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Recensione – E la festa continua! Scritto e diretto da Robert Geudiguian

Presentato in anteprima al Festival di Roma 2023, è in arrivo nei cinema italiani il film di Robert Guediguian. Nell’articolo la trama e la recensione.
La recensione di E la festa continua! Diretto da Robert Guediguian

Presentato in anteprima al Chicago International Film Festival 2023 e alla diciottesima edizione del Festival del cinema di Roma, sezione Grand Public. Distribuito nelle sale cinematografiche francesi il 15 novembre 2023, mentre in quelle italiane l’11 aprile 2024. Ma qual è il risultato di E la festa continua!? Di seguito la trama ufficiale e la recensione del film diretto da Robert Geudiguian.

La trama di E la festa continua!, di Robert Geudiguian

Di seguito la trama ufficiale di E la festa continua!, diretto da Robert Geudiguian:

Rosa è il cuore e l’anima del quartiere popolare nella vecchia Marsiglia. Divide la sua energia strabordante tra la sua famiglia numerosa e unita, il suo lavoro da infermiera e il suo impegno politico a favore dei più svantaggiati. Ma quando si avvicina alla pensione, le sue illusioni cominciano a vacillare. Sostenuta dalla vitalità dei suoi cari e dall’incontro con Henri, si rende conto che non è mai troppo tardi per realizzare i propri sogni, sia politici che personali.”
La recensione di E la festa continua! Diretto da Robert Guediguian

La recensione di E la festa continua!, presentato al Festival di Roma 2023

Marsiglia, 5 novembre 2018: due edifici residenziali, il 63 e il 65, della rue d’Auubagne, crollano a causa dell’incuria e della fatiscenza, provocando otto vittime tra gli abitanti di quei due complessi. È così che la pellicola decide di cominciare, con un taglio documentaristico, suggerendo il tono socialmente impegnato che vorrebbe portare avanti, contestualizzando la vicenda all’interno di una realtà urbana periferica, dimenticata completamente dalle istituzioni, in cui regnano la precarietà, l’incertezza e lo scontento.

La famiglia protagonista del racconto è infatti attiva politicamente, soprattutto Rosa, su cui il focus si concentra maggiormente, determinata a costruire una coalizione di sinistra in vista delle imminenti elezioni comunali, in aggiunta alla sua attività lavorativa di infermiera. Sia la questione politica che la situazione dei lavoratori sanitari avrebbero sulla carta un ottimo potenziale da sviluppare e approfondire, ma a conti fatti, si dimostrano pretesti per presentare altro, lasciando al didascalismo, caratteristica principale di tutto il lungometraggio, il compito di risolvere la tematica di turno.

Nel primo caso si punta il dito sulla difficoltà delle forze di sinistra, una crisi riguardante l’intero continente europeo, incapaci di costruire una coalizione credibile, poiché indeboliti da lotte intestine e personali, dimenticandosi di elaborare un programma competitivo. Nel secondo invece, si vorrebbe mostrare come una volta superata, o quasi già dimenticata, la stagione del COVID-19, i medici e gli infermieri siano tornati ad essere relegati in un angolo, una volta esaurita la considerazione eroica nei loro confronti, tornando a lavorare in condizioni difficili ed instabili.

Purtroppo, questi temi rimangono sullo sfondo perché l’aspetto principale riguarda la sfera sentimentale dei personaggi: il piatto della bilancia pende a favore delle trame di coppia, due in particolare, una già consolidata in medias res, unito ad un rapporto padre-figlia da recuperare, l’altra nata e costruita all’interno del film. L’attenzione si concentra quindi sulla seconda possibilità in amore, dove anche durante la terza età lo si può riscoprire, in ogni sua forma, sentimentale e fisica; da questo punto di vista il nome Rosa è particolarmente azzeccato, traspare appieno l’idea di una nuova fioritura, fiore che tra l’atro è l’emblema dell’eros.

Attorno a questa liaison romantica ruotano altre sottotrame, non gestite e non articolate in maniera del tutto omogenea: i componenti di questa famiglia non sono pochi e si cerca di dare ad ognuno una parentesi, ma lo squilibrio è evidente; un esempio è il conflitto tra Minas e sua moglie, per una sua eventuale partenza come medico, diatriba risolta in maniera alquanto velocizzata e con scarso rilievo.

La mancanza di equilibrio viene confermata dalla durata eccessivamente non proporzionata, reiterando determinati concetti, dopo che frettolosamente ne sono stati chiusi altri, finendo per allungare il brodo, cadendo anche in uno strano paradosso: essere troppo lungo pur avendo molta carne al fuoco da elaborare; materiale interessante non organizzato nel migliore dei modi, finendo così per deludere le aspettative.

La recensione di E la festa continua! Diretto da Robert Guediguian
E la festa continua!
E la festa continua!
5.5 / 10

"La storia di una donna che si mette ancora in gioco nella politica, nella vita amorosa e nei progetti futuri della sua famiglia, in una Marsiglia di periferia post 2020."

Data di rilascio:

11/04/2024

Regia:

Robert Guédiguian

Cast:

Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Lola Naymark, Robinson Stévenin, Gérard Meylan, Grégoire Leprince-Ringuet e Alice Da Luz Gomez.

Genere:

Commedia

PRO

La messa in scena del contesto familiare
Alcuni momenti divertenti
Le tematiche politico-sociali sono lasciate sullo sfondo
Troppo lungo
Mancanza di equilibrio nello sviluppare tutte le sottotrame