Nel contesto degli Oscar, una delle categorie sicuramente più interessanti e apprezzate è quella della miglior attrice protagonista, che porta a trionfare il volto che maggiormente ha convinto l’Academy nel corso della stagione cinematografica, spesso pescando sì tra film che vengono insigniti anche di altri premi, ma anche tra quei titoli che non spiccano per altri elementi se non un enorme lavoro realizzato sul volto femminile. Tra film biografici e prodotti che vengono studiati da un regista per concentrarsi totalmente sull’interpretazione di un attore, quali sono le vittorie migliori agli Oscar nelle categoria di miglior attrice protagonista? Per ragioni di concretezza, abbiamo deciso di effettuare una selezione ristretta alle ultime 20 edizioni degli Oscar, a partire dal 2006, e di indicare tutte le vincitrici dalla peggiore alla migliore.
Le vincitrici del premio Oscar come miglior attrice protagonista degli ultimi 20 anni
Prima di procedere con la classifica delle migliori attrici protagoniste agli Oscar degli ultimi 20 anni, ordinate dalla peggiore alla migliore, vale la pena effettuare innanzitutto un memorandum di quali sono state tutte le attrici premiate con la statuetta. Naturalmente, considerando la volontà di soffermarsi sulle ultime 20 edizioni degli Oscar, si considerano le vittorie a partire dal 2006, quando a trionfare fu Reese Whiterspoon con Quando l’Amore Brucia l’Anima – Walk the Line. Ci si rendera conto, guardando ai nomi delle attrici premiate, della grande presenza di biopic in questa classifica, sintomatica di un modo di fare che spesso ha portato l’Academy a premiare interpretazioni in prodotti biografici, spesso associate anche al trucco o ai costumi del film. Le vincitrici del Premio Oscar come miglior attrice protagonista degli ultimi 20 anni sono le seguenti:
- Reese Whiterspoon – Quando l’Amore Brucia l’Anima – Walk the Line
- Helen Mirren – The Queen
- Marion Cotillard – La Vie en Rose
- Kate Winslet – The Reader
- Sandra Bullock – The Blind Side
- Natalie Portman – Il Cigno Nero
- Meryl Streep – The Iron Lady
- Jennifer Lawrence – Il Lato Positivo
- Cate Blanchett – Blue Jasmine
- Julianne Moore – Still Alice
- Brie Larson – Room
- Emma Stone – La La Land
- Frances McDormand – Tre Manifesti a Ebbing, Missouri
- Olivia Colman – La Favorita
- Renée Zellweger – Judy
- Frances McDormand – Nomadland
- Jessica Chastain – Gli Occhi di Tammy Faye
- Michelle Yeoh – Everything Everywhere All at Once
- Emma Stone – Povere Creature!
- Mikey Madison – Anora
20) Jessica Chastain (Gli Occhi di Tammy Faye)
Apriamo la classifica delle migliori attrici protagoniste agli Oscar degli ultimi 20 anni con quella che è stata forse una delle peggiori scelte di sempre fatte dall’Academy. Non per via dell’attrice, visto che Jessica Chastain ha dimostrato più volte il proprio talento (chi ricorda Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow?), ma questa volta nulla ha funzionato. Gli Occhi di Tammy Faye è stato l’unico acuto – se così vogliamo chiamarlo – dell’attore prestato alla regia Michael Showalter e che, agli Oscar 2022, ha visto il suo film essere candidato solamente a due statuette, perdendo tra l’altro quella per il miglior trucco e acconciatura, ovvero quello che è sembrato poi uno dei punti di forza del personaggio di Chastain, nel momento in cui lo si ritiene meritevole di premio. Certo, si è trattata di un’annata sottotono rispetto al solito – in questa categoria come ovunque, data la vittoria di CODA – ma sosteniamo che il film non meritasse neanche di arrivarci, agli Oscar. Indubbiamente uno dei peggiori ruoli nella carriera di Jessica Chastain, grottesca e sopra le righe, che sembra sia stata premiata quasi più per la sua popolarità e importanza a Hollywood che per altro, lei che la statuetta non l’aveva mai vinta prima.
