Miroirs No. 3: una narrazione liquida come specchio dell’ineffabilità

Da Cannes 2025 arriva il nuovo film del regista tedesco Christian Petzold dal titolo Miroirs No. 3, un melodramma che nasconde mistero e non detto: qual è il risultato?
Recensione Miroirs No. 3 film Christian Petzold

Presentato in anteprima mondiale durante la 78esima edizione del Festival di Cannes nella sezione della Quinzaine des Cinéastes, Miroirs No. 3 – Il mistero di Laura è il nuovo film del regista tedesco Christian Petzold. A distanza di circa due anni dalla sua ultima opera, Il cielo brucia, il secondo capitolo di quella che sembra costruire a tutti gli effetti un’antologia dedicata agli elementi naturali, Christian Petzold si dedica ora a un film che dialoga con cosa significa avere a che fare con il trauma della perdita, e della conseguente dolorosa accettazione.

Prima di passare alla recensione, occorre riportare di cosa parla il film. Parlando della trama di Miroirs No. 3, esso racconta la storia di Laura, una ragazza studentessa del conservatorio di pianoforte che, insieme al suo fidanzato e due loro amici si mettono in viaggio per incontrare dei produttori musicali. Per scelta di Laura, che vuole tornare a casa, il fidanzato si propone di riportarla indietro e durante il tragitto fanno un grave incidente in auto in cui lui perde tragicamente la vita. Laura viene soccorsa da una donna che abita vicino al luogo dell’incidente, con cui si è incrociata lo sguardo quando era in macchina, e decide di rimanere con lei nella sua casa. Segue la recensione di Miroirs No. 3, il film di Christian Petzold distribuito da Wanted dal 26 febbraio 2026.

Recensione Miroirs No. 3 trama
Una scena tratta dal film Miroirs No. 3 – Il mistero di Laura, il nuovo film di Christian Petzold.

La recensione di Miroirs No. 3: una narrazione liquida come specchio dell’ineffabilità

Quando si tratta di film d’autore, il problema maggiore resta sempre il medesimo: la sua scarsa distribuzione. Miroirs No. 3 – Il mistero di Laura di Christian Petzold rientra fra questi in quanto è presente in sole circa 19 sale italiane e affermiamo che almeno in quelle, grazie alla casa di distribuzione Wanted, fortunatamente è arrivato per poterlo vedere sul grande schermo. Come gli altri titoli della sua filmografia, in Miroirs No. 3 – Il mistero di Laura Christian Petzold fin dall’incipit si fa forte e chiaro a livello visivo e sonoro l’impianto simbolico incentrato sull’acqua, sui suoi riflessi e dolci rumori. Come l’acqua, infatti, la narrazione del film si presenta fin da subito limpida, trasparente e lineare, contraddistinta da un minimalismo che privilegia decisamente lo show don’t tell, ma che anche ciò che viene mostrato resta comunque centellinato.

A proposito di questo aspetto sopracitato, vale la pena soffermarsi sul significato del titolo di Miroirs No. 3, perché si chiama così. Il film infatti prende il nome dall‘omonimo ciclo di componimenti musicali del celebre musicista Maurice Ravel, il cui numero fa riferimento al brano per distinguerlo dai restanti quattro. Il titolo del terzo Miroirs infatti è “Una barque sur l’océan” (Una barca sull’oceano) che fa riferimento al continuo oscillare e alla precarietà della vita psicologica e introspettiva dei personaggi. Il brano, infatti, ritorna più volte all’interno del film con i suoi arpeggi che simulano l’ondulare del mare. Parlando sempre di simbolismi, lo stesso pianoforte è un elemento cardine all’interno della narrazione in quanto ennesimo punto di contatto tra Laure, studentessa di piano al conservatorio, e la figlia Yelena che anche lei suonava il medesimo strumento.

Nonostante il suo ermetismo, in cui niente viene detto esplicitamente, alla fine in Miroirs No. 3 tutto viene compreso alla perfezione. La storia, i suoi personaggi, assumono uno stato liquido fino a insinuarsi e a pervadere ogni spazio. Questa assoluta permeabilità dell’aspetto psicologico e narrativo diventa così preponderante tanto da capovolgere i valori assiologici di ciò che estraniante e ciò che è normalità. Così facendo, ben presto, il gesto perverso e disfunzionale di sostituire la figlia morta suicida con la ragazza salvata Laura cessa di essere un comportamento egoistico e tossico per essere considerato del tutto normale. Allo stesso modo, così come estraniazione e normalità, anche le figure femminili madre-figlia scomparsa-Laura si rispecchiano in un vorticoso gioco di riflessi fino a perdere la cognizione della realta. Miroirs No. 3 è dunque un film che gioca con le ombre del passato dei suoi personaggi, accomunati dal dolore e dalla perdita, che finiscono per specchiarsi l’uno nell’altro e in questo infinita rifrazione di destini, resta ineffabile il mistero della vita.

Miroirs No. 3 - Il mistero di Laura
Miroirs No. 3 – Il mistero di Laura

Miroirs No. 3 racconta la storia di una ragazza che viene salvata da una donna dopo un incidente stradale in cui il suo fidanzato perde tragicamente la vita: l'incontro svela un mistero ben più profondo

Voto del redattore:

8 / 10

Data di rilascio:

26/02/2026

Regia:

Christian Petzold

Cast:

Paula Beer, Barbara Auer, Matthias Brandt, Enno Trebs

Genere:

Drammatico

PRO

L’impianto simbolico
Il minimalismo narrativo
Il rovesciamento assiologico tra estraniante e normalità
Il senso di vorticoso gioco di riflessi
Nessuno