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Recensione – Iron Man 2, il sequel di Jon Favreau con Robert Downey Jr

La recensione di Iron Man 2

In soli due anni dal suo debutto, nel 2008, il Marvel Cinematic Universe ha già all’attivo tre film. La terza pellicola è anche il primo sequel ufficiale del progetto comandato da Kevin Feige, Iron Man 2 presenta al pubblico la stessa squadra del primo film con tante nuove aggiunte. Ecco la recensione di Iron Man 2, con Robert Downey Jr diretto da Jon Favreau

La trama di Iron Man 2

Mosca, Russia. Mentre Tony Stark (Robert Downey Jr) rivela al mondo di essere il supereroe in armatura noto come Iron Man, lo scienziato Anton Vanko, in punto di morte, consegna al figlio Ivan (Mickey Rourke) i progetti preliminari del reattore Arc, la fonte di energia che alimenta la corazza di Stark, disegnati da Vanko e dal defunto padre di Tony, Howard. Sei mesi dopo, contemporaneamente alla presentazione della Stark Expo a New York, Tony ha ben altre gatte da pelare: il governo degli Stati Uniti, appoggiandosi alla consulenza dell’industriale rivale Justin Hammer (Sam Rockwell), pretende da Stark la consegna delle sue armature, in quanto potenziali armi da sfruttare in ipotetiche guerre future.

 

Oltre alla pressione del governo statunitense, Tony dovrà vedersela non solo contro il rancoroso Ivan Vanko, che nel frattempo ha sviluppato una tecnologia per poter affrontare Iron Man, ma anche contro la tossicità del palladio contenuto nel reattore Arc che porta nel petto. Il congegno che lo tiene in vita, lo sta lentamente uccidendo dall’interno.

La recensione di Iron Man 2

Il terzo film del Marvel Cinematic Universe, l’universo condiviso della Casa delle Idee iniziato nel 2008, è il primo sequel ufficiale del supereroe che ha lanciato il progetto capitanato da Kevin Feige: Iron Man.
Si dice che “squadra che vince non si cambia”, seguendo questo dogma il mammasantissima dei Marvel Studios riunisce il team di sviluppo del primo film con Jon Favreau che torna in cabina di regia insieme all’inossidabile Robert Downey Jr, protagonista assoluto non solo della trilogia dedicata al miliardario-genio-playboy-filantropo ma anche di tutto il MCU. Dopo il disastroso Incredibile Hulk (uscito a pochi mesi di distanza da Iron Man), la Marvel cala l’asso e si gioca una mano vincente con un sequel che amplia il discorso iniziato nel 2008, espandendo non solo la lore che ruota attorno a Stark ma arricchendo il sequel con nuovi personaggi, nuove argomentazioni e, soprattutto, cercando di spianare la strada per il progetto Vendicatori. Sulla carta, quindi, la mano sarebbe vincente ma la partita è stata vinta?

 

Sebbene la carne al fuoco sia tanta, la grigliata risulta troppo condita ed inesorabilmente bruciata a fine cottura: Iron Man 2, nel suo essere così pieno di sé e gonfio di tematiche, risulta essere troppo sconclusionato e poco chiaro nelle sue intenzioni, la sovrabbondanza di dinamiche non fa altro che riempire un film di discussioni, alcune anche ben ragionate ma altre, purtroppo, troppo poco approfondite. Il peccato originale di Iron Man 2, infatti, si può trovare nella sceneggiatura firmata Justin Theroux: lo script dell’attore americano (che prima di questo aveva scritto solamente Tropic Thunder), è troppo confusionario e nemmeno la regia pulita e ordinata di Jon Favreau può salvare Iron Man 2 dall’orlo del baratro. A salvare il salvabile ci pensa il comparto attoriale. Downey Jr, sempre a suo agio nel suo essere così sopra le righe, è sempre più Tony Stark e l’introduzione di Don Cheadle nel ruolo di Rhodey (al posto dell’uscente Terrence Howard) arricchisce il sequel immettendo sul campo di battaglia la spalla per eccellenza di Iron Man, War Machine.

 

Purtroppo nemmeno la verve di Robert e Don riescono del tutto a tenere la barca a galla, a farne le spese sono i villains della storia, lanciati nella mischia in maniera blanda e poco convincente. Il talento recitativo di Sam Rockwell è senza dubbio fuori discussione, eppure nemmeno la sua presenza è sufficiente per delineare in maniera chiara il caricaturale Justin Hammer, che risulta (volutamente) una versione goffa e stupida di Tony Stark, senza però risultare una vera e propria minacca per il protagonista dell’opera. Se il cervello dei cattivi è impacciato, i muscoli non sono da meno: Mickey Rourke, che aveva preparato il personaggio di Vanko passando settimane nelle prigioni russe, viene massacrato da uno script che non esalta il talento del nominato all’Oscar per The Wrestler, ma anzi lo gambizza rendendo il suo personaggio un becero cattivo da operetta. Non aver giovato della presenza di un attore di questo calibro è, a tutti gli effetti, la catastrofe più grande di questo sequel: non solo Rourke non viene sfruttato a dovere con una sceneggiatura che penalizza il suo personaggio, ma viene anche liquidato in pochi minuti in uno degli showdown finali più stupidi di tutto il Marvel Cinematic Universe. 

Dove poter vedere Iron Man 2 in streaming

Iron Man 2, disponibile nel catalogo di Disney+, è il secondo passo falso dei Marvel Studios dopo il grottesco Incredibile Hulk. Il sequel di Jon Favreau è un casinista figlio di una sceneggiatura che non sta in piedi nonostante la mole di argomenti. Sono tanti gli ingredienti di un minestrone, purtroppo, dannatamente insipido: invece di proseguire con la semplicità dettata dal primo film, Favreau e compagnia decidono di arricchire il piatto aggiungendo elementi poco interessanti e, francamente, dimenticabili.

 

Un patchwork di roba che viene salvata in corner dalla bravura del protagonista principale e da alcuni dei suoi comprimari (come la Vedova Nera di Scarlett Johansson, qui al suo debutto nei panni del personaggio), da una CGI ben fatta e da alcune sequenze action tutto sommato godibili. Tuttavia il gol da calcio d’angolo  è inevitabile e la squadra di Kevin Feige  subisce una rete che potrebbe far affondare il progetto del Marvel Cinematic Universe dopo solamente tre film. Iron Man 2 è una partita persa ma il campionato è ancora lungo, il MCU saprà risollevarsi nonostante questo incidente di percorso.

Voto:
2/5
Andrea Barone
1.5/5
Andrea Boggione
2.5/5
Christian D'Avanzo
1.5/5
Gabriele Maccauro
1/5
Paola Perri
2/5
Vittorio Pigini
2/5
Bruno Santini
0.5/5
Giovanni Urgnani
2.5/5
Riccardo Marchese
2.5/5
Data di rilascio:
Regia:
Cast:
Generi:

PRO