19) Sandra Bullock (The Blind Side)
A proposito di ruoli per niente convincenti, nel 2010 arriva la prima statuetta in carriera per Sandra Bullock, attrice che ha dimostrato davvero poche volte il proprio talento e che, con The Blind Side, vince in una categoria sì sottotono, ma dove comunque risultava inferiore a giganti come Meryl Streep o Helen Mirren. Ancora una volta, ad essere premiata sembra essere più la persona che l’interpretazione, con Bullock che vince tra l’altro con un’opera che aveva ottenuto solo due nomination e, sorprendentemente, l’altra era addirittura per il miglior film. Insomma, una scelta che non ha mai convinto e che ancora oggi fa discutere, per un’attrice che abbiamo poi rivisto dalle parti degli Academy Awards solo una volta, nel 2014 per Gravity, ma scomparsa dai radar del grande cinema.
18) Michelle Yeoh (Everything Everywhere All at Once)
Chi come noi ama il cinema asiatico, non può non conoscere ed essere legato a Michelle Yeoh. Da Johnnie To a Sammo Hung, da Ann Hui a Ang Lee, Yeoh ha collaborato con delle vere e propire leggende, ma ci sentiamo di dire che Daniel Kwan e Daniel Scheinert non fanno parte di questa lista. Nulla contro di loro, ma l’edizione 2023 la ricordiamo come una delle più folli nella storia degli Oscar, con Everything Everywhere All at Once che fu mattatore assoluto con 7 vittore su 11 nomination, tutte da un peso specifico incredibile: miglior film, regia, attore non protagonista, attrice non protagonista, sceneggiatura originale e montaggio. E attrice protagonista, con una statuetta che premia sì una grande del cinema, ma per un lungometraggio che ha lasciato tutti abbastanza perplessi. Michelle Yeoh si limita al compitino e porta a casa una storica statuetta, arrivata “sconfiggendo” non solo Michelle Williams in The Fabelmans, ma anche e soprattutto Cate Blanchett nel monumentale Tár.
17) Renée Zellweger (Judy)
Ci sono delle opere che, ogni anno, non solo vengono candidate ai premi Oscar, ma sembrano rappresentare in tutto e per tutto il pacchetto perfetto per gli Academy Awards e molto spesso questo avviene perché il lungometraggio in questione, per farsi pubblicità o essere ricordato, fa leva su determinati aspetti per rimanere nella memoria collettiva. Il più delle volte questo obiettivo non viene raggiunto, ma ci si porta comunque a casa una statuetta. Judy è uno di questi casi: un biopic scialbo, senza il minimo guizzo creativo che però può contare su una protagonista di primissima fascia. Stiamo ovviamente parlando di Renée Zellweger, attrice divenuta nota per la saga di Bridget Jones e già vincitrice di un premio Oscar nel 2004 come attrice non protagonista. La sua interpretazione in Judy è quanto di più freddo, studiato meticolosamente e prevedibile possibile e, nonostante con questo trionfo sia divenuta una delle sole 7 attrici in grado di vincere un Oscar sia come attrice protagonista che come non protagonista – insieme a Helen Hayes, Ingrid Bergman, Maggie Smith, Meryl Streep, Jessica Lange e Cate Blanchett – l’opera è stata dimenticata, sotto ogni suo aspetto, pochi giorni dopo la cerimonia di premiazione.
16) Jennifer Lawrence (Il Lato Positivo)
Quello di Jennifer Lawrence è stato un debutto folgorante che, nel 2008, l’ha portata ad aggiudicarsi il premio Marcello Mastroianni alla 65esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con The Burning Plain di Guillermo Arriaga, oltre a The Poker House di Lory Petty, cui seguirà una delle sue migliori interpretazioni di sempre in Un Gelido Inverno (2010). Il suo talento convince tutti e, nel giro di due anni, entra nell’universo dei cinecomics con X-Men: L’inizio (2011) e, soprattutto, ottiene il ruolo che la consacra, ovvero quello di Katniss Everdeen nella saga di Hunger Games (2012-). Brucia tutte le tappe ed ottiene un ruolo nel nuovo film di David O. Russell, quel Il Lato Positivo che, nel 2012, la porterà a vincere a sorpresa il suo primo premio Oscar a soli 22 anni.
