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Recensione- Le avventure del piccolo Nicolas, diretto da Amandine Fredon e Benjamin Massoubre

Tratto dalla vera storia di Renè Goscinny e Jean-Jacques Sempé, ideatori e realizzatori della fortunata collana letteraria per bambini e ragazzi “Le Petit Nicolas”. Nell’articolo la recensione del film d’animazione che ripercorre la nascita del personaggio.
La recensione de Le avventure del piccolo Nicolas, tratto da una storia vera

Candidato alla trentacinquesima edizione degli European Film Awards nella categoria “Miglior film d’animazione”, distribuito nelle sale cinematografiche francesi il 12 ottobre 2022, col titolo originale Le Petit Nicolas – Qu’est-ce qu’on attend pour etre heureux?, mentre in quelle italiane il 15 febbraio 2024. Qual è stato il risultato de Le avventure del piccolo Nicolas? Di seguito la trama e la recensione del film.

La trama de Le avventure del piccolo Nicolas, di Amandine Fredon e Benjamin Massoubre

La trama ufficiale de Le avventure del piccolo Nicolas, diretto da Amandine Fredon e Benjamin Massoubre:

“Nicolas è un bambino vispo ma di buon cuore. Il suo sguardo creativo e imprevedibile trasforma in avventura ogni piccolo momento di quotidianità: i siparietti in famiglia, i giochi, la scuola, le gite al mare. E apre un universo di possibilità dove, a volte, un personaggio dei fumetti può arrivare persino a parlare coi suoi creatori. Il piccolo Nicolas, l’amatissimo personaggio creato da René Goscinny (papà di Asterix e Obelix e penna di Lucky Luke) e Jean-Jacques Sempé, torna al cinema in un film delicato e divertente, che adatta per la prima volta in animazione alcune delle sue avventure più originali e colorate. Fa riscoprire anche agli adulti, attraverso gli occhi dei più piccoli, un mondo gioioso e spensierato. Perché non siamo mai più stati tanto felici quanto lo eravamo da bambini.”
La recensione di "Le avventure del piccolo Nicolas", tratto da una storia vera.

La recensione de Le avventure del piccolo Nicolas, tratto da una storia vera

La genesi di una delle collane della letteratura per ragazzi più fortunate del secondo dopoguerra prende vita grazie a questo sentito omaggio nei confronti di uno dei creativi più importanti della storia dell’Europa: Renè Goscinny, che insieme al disegnatore Jean-Jacques Sempé ha realizzato Le Petit Nicolas, etichetta di grande successo, capace di accompagnare generazioni di giovanissimi lettori, ottenendo anche trasposizioni cinematografiche live-action. Fatte queste dovute premesse, senza alcun indugio è giusto entrare direttamente nel merito della riuscita di tale meravigliosa pellicola: quello di non essere né un semplice biopic né una semplice trasposizione animata del libro, ma un film sull’ispirazione.

Creatori e creatura interagiscono in maniera tanto fantasiosa quanto concreta, un ottimo modo per spiegare a tutti cosa significa mettere in moto l’estro che tutto muove, dando tangibilità al funzionamento delle idee. Ma quest’ultime da dove hanno origine? È una questione vecchia quanto il mondo, alla fine la risposta rimane la medesima: la realtà; in ogni forma d’arte qualsiasi interprete guarda dentro, dietro e intorno a sé, trovando nel vissuto la chiave per azionare il motore, sia che egli decida di riportare il suo vissuto sul personaggio o, al contrario, di dargli tutto quello che non ha mai potuto ottenere. Artisti e opera diventano un tutt’uno, infatti le loro vicende s’intrecciano, ancora una volta dimostrando quanto fantasia e realtà siano legate a doppio filo, dandosi senso di esistere l’una con l’altra; le situazioni familiari di Nicolas sono messe in scena in modo divertente, riuscendo a coinvolgere il pubblico contemporaneo nonostante il contesto storico sia lontano di ben settant’anni.

Naturalmente i bambini e i preadolescenti di ieri hanno di che emozionarsi dinanzi ad un omaggio verso una maniera di raccontare, probabilmente persa per sempre, per il fisiologico scorrere del tempo e mutamento dei costumi, nonché della società umana stessa. Dal gusto vintage e fedele alle illustrazioni è la tecnica d’animazione adoperata, ben eseguita e accattivante per il suo essere lontano dalla patinatura digitale, acquisendo una peculiare identità, contestualizzando la realtà senza però rimanerne prigioniera, facendosi apprezzare per i suoi sfondi appena abbozzati, lasciando negli occhi un senso di “non-finito”, in pieno stile avanguardia pittorica.

Oltre all’ispirazione, un altro sottotesto legato alla figura dell’artista è la solitudine: scrittore e disegnatore, a parte interagire tra loro, non si interfacciano mai direttamente con il mondo che li circonda, se non all’interno dei loro ricordi. Fare arte è e rimarrà un ruolo “maledetto”, un privilegio orribile, esigente nel chiedere in cambio di rinunciare ad una vita normale, ricca di sali-scendi instabili e pericolosi; forse proprio per questo, quando si viene a creare un legame profondo, ben oltre il rapporto di lavoro, come tra i due protagonisti, vale mille volte tanto.

Le avventure del piccolo Nicolas (Le Petit Nicolas - Qu'est-ce qu'on attend pour etre heureux?)
Le avventure del piccolo Nicolas (Le Petit Nicolas – Qu’est-ce qu’on attend pour etre heureux?)
9 / 10

Tratto dalla storia vera di Renè Goscinny e Jean-Jacques Sempé, autori della famosa collana letteraria per ragazzi pubblicata dal 1960, dal titolo "Le petit Nicolas", un viaggio tra il passato dei due artisti e la nascita del personaggio.

Data di rilascio:

15/02/2024

Regia:

Amandine Fredon e Benjamin Massoubre

Cast:

Alain Chabat, Laurent Lafitte, Simon Faliu, Marc Arnaud e Alban Aumard

Generi:

Biografico

PRO

La tecnica d’animazione
L’introspezione tra l’artista e la sua opera
La durata
Il montaggio fluido e scorrevole
Nessuno