La corsa agli Oscar 2026 si accende di polemiche feroci ancora prima della cerimonia. Il regista Oliver Laxe, autore dell’acclamato film Sirat (presente nella shortlist per il Miglior Film Internazionale), ha scatenato un vero e proprio incidente diplomatico cinematografico con alcune dichiarazioni incendiarie riportate da World of Reel. Commentando la competizione nella categoria Miglior Film Internazionale, che vede il suo film contrapposto al candidato brasiliano The Secret Agent (O Agente Secreto) di Kleber Mendonça Filho, Laxe non ha usato mezzi termini, accusando l’Academy di subire l’influenza del “fandom” brasiliano.
La frase della discordia: “Ultranazionalisti che voterebbero qualsiasi cosa”
Secondo quanto riportato, Laxe ha espresso la sua frustrazione riguardo al sostegno massiccio e talvolta aggressivo che i film brasiliani ricevono online e all’interno dell’Academy. La frase incriminata, destinata a far discutere a lungo, è stata: «All’Academy ci sono un sacco di brasiliani e li amiamo moltissimo, ma sono ultra-nazionalisti. Ritengo che se i brasiliani presentassero una scarpa, verrebbe nominata per un Oscar».
Il regista ha fatto riferimento alla recente striscia positiva del Brasile, che ha ottenuto due nomination consecutive per il Miglior Film (l’anno scorso con I’m Still Here di Walter Salles e quest’anno con il film di Mendonça Filho), suggerendo che tale successo sia spinto più dall’intensità del supporto nazionale che da meriti puramente artistici.
“È iniziata la guerra”: le reazioni online contro le parole di Oliver Laxe
Le parole di Oliver Laxe rischiano di scatenare quello che la fonte definisce “uno tsunami di insulti online”. I fan brasiliani sono noti per la loro passione viscerale nel difendere le produzioni nazionali, celebrando le vittorie come trionfi di stato e vivendo le esclusioni come affronti personali. Con Sirat e The Secret Agent in diretta competizione per la statuetta, queste dichiarazioni hanno ufficialmente aperto le ostilità. Nonostante Sirat abbia vinto il Premio della Giuria a Cannes (superando tecnicamente i riconoscimenti ottenuti dal film brasiliano), l’attacco frontale di Laxe potrebbe rivelarsi un boomerang mediatico in una fase delicata come quella delle votazioni finali.