Non è tanto l’ingombrante figura di Harvey Weinstein – che pare aver spinto molto per la sua vittoria – quanto il ruolo stesso a non convincere e che sembra, paradossalmente, averla portata a fare un passo indietro rispetto a pochi anni prima. Che siano state le luci dei riflettori, le pressioni o le enormi aspettative su una ragazza così giovane, questo riconoscimento è stato per lei quasi una condanna oltre che una beffa, visto che si tratta di una performance totalmente nella norma e di certo non superiore a Jessica Chastain in Zero Dark Thirty (che qui avrebbe meritato decisamente più che per il già citato Gli Occhi di Tammy Faye, con cui invece vinse incredibilmente nel 2022) o Emmanuelle Riva in Amour, che quell’anno competevano nella stessa categoria.
15) Marion Cotillard (La Vie en Rose)
All’interno dell’Academy ci sono degli schemi mentali da cui è molto complicato scappare. Uno di questi è il grande amore per i Biopic e per le storie in grado di raccontare – possibilmente con tono epico – le grandi figure del mondo del cinema e dell’arte in generale e La Vie en Rose non fa eccezione. Proprio come con Judy e come altre posizioni che vedremo più avanti, anche qui trionfa non tanto il film (che nel 2008 ottenne solamente tre nomination, vincendo miglior attrice protagonista e miglior trucco e acconciatura) quanto la sua protagonista e la differenza, all’interno di questa classifica, la fa dunque meramente la sua interprete, ovvero Marion Cotillard. Con questo successo, l’attrice parigina è divenuta la prima a vincere questo riconoscimento per una performance in lingua francese ed una delle pochissime non americane a potersi fregiare di questo trionfo. Nonostante quell’anno la concorrenza non fosse particolarmente spietata, non si tratta di certo di uno dei premi Oscar più memorabili nella storia degli Academy Awards.
14) Frances McDormand (Nomadland)
Se fino a questo punto della classifica abbiamo parlato di interpretazioni che non ci hanno convinto, ecco che il livello inizia ad alzarsi. Frances McDormand è una delle migliori attrici della sua generazione e, nonostante non abbia mai fatto nulla per essere da loro amata, ha sempre goduto di enorme stima da parte dell’Academy che, non a caso, le ha assegnato ben tre statuette attoriali in carriera, record che la porta ad una sola lunghezza da Katharine Hepburn e che condivide con Ingrid Bergman e Meryl Streep come numero di statuette, ma unica nella storia ad averle vinte da attrice protagonista. Dopo il Leone d’oro alla 77esima Mostra del Cinema di Venezia, Nomadland ottenne 6 nomination agli Oscar, vincendo non solo con McDormand, ma anche i riconoscimenti a miglior film e regia. Insomma, un grande risultato per il film, ma non ci sentiamo di dire lo stesso per la sua performance visto che, dando un’occhiata alla sua filmografia, risulta nettamente sottotono rispetto ai suoi standard.
13) Reese Whiterspoon (Quando l’Amore Brucia l’Anima – Walk the Line)
Esattamente 20 anni fa, ad aggiudicarsi l’Oscar come miglior attrice protagonista fu Reese Whiterspoon. La sua è tutt’altro che una filmografia indimenticabile e forse il meglio lo abbiamo addirittura visto in televisione (Big Little Lies) piuttosto che su grande schermo, ma l’acuto del 2006 fu senz’altro l’apice mai più eguagliato in carriera che, complice un’edizione degli Academy Awards piuttosto debole e il grande ruolo che James Mangold le ha regalato in Quando l’Amore Brucia l’Anima – Walk the Line al fianco di un Joaquin Phoenix nei panni di Johnnt Cash, bastò per farle portare a casa un Oscar. Il grande punto di forza di questa interpretazione resta indubbiamente la consapevolezza della stessa Whiterspoon che, a differenza di come spesso accade, non esagera, si limita a fare ciò che sa fare meglio e, nella sua comfort zone, si esalta, rimanendo a suo modo nella storia.
