Nel scintillante universo dei premi artistici, esiste una vetta che solo pochissimi eletti sono riusciti a scalare. Non stiamo parlando di vincere una singola statuetta, per quanto prestigiosa, ma di completare una collezione che certifica l’eccellenza assoluta in ogni campo dell’intrattenimento. Questo traguardo mitologico risponde al nome di EGOT. Spesso citato nelle serie TV, nei discorsi di ringraziamento e nelle biografie delle leggende, l’EGOT rappresenta il Grande Slam dello show business americano, un riconoscimento non ufficiale ma universalmente venerato che separa le star dai veri e propri monumenti della cultura pop. Ma cosa significa esattamente questa sigla e perché è così difficile ottenere questo titolo? Tutto su storia di EGOT, che cos’è, tutti i registi e le leggende del cinema (e non solo) che l’hanno ottenuto.
Il significato dell’acronimo e le quattro statuette
Per fregiarsi del titolo di vincitore EGOT, un artista deve conquistare i quattro principali premi annuali dell’intrattenimento statunitense, ognuno dedicato a una specifica forma d’arte. L’acronimo è formato dalle iniziali di Emmy, Grammy, Oscar e Tony. Nello specifico, l’artista deve vincere un Emmy Award per la televisione, un Grammy Award per la musica, un Oscar (Academy Award) per il cinema e un Tony Award per il teatro (Broadway). La difficoltà risiede nella versatilità richiesta: non basta essere un attore straordinario, poiché per completare il quartetto è spesso necessario eccellere anche come musicista, produttore o doppiatore. È un puzzle complesso che richiede una carriera longeva e trasversale, capace di spaziare dal palcoscenico di New York agli studi di registrazione di Los Angeles.
L’origine del termine: un sogno nato in Miami Vice
Curiosamente, il termine EGOT non è stato coniato da un critico raffinato o da un’accademia storica, ma da un attore che, ironia della sorte, non ha mai vinto nessuno dei quattro premi. L’inventore della sigla è Philip Michael Thomas, celebre interprete di Ricardo Tubbs nella serie cult anni ’80 Miami Vice. In un’intervista del 1984, l’attore dichiarò di voler vincere tutti e quattro i premi nei cinque anni successivi, arrivando persino a indossare una collana d’oro con le lettere EGOT incise sopra. Sebbene il suo sogno non si sia mai realizzato, l’acronimo è entrato nel linguaggio comune, guadagnando una nuova ondata di popolarità grazie alla serie tv 30 Rock, dove il personaggio di Tracy Jordan intraprende una missione comica proprio per ottenere questo status, rendendo il concetto famoso anche presso le nuove generazioni.
Come si ottiene l’EGOT e la distinzione fondamentale
Per entrare nel club ufficiale, le regole sono ferree. Vengono conteggiati solamente i premi vinti in categorie competitive. Questo significa che i premi onorari, come gli Oscar alla carriera o speciali riconoscimenti umanitari, non contribuiscono al raggiungimento dell’EGOT “vero”. Esiste infatti una lista separata per chi ha completato il quartetto includendo premi non competitivi (in cui figurano nomi come Barbra Streisand o Liza Minnelli), ma i puristi considerano validi solo i trofei vinti battendo altri candidati. Inoltre, esiste una variante ancora più rara ed elitaria chiamata PEGOT, che si ottiene aggiungendo ai quattro premi base anche un Premio Pulitzer o un Peabody Award, un livello di eccellenza che confina quasi con l’impossibile.
I membri del club: da Richard Rodgers a Elton John
Dalla creazione dei premi a oggi, meno di venti persone sono riuscite a completare l’EGOT competitivo. Il primo in assoluto fu il compositore Richard Rodgers nel 1962, una leggenda di Broadway. Tra i nomi più celebri che figurano in questa lista ristretta troviamo icone come Audrey Hepburn, che completò la raccolta postuma, l’attrice Helen Hayes, la poliedrica Rita Moreno e il regista Mel Brooks. In tempi più recenti, il club ha accolto artisti contemporanei che hanno dimostrato una flessibilità incredibile: Whoopi Goldberg, il musicista John Legend (il primo uomo nero a riuscirci), e il compositore Alan Menken. Particolarmente notevole è il caso di Robert Lopez, autore delle canzoni di Frozen, che non solo ha vinto l’EGOT, ma è l’unica persona nella storia ad averlo fatto due volte (Double EGOT), vincendo almeno due statuette per ogni categoria. Le ultime aggiunte prestigiose includono Viola Davis, che ha completato il set con un Grammy per un audiolibro, ed Elton John, entrato nella storia recentemente grazie a uno speciale concerto trasmesso in streaming che gli è valso l’Emmy mancante.
In totale, tutte le leggende che hanno vinto l’EGOT sono: Richard Rodgers, Helen Hayes, Rita Moreno, John Gielgud, Audrey Hepburn, Marvin Hamlisch, Jonathan Tunick, Mel Brooks, Mike Nichols, Whoopi Goldberg, Scott Rudin, Robert Lopez, Andrew Lloyd Webber, Tim Rice, John Legend, Alan Menken, Jennifer Hudson, Viola Davis, Elton John, Benj Pasek e Justin Paul







