La saga aziendale più seguita, discussa e tormentata di Hollywood è finalmente giunta al suo epilogo. Dopo anni di speculazioni, rinvii e un ritorno clamoroso che ha fatto la storia del business, The Walt Disney Company ha ufficialmente un nuovo re. Secondo quanto riportato da Variety, il Consiglio di Amministrazione ha nominato Josh D’Amaro come prossimo Chief Executive Officer (CEO) della multinazionale dell’intrattenimento. D’Amaro, attuale presidente di Disney Experiences, prenderà le redini della compagnia succedendo a Bob Iger, l’uomo che ha plasmato la Disney moderna e che era tornato nel 2022 per “salvare la nave” dopo la breve e controversa parentesi di Bob Chapek.
L’uomo dei parchi: chi è Josh D’Amaro
La scelta di Josh D’Amaro rappresenta una vittoria della “cultura Disney” sui freddi numeri di Wall Street. A differenza del suo predecessore sfortunato (Chapek), D’Amaro è una figura immensamente popolare sia tra i dipendenti (i “Cast Members”) che tra i fan più accaniti del marchio. Attualmente a capo della divisione Disney Experiences, D’Amaro gestisce un impero che comprende i parchi a tema globali, le crociere, il merchandising e i videogiochi.
È stato lui il volto rassicurante e carismatico che ha guidato la riapertura dei parchi dopo la catastrofe della pandemia, mantenendo alto il morale e spingendo per investimenti massicci (come l’espansione di Disneyland e i nuovi progetti per Disney World) nonostante le pressioni economiche. Con il suo stile comunicativo empatico, la presenza costante “sul campo” e un’immagine pubblica impeccabile, D’Amaro è visto come l’erede naturale della filosofia di Iger: un leader che capisce che la magia e la creatività sono il motore del profitto, e non viceversa. La sua nomina segnala che il Consiglio ha voluto evitare l’errore commesso in passato, puntando su un dirigente che ha il “DNA Disney” che scorre nelle vene.
Le sfide future: dallo streaming alla concorrenza
Ereditare il trono di Topolino nel 2026 non è però una passeggiata nel parco. Josh D’Amaro si troverà a dover gestire sfide titaniche. In primo luogo, dovrà consolidare la redditività dello streaming (con Disney+, Hulu e la nuova incarnazione sportiva di ESPN), un settore che ha smesso di bruciare cassa ma che deve ora diventare un pilastro finanziario stabile. Inoltre, dovrà affrontare un panorama cinematografico in mutamento, dove i Marvel Studios e la Lucasfilm devono ritrovare una costanza qualitativa dopo gli alti e bassi degli ultimi anni.
Senza dimenticare la “guerra dei parchi”: con Universal che ha appena lanciato il guanto di sfida con il nuovo Epic Universe, D’Amaro dovrà dimostrare che l’esperienza Disney resta superiore. Bob Iger, che rimarrà probabilmente in un ruolo consultivo o di presidente esecutivo per un breve periodo di transizione, ha dichiarato che D’Amaro è “la persona giusta al momento giusto”, lodandone la visione e l’integrità. Con questa mossa, la Disney spera di chiudere definitivamente il capitolo dell’incertezza e di inaugurare una nuova era di stabilità e crescita, affidandosi all’uomo che, più di tutti, ha saputo vendere sogni in mezzo alla tempesta.