12) Mikey Madison (Anora)
Nell’ultima edizione presa in esame per questa classifica, si è fatta la storia dei premi Oscar. Dopo una sorprendente Palma d’oro al Festival di Cannes, Anora ottiene un risultato ancora più sorprendente ai 97esimi Academy Awards, vincendo 5 statuette su 6 nomination e rendendo Sean Baker il nuovo detentore del record di riconoscimenti vinti in un’unica edizione, ovvero 4: miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura originale e miglior montaggio. A queste si è aggiunto poi il premio alla migliore attrice protagonista, andato alla 26enne Mikey Madison. Una performance ancora oggi non compresa fino in fondo ma di grande livello, per un’attrice fondamentalmente sconosciuta ma che, in questo modo, è finita nei radar di tutta Hollywood. Quell’anno fu un vero testa a testa con Demi Moore (The Substance) – era presente anche la sempre troppo poco citata Fernanda Torres per Io sono Ancora qui – ma la vittoria di Madison fu tutt’altro che immeritata e si trova solamente in 12esima posizione per merito delle altre e non per suo demerito.
11) Helen Mirren (The Queen)
Nel 2007 fu la volta di Helen Mirren. Un anno prima del trionfo di Marion Cotillard, l’attrice londinese si impose su grandiose interpreti come Penélope Cruz, Judi Dench, Kate Winslet e Meryl Streep con la sua performance in The Queen. Esatto, un altro Biopic. In questo caso però, dietro la macchina da presa c’è un regista sapiente come Stephen Frears e l’opera ha un peso specifico differente rispetto ad altre opere biografiche sopracitate. Nonostante questo sia stato l’unico Oscar vinto dal film su 6 nomination, ci sentiamo di dire che sia stato assolutamente meritato e che, nonostante la sua decennale carriera, si tratti di uno dei migliori ruoli di sempre per Helen Mirren, che col teatro ha sempre avuto a che fare e che riesce a traslare quel tipo di approccio anche su grande schermo, donando al suo personaggio – che è poi quello della Regina Elisabetta II – un’aura impareggiabile, per un’interpretazione ed un lungometraggio ancora oggi ricordati.
10) Kate Winslet (The Reader)
Un premio agognato, atteso e finalmente acciuffato nel 2009. Dopo esser stata precedentemente candidata 5 volte ed esserne sempre uscita con le ossa rotte, agli 81esimi Academy Awards arriva il primo premio Oscar per Kate Winslet. Trionfa così un ruolo originale dopo tre anni di riconoscimenti biografici e ad interpretazioni di personaggi realmente esistiti (e portando a tre anche gli anni consecutivi in cui, a vincere, non è stata un’attrice statunitense, bensì due britanniche ed una francese). Anche in questo caso, quello alla miglior attrice protagonista è l’unico riconoscimento che si aggiudica il film, ovvero The Reader, opera del sottovalutato Stephen Daldry, che meriterebbe però di essere riscoperta, così come la meravigliosa ed audace interpretazione di una delle migliori attrici della propria generazione, ad oggi offuscata anche da coloro che ha sconfitto, come Angelina Jolie in Changeling o Meryl Streep in Il Dubbio.
9) Meryl Streep (The Iron Lady)
Quando si parla di premi Oscar, è impossibile non imbattersi nel suo nome, già citato più volte all’interno di questa classifica. Meryl Streep ed i premi Oscar sono una cosa sola, con questa fenomenale attrice che ha rappresentato per decenni il meglio che il cinema statunitense potesse offrire al pubblico. Detiene ancora oggi il record per il maggior numero di nomination per un attore/attrice (21, di cui 17 da protagonista e 4 da non protagonista) e l’unica attrice, insieme a Frances McDormand, ad aver vinto tre statuette, trovandosi così ad una sola lunghezza dalla detentrice assoluta del primato, ovvero Katharine Hepburn. Nonostante The Iron Lady sia l’ennesimo Biopic, nonostante ottenga solo due candidature – vincendo anche come miglior trucco e acconciatura – fa leva praticamente solo sulla sua interprete, ma si dà il caso che si tratti di Meryl Streep e Meryl Streep fa un altro sport, riuscendo così a rendere grande anche un film che grande non è, con una rappresentazione di Margaret Thatcher semplicemente eccezionale.
