Ci avviciniamo sempre più concretamente al finale della prima stagione di Darwin’s Incident, il nuovo anime che porta in scena – per mezzo della figura dello Humanzée Charlie – una serie di temi legati alla società contemporanea e che domina le classifiche relative alle visualizzazioni e al comparto dell’animazione orientale su Prime Video. Gli episodi 1×07 e 1×08, che prendono il titolo di Red Pill e I Visitatori, permettono di compiere un passo consistente in avanti per quanto riguarda la rappresentazione della città in cui si immerge la narrazione, successiva agli eventi tragici della sparatoria scolastica. Ma con quale risultato? Diamo uno sguardo alla recensione di Darwin’s Incident 1×07 e 1×08, Red Pill e I Visitatori.
La trama di Darwin’s Incident 1×07 e 1×08: Red Pill e I Visitatori
Prima di procedere con la recensione dei due episodi, diamo innanzitutto uno sguardo alle singole trame delle puntate 1×07 e 1×08 di Darwin’s Incident, Red Pill e I Visitatori. Eravamo rimasti al momento della sparatoria che sembrava ricreare, soprattutto per mezzo del contesto scolastico e del clima di indifferenza percepito, quella di Elephant di Gus Van Sant; si riparte proprio da quel momento, con la diretta che si scopre essere falsa, poiché il tutto viene trasmesso con circa 5 minuti di differita per volere dell’ALA, al fine di confondere le forze di polizia e permettere a Gail di lanciare un messaggio diretto a Charlie, l’obiettivo dell’intera propaganda del fronte terroristico. Proprio Charlie e Lucy trovano il ragazzo prima che possa suicidarsi per diventare un martire, assicurandolo alla giustizia che provvede – per mezzo dello sceriffo che sembra comprendere perfettamente la situazione dello Humanzée – a liberare Charlie, che è vittima tanto quanto gli altri studenti e, anzi, ha aiutato a salvarne numerosi.
Nell’episodio I Visitatori iniziano i veri problemi per la famiglia di Charlie, che si confronta con un numero sempre più crescente di cittadini che iniziano a turbare la tranquillità della casa, dapprima con un manipolo di visitatori che chiedono alla famiglia di Charlie di cambiare casa, poi con primi atti di violenza (vetri sfondati da rocce su cui sono incise frasi intimidatorie), poi con la polizia stessa. Il confronto tra lo sceriffo e Bert, padre adottivo di Charlie, è determinante per comprendere quale potrebbe essere il futuro dell’intera famiglia.
Le recensioni degli episodi 1×07 e 1×08 di Darwin’s Incident
L’avevamo sottolineato proprio nel contesto dei dettagli della serie che, per quanto potessero essere tenuti in secondo piano, risultano determinanti: “be on time”, l’essere in tempo come matrice della volontà del prodotto su Prime Video che diventa anche il modo di inquadrare i due episodi di Darwin’s Incident andati in onda sulla piattaforma di Amazon e che avvicinano sempre più al finale della serie che ha ancora tanto da dire dal punto di vista tematico. È proprio la puntualità, espressa come dimensione temporale inquadrata attraverso un orologio che segna un ritardo di cinque minuti, che permette a Lucy e Charlie si scoprire che Gail non è in diretta, ma che sta mostrando la sua azione in differita di qualche attimo; questa grande attenzione alla giusta disposizione delle cose diventa sempre più un mantra in Darwin’s Incident, un anime che ha rinunciato categoricamente – pur mostrandone di tanto in tanto il fascino – a una logica action-centrica, che in effetti tanto potrebbe attecchire nello spettatore più appassionato per mezzo dell’azione di quello Humanzée che sembra essere semplicemente più forte e più veloce di tutti.
Ci si concentra, e giustamente, su altro: è il caso dell’episodio 1×08, in cui la prospettiva del gruppo terrorista dell’ALA, fino ad ora inquadrato come violento, acquisisce una nuova chiave di lettura attraverso il brano Lucy in the Sky with Diamonds, il celebre brano dei Beatles a cui si lega anche il nome del primo australopiteco della storia dell’umanità (di cui siano stati trovati i resti) e che lega, a doppio filo, le vicende di tutti i principali protagonisti. La cultura di Bert, colui che comprende il perché della canzone e del riferimento alla band di Liverpool, è allo stesso tempo anche il motore del dialogo con lo sceriffo, che pur mostrandosi comprensivo si fa portavoce di quella “pancia del paese” che vorrebbe Charlie e la sua famiglia via, per riconquistare la tranquillità perduta. E viene in mente, a proposito di riferimenti letterari, il celebre ciclo di Malaussène sul capro espiatorio di Daniel Pennac: quella figura ingombrante ma necessaria in un contesto di bieca (e cieca) ignoranza, che accetta il mondo per quel che è e che non crede nel cambiamento neanche quando fisiologicamente, o biologicamente, possibile, rifugiandosi nel motto del “così è sempre stato”.
La qualità tecnica, al netto di alcuni disegni che perdono di efficacia nei contesti meno dinamici, di Darwin’s Incident è elevata, ma è di sicuro la grande proprietà tematica che permette all’anime di emergere nel contesto generale delle proposte degli ultimi anni: paradossalmente, in questi due episodi Charlie è poco presente, se non nei momenti in cui salva Lucy o i ragazzi vittima degli attentati scolastici, ed è giusto che non sia soltanto lo Humanzée a godere dell’attenzione di un prodotto che invece vuole rendersi universale, soprattutto nei suoi dettagli più significativi (la crisalide che dà vita alla farfalla, un uccello che si ciba della carne di un animale defunto) e nella grande proprietà dei dialoghi. Con cinque episodi che separano dalla conclusione dell’anime, la nostra curiosità è altissima sul prosieguo di un anime che si sta imponendo con sempre più consapevolezza e qualità.







