Siamo giunti al sesto episodio di Darwin’s Incident, il nuovo anime che ha fatto il suo esordio sulla piattaforma di Amazon Prime Video e che racconta, per mezzo della figura dello Humanzée (ibrido tra essere umano e scimpanzé) il mondo contemporaneo, tematizzato sulla base di elementi di veganesimo, lotta sociale e scontro tra gli esseri viventi per una supremazia, in questo caso anche armata. Il sesto episodio, Azione Diretta, permette di confrontarci con elementi sicuramente molto interessanti, già portati sul grande e piccolo schermo in passato ma legati, in questo caso, a una nuova prospettiva, addirittura soggettiva: vediamo tutto ciò che ha a che fare, dunque, con la recensione dell’episodio 1×06 di Darwin’s Incident, Azione Diretta.
La trama di Darwin’s Incident 1×06: Azione Diretta
Come sempre, prima di procedere con la recensione di Darwin’s Incident, è importante sottolineare innanzitutto la trama del sesto episodio dell’anime su Prime Video; si riparte dal momento in cui Gail espone i suoi cartelli nel giardino scolastico per sensibilizzare circa la violenza sugli animali ma, così come avevamo osservato, viene immediatamente attaccato dai bulli presenti nell’istituto. Successivamente, soprattutto in virtù dell’intervento degli insegnanti, Gail si ritrova da solo a parlare online al suo forum, quando viene contattato dall’ALA, che decide di ingaggiarlo per riuscire a conquistare il favore di Charlie affinché (come un moderno Spartaco) possa guidare una rivolta contro lo schiavismo umano. La lotta si fa violenta e Gail si macchia di sangue, innanzitutto uccidendo un uomo razzista, poi imbracciando un fucile e colpendo qualsiasi studente e professore nell’istituto che frequenta.
La recensione del sesto episodio di Darwin’s Incident
Quando, nel 2003, Gus Van Sant dava vita a uno dei capolavori della sua carriera, Elephant, in molte occasioni si parlò dell’inconsistenza della trama, generata soprattutto sulla base della sovrapposizione tra piani narrativi e poco “dialogata”, soprattutto nell’esplicitazione dei suoi temi: ci si è resi conto soltanto successivamente di quanto questa fosse una scelta deliberata da parte di un regista che, muovendo i suoi passi da un evento reale, decise di rappresentare la banalità del male senza una didascalizzazione della stessa e affidandosi, così, a quei meccanismi di violenza che possono muovere dal nulla, oltre che dal clima di emarginazione sociale in cui vivono i protagonisti. Citiamo Elephant non soltanto per la sparatoria scolastica, che arriva al termine del sesto episodio di Darwin’s Incident, ma anche per quell’elemento comune di fondo, che alimenta l’azione di Gail: la repressione sociale, l’essere isolato nel contesto scolastico, l’abbandono in cui vive soprattutto dal punto di vista ideologico. Darwin’s Incident ci ha preparato, nel corso dei diversi episodi, a un clima da miccia impazzita che potesse esplodere da un momento all’altro e questo momento, finalmente è arrivato con una sesta puntata incredibile per la sua messa in scena, oltre che per i suoi temi.
Ancora una volta è il posizionamento sociale di Charlie, nelle dinamiche dell’ALA e nel rapporto con le aspettative che si restituiscono alla sua figura, a essere determinante: tutti si aspettano che lo Humanzée possa essere il leader di una causa di liberazione animale e di una lotta armata per il veganesimo, così come lo stesso Gail vorrebbe che Charlie potesse parlare a nome di quella sofferenza che viene resa elemento ideologico nella lotta (solitaria) dello studente, mentre di fronte a sé trova soltanto il desiderio di vivere in maniera tranquilla. Così come è importante il sottotesto di camera dell’eco (il piccolo forum online che supporta Gail nella sua proposta ideologica) che si sviluppa a margine del flash mob scolastico: giungere alla violenza armata dell’ALA è allora soltanto la conseguenza diretta di un clima di per sé deviato, in cui il turbine dell’autoconvincimento del giovane viene reso per mezzo di una serie di elementi sparsi e che, analizzati nel loro contesto generale, permettono di inquadrare perfettamente la perfetta sequenza scolastica, esattamente come del resto avveniva anche in Elephant. L’uso della soggettiva per inquadrare in diretta l’azione di Red Pill Gail (il cui nome, del resto, è già emblematico della psicologia del “risvegliato” negli ambienti online) è perfetto, così come la colonna sonora dell’intero episodio e il continuo montaggio alternato che conduce fino alla scena finale. Un episodio necessario, che lancia la seconda parte di Darwin’s Incidente che alza definitivamente il livello dell’intera serie.







