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Recensione – Man of the Hour, il corto di Linda Ludwig e James Curie

Presentato in anteprima al Festival di Cannes 2018, dove ha ottenuto anche un premio come miglior cortometraggio, Man of the Hour è sicuramente un corto da riscoprire.
Recensione - Man of the Hour, il corto di Linda Ludwig e James Curie

Inserito, a partire dal 19 marzo 2024, sulla piattaforma di streaming My Movies One, Man of the Hour è un cortometraggio dalla durata di 18 minuti e realizzato, nel 2018 da Linda Ludwig e James Curie. Il corto in questione era stato presentato in occasione del Festival di Cannes 2018, dove ha vinto come migliore cortometraggio, e rappresenta uno spaccato molto importante del nostro tempo, soprattutto a proposito di menzogna e immagine social(e) che tende ad essere comunicata verso il prossimo. Ma qual è il risultato? Di seguito, si indica di più a proposito della trama e della recensione di Man of the Hour.

La trama di Man of the Hour, il cortometraggio di Linda Ludwig e James Curie

Prima di proseguire con la recensione di Man of the Hour, si indica innanzitutto la trama del cortometraggio di Linda Ludwig e James Curie, che viene offerta attraverso la sinossi della piattaforma di My Movies One. Si tratta della seguente: Gemma è un’attrice assunta dal milionario Jeremy per un lavoro singolare: spacciarsi per una vecchia amica e inserirsi nel suo gruppo di amici. Ciò che non sa è il perché l’abbia fatto.

La recensione di Man of the Hour: un cortometraggio che avrebbe avuto bisogno di più tempo?

In 18 minuti di durata totale Man of the Hour riflette particolarmente un aspetto del nostro tempo, di cui a lungo la sociologia – e non soltanto – ha dibattuto attraverso l’idea della creazione di una nuova società dell’immagine, spesso ricontestualizzata nel digitale: la capacità di annullare la propria identità per poterne costruirne, senza alcun particolare limite, una completamente differente. Jenkins parla, attraverso la sua conoscenza del network, di capacità pressoché illimitate che vanno dall’avatar al gender swapping, passando per la possibilità di creare un’architettura di storia personale che possa essere facilmente supportabile dalle “prove” che il mondo social offre: immagini, testi, video che possono essere creati ad hoc per il proprio scopo.

Pur tenendosi a debita distanza dal mondo del digitale, Linda Ludwig e James Curie creano un buon thriller che racconta la vita di una persona che esiste in dimensioni sociali differenti: il denaro gli permette di “acquistare” storie costantemente differenti, costruendo dei momenti di comunità in cui ogni invitato e personaggio presente è nient’altro che un attore calato in un determinato contesto. Se le interpretazioni – specie nel rendere l’idea weird di fondo che viene svelata soltanto sul finale – compiono un lavoro tutto sommato regolare, non si può dire che il cortometraggio sia del tutto ispiratissimo in quanto a regia e gestione degli aspetti tecnici, soprattutto per una colonna sonora che appare anche troppo ridondante e oppressiva rispetto al corto stesso. Tuttavia, i plot twist reiterati funzionano e, nell’osservare lo sguardo sorridente del protagonista – intento ad osservare le sue “creazioni” in forme di foto in cui la sua vita appare un preciso atto di consumo – si coglie una certa intelligenza nel dare al corto qualcosa di più, rispetto alla sua storia essenziale. In fin dei conti, Man of the Hour non racconta soltanto la finzione di Hector, ma anche l’incapacità di osservare aspetti di realtà che si presentano nella loro totale onestà, impegnati come si è nel costruire quel mondo ideale verso i quali si tende. Così, quando il protagonista diventa davvero interessante per qualcuno, Gemma, che non sembra essere soltanto interessata al denaro ma anche alla persona, sembra quasi girare lo sguardo inorridito dalla possibilità che il reale abbia qualcosa in serbo per lui.

Un aspetto, questo, che avrebbe meritato sicuramente maggiore approfondimento e che purtroppo lascia l’amaro in bocca: purtroppo si ha l’impressione che il corto fosse preda di una struttura stringente e che – pur avendo altro da dire o da approfondire maggiormente – non potesse per esigenze produttive. Il classico caso di quei cortometraggi che non sono così tanto perfetti da funzionare come corti ma che si vorrebbero vedere in quanto film, dunque, ma in ogni caso Man of the Hour è consigliato per la sua intelligenza tematica condensata in appena 18 minuti.

Man of the Hour
Man of the Hour
6 / 10

Man of the Hour è un cortometraggio presentato in anteprima a Cannes 2018, diretto da Linda Ludwig e James Curie con Oliver Chris e Charlotte Ritchie protagonisti.

Data di rilascio:

14/03/2018

Regia:

Linda Ludwig, James Curie

Cast:

Charlotte Ritchie, Oliver Chris, Tom Stourton, Richard Durden, Natasia Demetriou, Ed White, Tom Palmer

Genere:

Thriller

PRO

La tematica trattata
I plot twist
Interpretazioni fin troppo regolari
Colonna sonora ridondante
Si avverte il tempo striminzito