Nuova settimana e nuovo appuntamento con un altro episodio di uno dei titoli di maggior rilievo di Apple TV, dal 4 febbraio è disponibile sulla piattaforma la seconda puntata di “Shrinking”. La serie tv creata da Bill Lawrence, Jason Segel e Brett Goldstein, dopo un ottimo esordio, prosegue il suo viaggio con una nuova puntata che continua ad esplorare le vite e le storie dei protagonisti. Di seguito la trama e la recensione di “Missione Felicità”, il secondo episodio della terza stagione di “Shirnking”.
La trama di Shrinking 3×02, Missione Felicità
Dopo il bizzarro e intimo matrimonio di Paul e Julie (Harrison Ford e Wendie Malick), che si è svolto nel giardino della casa di Jimmy (Jason Segel), è arrivato il momento di affrontare questa ricaduta di Paul. Tra allucinazioni ed altre difficoltà, lo psicoterapeuta ha bisogno di aiuto, anche se dal canto suo non lo ammetterà mai. Il gruppo di amici decide, quindi, di riunirsi per dargli una mano, lasciando l’organizzazione delle sue giornate nella mani dell’invadente ma tanto buona Liz (Christa Miller). Mentre Jimmy e sua figlia Alice tentano di aiutare Louis (Brett Goldstein) a fare un grande passo, l’obiettivo è di potergli permette di tornare ad essere un uomo felice, nonostante tutte le difficoltà affrontate nell’ultimo periodo. Nel frattempo Liz e Derek (Ted McGinley), visto la presenza ingombrante di Matthew (Markus Silbiger) a casa, devono prendere un’importante decisione, una scelta difficile, ma con l’intento di fare del bene a loro figlio.

La recensione del secondo episodio della terza stagione di Shrinking
Come da pronostico anche questa nuova puntata dello show televisivo targato Apple non delude le attese, gli showrunner, Bill Lawrence, Jason Segel e Brett Goldstein, proseguono un racconto che si promette ancor più ricco di dinamiche e situazioni, mantenendo quel ritmo costante che ha reso incredibili le precedenti stagioni, prive di cadute di stile e capace di creare un’armonia invidiabile. Anche in questi primi momenti di questa nuova stagione si continua a percepire quella magia e comfort che la serie restituisce al proprio pubblico senza troppe pretese e senza deludere, almeno fino ad ora. Uno show molto fresco e moderno, nonostante diversi volti del passato televisivo o che hanno fatto la storia delle sitcom: da Christa Miller in “Scrubs” (2001-2010) a Jason Segel e la new-entry, già dalla seconda stagione, Cobie Smulders con “How I Met Your Mother” (2005-2014).
“Missione Felicità”, così si intitola questa seconda puntata della terza stagione, racchiude in sé tutto quello che Lawrence, Segel e Goldstein provano e tentano di raccontare fin dalla prima puntata: una storia molto semplice che mediante le vite dei propri personaggi riesce ad esprimere emozioni attraverso la quotidianità di persone con cui è facile poter empatizzare. Man mano che le stagioni ed i vari episodi si susseguono, ogni singolo elemento del racconto viene piano piano approfondito sempre di più. Ad esempio questa volta è il turno di Louis e Derek, due personaggi che appaiono superficialmente quasi in secondo piano, ma finiscono anche loro per ritagliarsi il loro personale “momento di felicità”, o almeno il tentativo di raggiungere la tanto agognata felicità.

Louis è ancora segnato da quanto accaduto nell’incidente che ha provocato la morte di Tia (Lilan Bowden), la madre di Alice e moglie di Jimmy, oltre ad essersi lasciato con la sua compagna Sarah (Meredith Hagner), e non riesce ad andare avanti e rialzarsi definitivamente. Alice e Jimmy, allora, decidono di portarlo in un luogo che lo possa rendere felice e lui opta per un museo d’arte contemporanea, poi si convince, grazie all’insistente Jimmy, a provare ad incontrare nuovamente Sarah, ma quello che scopre è che lei oramai sta con un altro uomo. Una scoperta che, però, in Louis provoca una catarsi, una grane voglia di riscatto, grazie anche ad un duro sfogo di Gaby (Jessica Williams) nei suoi confronti, è decide di tornare a fare il grapich designer e cambiare vita.
Questi sono i passaggi ed i cambi di tono su cui punta “Shrinking”, il passaggio continuo da commedia a dramma, senza lasciare il tempo allo spettatore di ridere o sorridere che arriva quel momento più riflessivo che, a volte, porta anche a commuoversi. Questo accade anche con Derek, un personaggio inizialmente di contorno, ma che già dalla seconda si sta guadagnando spazio. Ora tocca a lui confrontarsi con suo figlio, togliendo a Liz l’arduo compito di passare sempre come la “cattiva”, ora è il momento di prendersi le sue responsabilità da genitore e, per il bene di Matthew, comunicargli di andare via e rimettersi in gioco. Una scelta che prende dopo un delicato confronto con Paul che, dalla sua incredibile esperienza e conoscenza del suo lavoro, gli fa capire che il suo modo di relazionarsi con il figlio è causato dal rapporto che lui stesso aveva con il padre, la prova che comportamento, atteggiamenti, legami e crescita restano una diretta conseguenza anche del proprio passato, quel passato che crea le fondamenta della storia di ognuno essere umano.






