Sam Raimi vince la sua scommessa: Send Help sarebbe dovuto uscire in streaming

Secondo World of Reel, Sam Raimi ha spostato il suo nuovo horror Send Help da Sony Pictures ai 20th Century Studios dopo che Sony aveva proposto un’uscita solo in streaming. La scelta si è rivelata corretta: il film, uscito la scorsa settimana, ha debuttato con 20 milioni di dollari al box office USA (su un budget di 35-40 milioni), ottenendo ottime recensioni.
Sam Raimi vince la sua scommessa: Send Help sarebbe dovuto uscire in streaming

Nel braccio di ferro tra sale cinematografiche e piattaforme digitali, uno dei maestri dell’horror ha non solo preso posizione, ma ha dimostrato coi numeri di avere ragione. Secondo quanto riportato da World of Reel, il regista Sam Raimi ha rivelato i retroscena che lo hanno portato a strappare il suo nuovo film, Send Help, dalle mani di Sony Pictures. Lo studio, infatti, aveva intenzione di relegare la pellicola a un’uscita diretta in streaming, considerandola un progetto “a basso budget” non adatto alla sala. Una visione che Raimi ha rifiutato categoricamente, portando il progetto ai 20th Century Studios (Disney), che hanno garantito l’uscita cinematografica esclusiva.

La mossa si è rivelata vincente: Send Help non solo è arrivato sul grande schermo, ma sta dominando la conversazione culturale, dimostrando che l’esperienza condivisa del terrore in sala è insostituibile.

Il successo di Send Help al cinema

La scommessa di Raimi ha pagato dividendi immediati. Uscito nelle sale alla fine di gennaio, Send Help ha registrato un debutto folgorante, incassando 20 milioni di dollari solo nel mercato domestico (USA), superando nettamente le aspettative degli analisti. Un risultato eccezionale per un film con un budget di produzione contenuto, stimato tra i 35 e i 40 milioni di dollari, che conferma la vitalità del genere horror in sala. Come riportato da WoR, le dichiarazioni di Sam Raimi ai dirigenti Sony sono state le seguenti:

“Non voglio fare lo snob, ma sto progettando questo film come un’esperienza per il pubblico. Volevo che l’interazione con la sala cinematografica funzionasse, perché conosco quel sapore e ne ho bisogno. Progetto i miei film perché riescano a coinvolgere il pubblico in sala. Davvero. Credo che sia un approccio diverso da quello che si adotta”.

Ma cosa ha attirato il pubblico? Il film, un incrocio tra Misery non deve morire e Cast Away, vede protagonisti Rachel McAdams e Dylan O’Brien in un tour de force di tensione e umorismo nero. La trama segue Bradley (O’Brien), un capo insopportabile e narcisista, e la sua assistente bistrattata Linda (McAdams), che si ritrovano unici sopravvissuti a un incidente aereo su un’isola deserta. Quello che inizia come una lotta per la sopravvivenza si trasforma presto in un gioco psicologico (e fisico) al massacro, dove le dinamiche di potere dell’ufficio vengono ribaltate in modo sadico e sanguinoso. Le recensioni parlano del miglior Raimi dai tempi di Drag Me to Hell, lodando la sua capacità di mescolare gore e risate in un’esperienza che, come voleva il regista, funziona davvero solo circondati da un pubblico urlante.