoli più strazianti della sua intera filmografia. Come sempre con Lumet, si tratta di un ruolo dalla forte connotazione politica e sociale, ma qui tutto viene amplificato dalla storia vera che viene narrata e dall’omosessualità di Wortzik, per un film che colpisce al cuore e resta indelebile nella mente di ogni spettatore. Un capolavoro, l’ennesimo.

3. Cruising (1980), di William Friedkin

I più dimenticano sempre di citarlo quando si parla dei migliori film con Al Pacino e, di conseguenza, molti potranno rimanere sorpresi non solo dal trovarlo in classifica, ma anche dal trovarlo così in alto. Cruising segna invece in maniera indelebile la carriera dell’attore statunitense e di William Friedkin, altro genio sempre troppo poco citato. Cruising è un film a suo modo maledetto: i contrasti tra Pacino ed il regista portarono l’attore newyorkese a rinnegare il film ed a non partecipare alla promozione dello stesso, mentre il regista di L’esorcista ha sempre sottolineato l’immensa delusione per il suo comportamento non professionale.

Al tutto si aggiungono ovviamente la censura, le enormi proteste della comunità gay di New York e la critica, che si scagliò contro la pellicola, portandola addirittura a ricevere tre candidature ai Razzie Awards per peggior film, regista e sceneggiatura. Nonostante ancora oggi ci sia chi lo attacca e cerca di cancellarlo dalla memoria collettiva, la storia del cinema parla per sé e, al netto di tutto ciò che è accaduto, Cruising resta un capolavoro ed il ruolo di Steve Burns, che a lui piaccia o meno, uno dei più gloriosi di sempre per Al Pacino.

2. Il Padrino – Parte II (1974), di Francis Ford Coppola

In Il Padrino – Parte II il protagonista affermato è Michael Corleone, ma nei flashback si assiste all’ascesa di Don Vito Corleone, qui interpretato da un altro gigante come Robert De Niro. In ogni caso Al Pacino non ne risente, e parallelamente i due riescono a spalleggiarsi a distanza costruendo uno spessore non indifferente attorno a questo secondo capitolo diretto da Francis Ford Coppola. Entrambi nominati agli Oscar per la rispettiva interpretazione, solo che a vincere è De Niro (come non protagonista). Al Pacino si dimostra un grandissimo attore a prescindere dall’evento appena citato, poiché sfoggia abilità non proprie a chiunque nel manifestare la complessità di un protagonista sempre più cinico, paranoico e isolato, disposto a qualunque mossa pur di salvaguardare se stesso.

1. Il Padrino (1972), di Francis Ford Coppola

Il primo film che ha fatto tanto parlare di un giovane e talentuoso Al Pacino è il primo capitolo della trilogia di Il Padrino, di Francis Ford Coppola. Nel lungometraggio del 1972 l’attore interpreta Michael Corleone, uno dei figli del capo della famiglia mafiosa Vito Corleone (Marlon Brando). A causa di continui scontri tra gangster, il protagonista è costretto gradualmente a prendere il controllo della situazione assumendo un ruolo sempre più incisivo. L’interpretazione di Al Pacino è sensazionale proprio perché riesce a rendere perfettamente esplicita la psicologia del suo personaggio, passando quindi dall’essere un ragazzo innocente e riluttante fino a “diventare cattivo”, prendendo le redini e incoronandosi spietato capo della famiglia Corleone. L’espressività di Al Pacino cambia pian piano a seconda degli eventi narrati, e ogni volta sembra quasi di star osservando un attore differente per le numerose sfumature da lui manifestate.