La programmazione settimanale di Darwin’s Incident prosegue, con l’anime che ritorna sulla piattaforma di Amazon Prime Video attraverso il suo quinto episodio, Una Lotta per i Diritti?; abbiamo visto lo Humanzée Charlie nell’ambito di una narrazione di vari livelli, legati soprattutto al senso del veganesimo e delle sue interpretazioni più o meno violente. Con il quinto episodio, che avvicina alla metà della prima stagione (sono 13 gli episodi totali), possiamo anche cogliere l’emergere di alcuni personaggi secondari che si interfacciano al protagonista; ma con quale risultato? Diamo di seguito uno sguardo alla trama e alla recensione di Darwin’s Incident 1×05, Una Lotta per i Diritti?
La trama di Darwin’s Incident 1×05: Una Lotta per i Diritti?
Prima di procedere con la recensione della puntata 1×05 di Darwin’s Incident, è importante sottolineare innanzitutto quale sia la trama della puntata Una Lotta per i Diritti? L’episodio prende le mosse dal momento in cui Charlie era evaso con molta semplicità: il successivo scontro con la polizia, che Lucy filma per mostrare i suoi soprusi, si conclude con la fine del programma di sorveglianza sulla famiglia, in assenza di qualsiasi prova del coinvolgimento di Charlie nelle operazioni dell’ALA. Lo Humanzée e Lucy provano a fare amicizia a scuola, avvicinandosi agli altri, ma il tutto sembra essere molto fallimentare finché la ragazza non comprende che l’amicizia sarebbe soltanto un qualcosa di forzato, considerando cosa pensa degli altri con cui non vorrebbe avere rapporti: uno dei simpatizzanti della causa vegana, intanto, dà vita a un flash mob scolastico.
La recensione del quinto episodio di Darwin’s Incident
Rispetto. Essere in orario. Fare il proprio lavoro.
In un piccolo frame del quinto episodio di Darwin’s Incident si può notare, nella classe degli studenti e di Charlie, una piccola lavagna che mostra queste tre indicazioni, che ci sembrano quasi didascaliche rispetto alla natura stessa della serie: un prodotto che si serve dello Humanzée, una figura creata ad hoc per rispondere a temi molto più vasti sulla natura dell’uomo e del suo rapporto con la contemporaneità; rispetto è allora la chiave di tutto: dal punto di vista tematico la serie parla, e lo fa costantemente, di veganesimo e di come questo può rapportarsi alle sue molteplici interpretazioni (indifferente, violenta o irrispettosa); nel rispetto che c’è o non c’è tra gli esseri umani si fonda allora la netta scissione tra quei diversi modi di approcciare al tutto, con la figura di Charlie che resta nel mezzo di un gioco, di un costante dibattito, che sembra non riguardarlo neanche davvero, ma che si sposta piuttosto sul tema generale.
Chi è in orario allora è il bullo, il soggetto tipico del racconto teen e scolastico occidentale, in cui la figura violenta serve, nella maggior parte dei casi, a garantire l’emergere di una coscienza individuale del protagonista: non ci sembra questo il caso, con il Charlie rappresentato che continua a evadere rispetto alla reazione che ci si aspetterebbe convenzionalmente; pensa ad altro, muove il suo interesse verso oggetti apparentemente insignificanti, eppure parte dell’ordine naturale delle cose; fare il proprio lavoro: che sia o meno violento, tanto l’ALA quanto la polizia, tanto la parte buona (Lucy) quanto quella apparentemente sbagliata (sua madre). Darwin’s Incident reitera sempre lo stesso tema, questo è certo, ma lo fa in modo da porre sullo stesso piano d’azione tutte le parti in causa, in un rapporto costantemente mutevole, oltre che aggressivo. Non di meno, l’anime riesce a compiere il proprio lavoro soprattutto nel reiterare il presente, nel portarlo sul piccolo schermo attraverso frasi rappresentative (come la critica alla polizia bianca e aggressiva, da parte della stessa Lucy) o per mezzo di quel confronto generazionale che diventa, del resto, anche culturale. Il finale dell’episodio lascia presagire un cambio di rotta possibile nella seconda metà della serie, che attendiamo per comprendere come, un buon prodotto, possa tentare di diventare ottimo.







