Recensione – Darwin’s Incident 1×04: One

Lo Humanzée Charlie è ancora una volta protagonista all’interno della serie Darwin’s Incident su Prime Video, con il quarto episodio One: come sta evolvendo la narrazione?
Recensione - Darwin's Incident 1x04: One

Dopo aver raggiunto il picco della sua programmazione settimanale con il terzo episodio, che per la prima volta ha aumentato i giri sia in termini di azione che di messa in scena, Darwin’s Incident continua il suo racconto con la puntata 1×04, One, che permette ancor più di inquadrare la storia di Charlie, soprattutto per quanto riguarda il riferimento al passato. Per certi versi, la puntata può costituire un passo indietro rispetto alla precedente, ma presenta comunque un buon ventaglio di elementi considerevoli, che meritano di essere notati e sottolineati: diamo allora uno sguardo ulteriore alla trama e alla recensione di Darwin’s Incident 1×04, One.

La trama di Darwin’s Incident 1×04: One

Prima di procedere con la recensione di Darwin’s Incident 1×04, One, è importante sottolineare innanzitutto quale sia la trama della puntata in questione, che racconta degli elementi successivi all’assalto dell’ALA in casa di Charlie e della sua famiglia. È proprio lo Humanzée a seguirli nel loro nascondiglio, riuscendo là dove la polizia ha sbagliato grazie a una sua intuizione: i sensi di Charlie sono sviluppatissimi, sia perché riesce ad abbattere qualsiasi nemico in combattimento senza troppo sforzo, sia perché dimostra di avere un udito sopraffino nell’intercettare il suono impercettibile di una pistola in movimento, ma in auto per raggiungere il commissariato lo Humanzée viene tradito e ritenuto responsabile delle ferite all’uomo al volante. Un successivo flashback riporta al passato, quando un qualcosa di simile era già avvenuto allo Humanzée che, per difendersi da bambini che rischiavano di annegarlo in piscina, fu raggiunto dalla polizia poiché reagì violentemente.

La recensione del quarto episodio di Darwin’s Incident

Il terzo episodio di Darwin’s Incident ci aveva fatto sbilanciare, non tanto per una componente narrativa e visiva più serrata (l’aumento dell’azione, le prime capacità in combattimento di Charlie), quanto più per un dinamismo nella messa in scena che aveva dimostrato come la serie potesse andare oltre il suo – seppur lecito – didascalismo. Sotto questo punto di vista, se effettivamente l’aumentare e il decrescere dell’azione fosse l’unico metro di giudizio, dovremmo parlare di peggioramento con il quarto episodio di Darwin’s Incident. Eppure, faremmo fatica ad ammettere una componente simile, soprattutto poiché tradirebbe lo spirito essenziale della serie anime, che trova nello Humanzée il racconto metaforico dell’uomo e della minoranza, in un mondo globalizzato, eppure sempre più accentratore e ultra-nazionalista; compiendo uno sforzo retorico necessario, Charlie potrebbe essere rivisto nei panni di una qualsiasi minoranza attualmente visibile e percepibile in qualsiasi luogo del mondo, per comprendere quanto l’interrelazione con essa funzioni esattamente allo stesso modo: stimolando, cioè, qualsiasi possibile errore per giustificare comportamenti violenti che si avrebbero comunque verso questa o quella minoranza.

Nella rappresentazione del rapporto con l’ALA, e con il suo porsi in modo da indurre Charlie all’errore attraverso un sotterfugio, e con il successivo intervento della polizia che immediatamente colpevolizza lo Humanzée, si ritrova molto dei celebri casi di cronaca nera derivanti dalla spietata polizia americana, ed è per questo motivo che Darwin’s Incident pone in essere una tematizzazione certamente molto importante, pur aderendo al comparto di un’animazione simil-orientale negli atteggiamenti e nei processi narrativi. Certo, gli errori non mancano (soprattutto nel montaggio non sempre limpido delle scene più ricche di elementi), e la sensazione è sempre quella di trovarsi in procinto di dire qualcosa che fatica a essere detto, con l’azione che sale e scende troppo repentinamente anche nel corso dello stesso episodio. Eppure, Darwin’s Incident è genuinamente un bel vedere: una chiave per accedere a un certo modo di guardare al mondo per chi ne è più distaccato, da un lato, ma anche un approccio atipico (molto raccontato, molto verboso, poco dinamico in diversi punti) al genere dall’altro. Restiamo, come sempre, in attesa del futuro dei restanti 9 episodi della prima stagione.

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