Prosegue spedita questa nuova stagione di “Shrinking”, uno dei titoli più attesi dai più grandi sostenitori di Apple TV e delle sue poche ma buone produzioni seriali e non. La serie televisiva ideata da Bill Lawrence, Jason Segel e Brett Goldstein, settimana dopo settimana, regala al proprio pubblico un’elaborata quanto semplice riflessione su più tematiche, tra metafore, dialoghi e situazioni tra le più disparate, lasciando spazio a quel lato più emotivo, senza dimenticarsi di strappare ogni tanto anche qualche risata. Di seguito la trama e la recensione del terzo episodio della terza stagione di Shrinking intitolato “Il D-Day”.
La trama di Shrinking 3×03, Il D-Day
In questa nuova puntata, come di consueto, accadono più cose: da un lato prosegue una sorta di percorso di riabilitazione, o meglio di “pausa dal lavoro”, per il Dr. Paul (Harrison Ford), le allucinazioni diminuiscono, ma la speranza di tornare ai carichi di lavoro precedenti è oramai utopia. Di conseguenze i suoi pazienti vengono affidati ai suoi colleghi Jimmy e Gaby (Jason Segel e Jessica Williams). Come se non bastasse, Paul, visto la sua condizione di salute, è costretto a “separarsi” anche da Alice (Lukita Maxwell), la figlia di Jimmy, con cui condivide un profondo rapporto non solo di medico-paziente, per lei, infatti, si è rivelato una figura molto importante per la sua elaborazione del lutto. In tutto ciò, Brian e Charlie (Michael Urie e Devin Kawaoka) stanno per affrontare l’ultimo grande passo: Ava, inaspettatamente è in travaglio e sta per mettere alla luce la bambina che verrà data in affidamento alla coppia.

La recensione del terzo episodio della terza stagione di Shrinking
“Il D-Day” si presenta come una di quelle puntate dello show televisivo targato Apple che difficilmente il pubblico dimenticherà perché, al suo interno, si cela più di qualche messaggio sul possibile futuro e il destino di alcuni personaggi. In ogni episodio “Shrinking” si concentra su una determinata situazione da poter analizzare e raccontare: il focus questa volta è sulla nascita della futura bambina di Brian e Charlie, un momento delicato non solo per loro, ma anche per la mamma naturale della piccola e di tutti coloro che li aiutano nell’affrontare questa determinata situazione. Ava potrebbe avere dei ripensamenti? C’è il rischio che Brian e Charlie debbano tornare al principio e alla ricerca di una nuova madre surrogata? Il dubbio c’è, persiste, ma fortunatamente per loro Ava ha preso una decisione e regala a loro e, forse anche sé stessa, la gioia più grande.
A fare da contraltare a tanta felicità, come accade spesso nella serie, c’è anche la cosiddetta altra faccia della medaglia: Paul si rende conto che, sia per l’età avanzata sia per la malattia, non è più lo stesso di un tempo e molti dei suoi pazienti dovrà volente o nolente “passarli” ai suoi colleghi e amici, ma tra loro c’è forse una delle persone a cui è più legato. Alice, la figlia di Jimmy, dopo la perdita della madre, ha trovato in Paul una persona ricca di consigli utili, la propria valvola di sfogo e quell’aiuto che il padre non ha saputo darle, ovviamente perché affranto e distrutto quanto lei per la grave perdita. Quest’ultima “seduta” avviene proprio su quella panchina dove i due si incontravano abitualmente, un luogo caro ad entrambi, ma a questo incontro li raggiunge anche Gaby, sarà proprio lei la sua nuova terapeuta. Una separazione forzata, ma che prima o poi sarebbe dovuta arrivare, fortunatamente per Alice chi meglio della migliore amica della madre può darle manforte per il proseguo della sua vita e crescita.

Se una delle tematiche principali della nuova puntata della serie Apple è la separazione, in contrapposizione, come sottolineano in precedenza, c’è anche quella della nascita, con un po’ di anticipo Ava è in travaglio e Brian e Charlie stanno per conoscere la loro futura bambina. Anche se la situazione tiene il pubblico sulle spine, ancora non sono stai firmati i documenti dalla madre surrogata, il risultato è uno dei momenti più emozionati dell’intera serie. La gioia e l’emozione che provano i protagonisti si riflette negli spettatori e la nuova nascita pare quasi fermare il tempo, anche solo per un istante. In un momento di indubbia felicità, come la serie insegna, non manca quella parte di tristezza, infatti, quando la piccola finisce tra le braccia di Paul è li che il pubblico si rende conto, grazie ad un Harrison Ford mai così in parte da diverso tempo, del destino di un personaggio così amato.
Quello che prende forma è quasi una sorta di ipotetico passaggio di testimone, un momento che racchiude in sé molto di più: malattia, rinuncia professionale, crisi personale, ma anche rinascita, sguardo al futuro e cambiamento. Alla fine si tratta di un effettivo nuovo inizio un po’ per tutti, in primis per i nuovi genitori, ma anche per tutti coloro che gli vogliono bene e sono in prima linea per accompagnarli in questa avventura, un percorso come quello della vita di cui bisogna in fin dei conti accettarne la bellezza e il dolore. Nonostante alcune linee narrative restino ancora in secondo piano, ma si tratta solo della terza puntata, è incredibile come questo gruppo sia unito sotto diversi punti di vista e, ogni volta, riesca a regalare momenti di gioia e tristezza senza dimenticare un umiltà e fragilità di fondo che colpisce sempre nel segno. L’episodio “Il D-Day” ne è la prova più concreta e non poteva che chiudersi con Paul e il suo augurio più sincero alla neonata: “Goditi il viaggio, piccola.”