8) Brie Larson (Room)
Balzo in avanti fino al 2016. Dopo anni di mediocrità, Brie Larson centra il ruolo di una vita e si aggiudica il premio Oscar grazie a Room del grande e sottovalutato Lenny Abrahamson, superando tra l’altro una concorrenza agguerrita formata, tanto per dirne due, da Cate Blanchett in Carol e Charlotte Rampling in 45 Anni che, alla vigilia, partivano certamente con il favore dei pronostici. Eppure Brie Larson supera se stessa e regala una performance straordinaria, per buona parte ambientata in un solo ambiente, stretto e claustrofobico, lavorando in special modo sul proprio linguaggio del corpo, sui gesti e sugli sguardi. Oggi poco ricordato, Room resta un film grandioso e, ad oggi, ancora il miglior ruolo di Brie Larson, che di lì a poco vestirà i panni di Captain Marvel, unendosi al Marvel Cinematic Universe e, diciamolo, adagiandosi sugli allori.
7) Julianne Moore (Still Alice)
Edizione molto interessante quella del 2015 dove, nonostante la presenza di Marion Cotillard per Due Giorni, una Notte e Rosamund Pike per L’Amore Bugiardo – Gone Girl, a portarsi a casa la sua prima statuetta fu Julianne Moore. Indubbiamente un nome molto più noto, apprezzato ed inserito nel sistema hollywoodiano rispetto alle due sopracitate, ma non per questo la sua vittoria va interpretata, com’è successo altre volte, come un contentino per coronarne la carriera. La sua interpretazione di Still Alice è semplicemente eccezionale, sentita e profonda e, dopo anni di grandioso cinema d’autore senza però mai essere (o quasi) il centro dell’opera, con il film di Richard Glatzer e Wash Westmoreland arriva un meritatissimo Oscar alla quinta nomination, ma anche ultima ottenuta fino ad oggi.
6) Frances McDormand (Tre Manifesti a Ebbing, Missouri)
Ed ecco che torna. Di lei abbiamo già parlato alla posizione numero 14 di questa classifica per la statuetta vinta per Nomadland nel 2020 ma, solamente due anni prima, Frances McDormand aveva vinto come miglior attrice protagonista per Tre Manifesti a Ebbing, Missouri il suo secondo premio Oscar in carriera. A differenza del film di Chloé Zhao però, qui McDormand può contare su una sceneggiatura non solo straordinaria, ma anche su un regista molto più rodato come Martin McDonagh che ne gestisce a meraviglia il talento, confermandosi anche come un grande gestore di talenti: non a caso, sulle 7 nomination totali ottenute dal film, le due vittorie sono arrivate grazie ai suoi interpreti, McDormand e Sam Rockwell come attore non protagonista. L’ennesima conferma che, quando si parla di Frances McDormand, si parla di una delle migliori attrici della sua generazione.
5) Olivia Colman (La Favorita)
L’anno dopo Tre Manifesti a Ebbing, Missouri, a dividere le due statuette di Frances McDormand, ecco che arriva un’attrice fino a quel momento non così nota ma che, negli anni, si è attestata come una delle più brillanti in circolazione. Olivia Colman si porta a casa un Oscar meritatissimo per un ruolo maestoso in La Favorita di Yorgos Lanthimos – divenuto, col tempo, apprezzatissimo dall’Academy e grande scrittore di ruoli femminili – quell’anno candidato in ben 10 categoria ma vincitore solamente in questa. Nonostante il successo, l’attrice britannica ha continuato a scegliersi attentamente i ruoli da interpretare, senza svendersi ad una Hollywood che, più che mai, la voleva protagonista dei suoi film ma, per quanto nobile la scelta, La Favorita resta ancora oggi il picco della sua carriera.
