Tre anni dopo il flop di Saltburn, la premio Oscar Emerald Fennell torna alla regia con un progetto da lei sempre sognato: Cime Tempestose. Il nuovo adattamento dell’omonimo romanzo di Emily Brontë con protagonisti Margot Robbie e Jacob Elordi arriva nelle sale italiane a partire dal 12 febbraio grazie a Warner Bros. ed è pronto ad attestarsi come uno dei titoli più importanti di un 2026 che, sin dalle sue prime battute, ha dimostrato di essere una delle annate cinematografiche migliori degli ultimi tempi. Inutile parlare di trama quando si tratta della rielaborazione di un’opera vecchia di quasi 200 anni e che, in maniera quasi inevitabile, si mostra estremamente fedele all’originale sotto alcuni aspetti, ma totalmente anacronistica sotto altri – come la colonna sonora curata da Charli XCX – ma possiamo tranquillamente affermare che il film ha già polarizzato l’attenzione di pubblico e critica e potrebbe già essere un candidato per i premi Oscar del 2027. A seguire, la recensione di Cime Tempestose di Emerald Fennell.

Margot Robbie in una scena di Cime Tempestose (2026), diretto da Emerald Fennell
La recensione di Cime Tempestose, con Margot Robbie e Jacob Elordi
In Marty Supreme, Josh Safdie decide di utilizzare una colonna sonora che spazia dai Tears for Fears a Peter Gabriel, integrandola in un racconto ambientato nel periodo che ha seguito la fine della Seconda Guerra Mondiale. Una scelta anacronistica, ma perfettamente contestualizzata all’interno di una storia che da questi stessi brani viene scandita. In Cime Tempestose, Emerald Fennell decide di utilizzare tracce inedite appositamente realizzate da Charli XCX in un’opera il cui romanzo da cui è tratto fu pubblicato per la prima volta quasi 200 anni fa. Dopo un prologo convincente e che mette subito in chiaro le proprie intenzioni, la regista premio Oscar tradisce se stessa e l’opera stessa di Emily Brontë realizzando, forse senza neanche rendersene conto, un adattamento inutile ancor prima che fallimentare.
La netta sensazione, durante ogni passaggio di questo nuovo Cime Tempestose, è che Emerald Fennell non abbia fatto altro che realizzare una Fanfiction da 80 milioni di dollari: ha preso una delle storie che più hanno segnato non solo la letteratura mondiale, ma anche e soprattutto la sua vita, ha ingaggiato due tra gli attori più importanti su cui può puntare in questo momento Hollywood e ha sostanzialmente fatto un collage delle tante idee che aveva. Tante idee che, se non coltivate, non portano a nulla, rendendo vano ogni altro sforzo. Ecco allora che le tante stupende inquadrature studiate al millimetro e con una color correction a dir poco invadente, non diventano altro che screensaver per telefoni e computer; o ancora: ecco come anche due bravi attori come Margot Robbie e Jacob Elordi diventano vittime sacrificali di un progetto che li vede perfetti solamente dal punto di vista del marketing e in tutta quella fase che precede l’uscita in sala di un film, necessaria affinché venga attratto più pubblico possibile e si vendano biglietti.
Troppo belli, troppo giusti, troppo studiati, al punto tale da raffreddare completamente un’opera calda per definizione. Impossibile credere a Catherine quando dice di non essersi innamorata di Heathcliff per la sua bellezza e, al tempo stesso, impossibile accettare che questo incredibile amore non sfoci in nulla: l’erotismo è sempre stato un fattore decisivo nel cinema di Emerald Fennell e, paradossalmente, viene a mancare proprio qui dove è necessario più che mai, dimostrando così di non saperlo davvero bilanciare, soprattutto se si considerano gli enormi problemi del precedente Saltburn. Il cinema erotico è cosa seria e ci rifiutiamo di pensare che questa rappresentazione del sesso possa davvero convincere o – peggio ancora – sconcertare qualcuno. Purtroppo è mancato coraggio e, nel momento in cui non ti credo, anche quelli che inizialmente possono sembrare piccoli dettagli finiscono per essere punti a sfavore del film, come la faccia di una Margot Robbie che inizia ormai ad abusare della chirurgia e che è ormai totalmente differente rispetto a quella vista, per esempio, in The Wolf of Wall Street.
Detto questo, Cime Tempestose ha tutto quello che serve per ottenere delle nomination agli Oscar 2027 in categorie come miglior scenografia, migliori costumi o miglior trucco e acconciatura. Tutti applaudiranno quella che è stata scelta a tavolino come la grande regista donna di questo secolo, esattamente come Greta Gerwig. Ed esattamente come nel caso di Greta Gerwig, pensiamo che mai idea sia più sbagliata e che di registe che meriterebbero più di loro un megafono per far sentire la propria voce in questa industria, ce ne siano molteplici. Una grande promozione, i social non fanno che parlare del rapporto fuori dal set tra Margot Robbie e Jacob Elordi – come già successo di recente per Ariana Grande e Cynthia Erivo – e per qualche settimana questo sarà il film più importante del mondo. Poi, tutto tornerà alla normalità, Cime Tempestose verrà dimenticato e si passerà al nuovo film più importante del mondo.







