Send Help: è la pratica a rendere perfetti

La recensione di Send Help, film che segna il ritorno dietro la macchina da presa del regista Sam Raimi. Ma il suo tocco sarà visibile anche in questo nuovo lungometraggio?
La recensione del nuovo film di Sam Raimi, Send Help

Gli appassionati di tutto il mondo lo attendevano da ben 17 anni da quando, nel settembre 2009, arrivò nelle sale Drag me to Hell, ma ora è finalmente realtà: eccezion fatta per Il Grande e Potente Oz (2013) la parentesi all’interno del Marvel Cinematic Universe con Doctor Strange nel Multiverso della Follia (2022) infatti, Sam Raimi torna a dirigere un lungometraggio horror. Con protagonisti Rachel McAdams e Dylan O’Brien, Send Help è un survival horror con tocchi thriller e non pochi momenti in cui si ride di gusto, che racconta la storia di una giovane impiegata costantemente vessata dai suoi colleghi e superiori e di come, dopo un incidente aereo, lei ed il suo nuovo capo, si ritrovino su un’isola deserta, dove i ruoli tra i due si ribaltano. Il film arriva nelle sale italiane a partire dal 29 gennaio grazie a 20th Century Studios.

Dylan O’Brien e Rachel McAdams in una scena di Send Help (2026), diretto da Sam Raimi

La recensione di Send Help, diretto da Sam Raimi

Dal momento in cui è stato annunciato il ritorno alla regia di un film horror da parte di Sam Raimi, è stato impossibile per l’enorme quantità di appassionati in tutto il mondo non crearsi delle aspettative. Tolta infatti la sorvolabile parentesi Marvel, Raimi mancava dalle sale da 13 anni, addirittura 17 dal suo genere di riferimento, genere che egli stesso ha considerevolmente contribuito a rendere grande: perché sì, quando si parla di Sam Raimi, si parla di uno dei registi più importanti nell’intera storia del cinema e la trilogia composta da La Casa, La Casa 2 e L’armata delle Tenebre è, come piace dire oggi a molti, seminale ed ha rinnovato un immaginario che sembrava stesse andando inesorabilmente a morire. Quindi sì, anche noi attendevamo trepidanti questo Send Help e, come spesso accade quando si va in sala con troppe aspettative, siamo rimasti (parzialmente) delusi.

Send Help è un survival horror godibile, con un tocco di humor che strappa più di una risata e con una Rachel McAdams come mattatrice della pellicola (al miglior ruolo in carriera), con una storia cucita intorno al suo personaggio. Storia che è anche uno dei suoi più grandi difetti, perché si tratta di un’opera fin troppo prevedibile, dove sai già dove si andrà a parare fin dai primi minuti e, va detto, molto meno horror di quanto non ci venga pubblicizzato: eccezion fatta per una divertentissima lotta contro un cinghiale e ad una sorta di duello finale piuttosto splatter, Send Help è un film privo di originalità e che sa di già visto.

Leggendo però fra le righe, ecco che appare un sottotesto che può venirci incontro ed in cui possiamo intravedere questa originalità: la richiesta di aiuto che dà il titolo al film stesso non è poi tanto quella di due sopravvissuti ad un incidente aereo, ma quella di una donna al pubblico stesso, la cui vita è stata e continua ad essere messa a repentaglio da un uomo. Un tocco socio-politico di cui la pellicola ha beneficiato fino però alle sue ultime battute, quando un pessimo finale ribalta il discorso riportando tutto al punto di partenza. Affrontare la questione di genere è importante, ma verrà risolta quando il problema non si porrà più e uomini e donne saranno uguali per davvero, sullo stesso piano all’interno della società e con una dichiarazione d’intenti da parte dell’intera società; se invece ci si limita a sostituire il padre padrone con una donna, ecco che scadiamo nel banale e mandiamo alle ortiche 113 minuti di lungometraggio.

C’è però un altro importante ragionamento che la visione del film ci ha stimolato, una domanda la cui risposta, forse è già in nostro possesso: che fine ha fatto Sam Raimi? Come detto in precedenza, quando si parla di Raimi si parla della storia del cinema, di uno dei padri fondatori del nuovo cinema horror ma anche dei cinecomic stessi, avendo diretto la straordinaria trilogia dello Spider-Man di Tobey Maguire (e si, terzo capitolo incluso); allo stesso tempo, è l’autore di capolavori come Darkman, Pronti a Morire e Soldi Sporchi, titoli meno citati ma che danno un’idea ancor più chiara della grandezza di questo autore. Purtroppo, Send Help non è che un pesce fuor d’acqua qui in mezzo e non è questione di paragoni – inutile farne – quanto di senso stesso. Se sappiamo bene quanto egli si sia dovuto piegare per tornare dopo un decennio con Doctor Strange nel Multiverso della Follia, qui ci aspettavamo molto di più ed il vero Raimi compare sporadicamente, in poche scene dove comunque è chiaro che diriga con il freno a mano tirato. La colpa va quindi data agli studios che non gli lasciano libertà creativa e carta bianca? Ni, perché dobbiamo anche essere sinceri, guardarci negli occhi ed ammettere che, molto più banalmente, Sam Raimi inizia ad accusare il colpo e, stando troppo lontano dalla macchina da presa – soli 4 film in 17 anni – sembra aver perso la bussola. Il suo incredibile talento gli permette ancora oggi di portare a casa la pagnotta e Send Help è tutt’altro che un film brutto – per quanto questa concezione non abbia neanche troppo senso di esistere – bensì un lungometraggio che ci aspetteremmo da tutti tranne che da Sam Raimi, per cui l’amaro in bocca è inevitabile.

La locandina del nuovo film di Sam Raimi, Send Help
Send Help
Send Help

Send Help segna il ritorno dietro la macchina da parte di Sam Raimi, che torna così a realizzare un film originale 13 anni dopo l'ultima volta,fatta eccezione per la parentesi Marvel del 2022.

Voto del redattore:

6 / 10

Data di rilascio:

29/01/2026

Regia:

Sam Raimi

Cast:

Rachel McAdams, Dylan O'Brien, Edyll Ismail, Dennis Haysbert, Xavier Samuel, Chris Pang, Thaneth Warakulnukroh, Emma Raimi

Genere:

Horror, Thriller

PRO

L’interpretazione di Rachel McAdams
Quei rari momenti in cui si vede il vero Sam Raimi
Il finale
La prevedibilità della sceneggiatura di Damian Shannon e Mark Swift