4) Natalie Portman (Il Cigno Nero)
Per quanto la sua sia una delle carriere più precoci di sempre – a 13 anni era già sul set di un cult come Léon di Luc Besson – ed il suo volto uno dei più riconoscibili nell’ambiente, Natalie Portman non ha in realtà ottenuto tutte le attenzioni che ci si poteva immaginare dall’Academy Awards. Nel 2011 però, Darren Aronofsky le regala uno dei ruoli più importanti della carriera con Il Cigno Nero, candidato a 5 premi Oscar e vincitore della sola statuetta per la miglior attrice protagonista. Natalie Portman diventa essa stessa il cigno nero del racconto, si immedesima completamente nella Nina Sayers della storia, si mette in gioco e crea una complicità assoluta con Mila Kunis. Il risultato è inevitabile: vince il suo primo e meritatissimo premio Oscar con un’opera ancora oggi citata e ricordata, con una delle migliori interpretazioni degli ultimi 20 anni.
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3) Emma Stone (La La Land)
Quella del 2017 resta ancora oggi una delle edizioni più memorabili nella storia degli Academy Awards e poche volte come in questo caso, la vittoria dell’Oscar come miglior attrice protagonista non è mai stata in discussione. Stiamo parlando dell’anno di La La Land, vincitore di 6 statuette su 14 nomination totali – record assoluto nella storia del premio al pari di Eva contro Eva e Titanic e superato solamente nel 2026 da Sinners – e incredibilmente battuto da Moonlight nella lotta al miglior film. Per quanto bellissimo, il film di Damien Chazelle avrebbe dovuto monopolizzare gli 89esimi Academy Awards. Poco da dire sull’interpretazione di Emma Stone: indimenticabile. Un punto di svolta nella sua carriera, che passa da un cinema più semplice e popolare (spesso di basso livello qualitativo) ad un cinema autoriale e, soprattutto, totalmente nell’ottica degli Oscar. Non a caso, la sua prima candidatura arrivò solamente due anni prima per Birdman ma, dopo questa vittoria, ne arrivarono altre 5, per quanto due non nelle vesti di attrice ma di produttrice.
2) Cate Blanchett (Blue Jasmine)
Se, come detto in precedenza, Meryl Streep gioca in una categoria diversa rispetto a tanti colleghe, lo stesso si può dire anche di Cate Blanchett che, da questo punto di vista, ne ha raccolto l’eredità. Dopo 5 nomination ed un premio come miglior attrice non protagonista nel 2005, Cate Blanchett trionfa da protagonista nel 2013 con Blue Jasmine, dove regala un’interpretazione semplicemente straordinaria che annichilisce le sue avversarie agli 86esimi Academy Awards tra cui, casualmente, appare la stessa Meryl Streep. Con questa vittoria, Blanchett diventa una delle sole 7 attrici in grado di vincere sia come protagonista che come non protagonista – le altre sono Helen Hayes, Ingrid Bergman, Maggie Smith, Meryl Streep, Jessica Lange e Renée Zellweger – ma la sensazione è che abbia tempo in abbondanza per ottenere altri riconoscimenti, dato il suo talento e la sua capacità di mettersi costantemente alla prova, migliorarsi e dare la sensazione che la sua miglior interpretazione debba ancora arrivare.
1) Emma Stone (Povere Creature!)
Ed eccoci alla prima posizione della classifica delle migliori attrici protagoniste agli Oscar degli ultimi 20 anni. Anche in questo caso, dobbiamo tornare a parlare di una donna già comparsa all’interno di questa lista: Emma Stone. Se La La Land ne segnò il definitivo salto di qualità, Povere Creature! ne fu la consacrazione, in quello che molti ritengono il capolavoro di Yorgos Lanthimos che, non a caso, vinse anche il Leone d’oro alla Mostra del Cinema di Venezia. Nuovamente, se il film ottenne 4 vittorie su 11 nomination totali ed è ancora oggi ricordato come uno dei migliori film degli ultimi anni, l’interpretazione di Emma Stone ha totalmente rubato la scena ed è divenuta – complice una pazzesca sceneggiatura di Tony McNamara – semplicemente iconica, la migliore degli ultimi 20 anni. Seconda statuetta per Stone che, complice la ancora giovane età e la qualità dei progetti cui ormai prende parte, punta dritta al record di 4 di Katharine Hepburn.



