La storia vera di Marty Supreme: chi era Marty Reisman, il “needle” che ha ispirato Timothée Chalamet

Per comprendere e apprezzare appieno Marty Supreme, probabilmente una delle chiavi di lettura aggiuntive dipende dalla conoscenza di Marty Reisman, il personaggio a cui è ispirato: cerchiamo di guardarlo più da vicino.
La storia vera di Marty Supreme: chi era Marty Reisman, il "needle" che ha ispirato Timothée Chalamet

Con l’uscita di Marty Supreme, il pubblico di tutto il mondo sta scoprendo un sottobosco affascinante e frenetico: quello del ping pong professionistico (e clandestino) della New York di metà Novecento. Il film, diretto da Josh Safdie, vede Timothée Chalamet trasformarsi in un dandy con baffi a manubrio e occhiali rotondi, ma dietro questa estetica “cool” si nasconde una figura reale che è stata molto più di un semplice sportivo. La storia vera di Marty Supreme è basata sulla vita di Marty Reisman, un uomo che ha trattato il tennis tavolo non come un passatempo da oratorio, ma come una forma d’arte, una truffa e uno spettacolo di Broadway, tutto contemporaneamente. Per capire appieno il film, bisogna immergersi nella biografia di colui che veniva chiamato “The Needle” (L’Ago) per la sua magrezza e la sua capacità di pungere gli avversari nei punti deboli: vediamo allora chi era Marty Reisman, qual è la storia vera di Marty Supreme e quali sono le differenze tra le due.

Chi era Marty Reisman: il campione con il Panama

Per comprendere quale sia la storia vera di Marty Supreme, bisogna partire dalle origini: chi era Marty Reisman, a cui il personaggio di Marty Mauser si ispira? Nato a Manhattan nel 1930, chi era Marty Reisman? Era l’antitesi dell’atleta moderno disciplinato e sponsorizzato. Cresciuto nel Lower East Side, iniziò a giocare a ping pong a 12 anni, inizialmente per scommessa. Reisman divenne presto un “hustler”, uno scommettitore che frequentava le sale da gioco fumose, sfidando chiunque per soldi. Il suo talento era cristallino: vinse 22 titoli maggiori in carriera, tra cui due US Open e un British Open, ottenendo 3 grandi campionati nazionali e provocando un vero e proprio successo dello sport nel paese. Ma ciò che lo rendeva unico era il suo stile di vita: non si presentava in tuta, ma indossava cappelli Panama, trench coat alla moda e camicie sgargianti, portando con sé migliaia di dollari in contanti vinti al tavolo. Era una celebrità della controcultura newyorkese, un uomo che ha vissuto sempre sul filo del rasoio, capace di usare la racchetta come un’arma psicologica prima ancora che tecnica.

Marty Reisman e la guerra contro la gommapiuma e il “Hardbat”

Un aspetto centrale della sua carriera, che definisce anche le differenze tra Marty Reisman e Marty Mauser (o comunque la versione romanzata del film), è la sua battaglia ideologica contro l’evoluzione tecnologica dello sport. Nel 1952, il giapponese Hiroji Satoh introdusse la racchetta con la copertura in gommapiuma (sponge), che permetteva effetti silenziosi e imprevedibili, cambiando per sempre il gioco: Reisman odiava questa innovazione; per lui, il ping pong doveva avere il suono secco del legno e della gomma dura (il cosiddetto “Hardbat”), dove lo scambio era basato sulla strategia e sul dialogo sonoro della pallina, non sulla tecnologia. Divenne così il paladino del “purismo”, fondando un movimento per preservare il vecchio stile e aprendo il celebre Reisman’s Ping Pong Parlor sulla 96esima strada, un luogo di culto frequentato da celebrità, modelle e truffatori, dove il tempo sembrava essersi fermato agli anni ’40.

Le differenze tra Marty Reisman e Marty Mauser

Sebbene il film attinga a piene mani dalla realtà, ci sono delle sostanziali differenze tra Marty Reisman e Marty Mauser (il nome che il personaggio assume in alcune stesure e adattamenti per sottolineare la natura fittizia dell’opera). Nella storia vera di Marty Supreme, Reisman era un personaggio eccentrico ma profondamente radicato nella realtà sportiva del suo tempo. Nel film, la figura di “Mauser” viene estremizzata secondo lo stile allucinatorio dei fratelli Safdie: l’aspetto criminale e le scommesse clandestine vengono amplificati per creare un thriller ad alta tensione. Mentre il vero Reisman usava il suo carisma per promuovere lo sport e se stesso, il Marty cinematografico sembra muoversi in un mondo più pericoloso e surreale, dove la partita a ping pong diventa letteralmente una questione di vita o di morte. Inoltre, il film comprime la linea temporale, mescolando eventi della giovinezza di Reisman con la sua aura da vecchio saggio “cool” che ha mantenuto fino alla morte avvenuta nel 2012.

Le differenze tra Marty Supreme e la storia vera

Analizzando le differenze tra Marty Supreme e la storia vera, emerge chiaramente l’intento del regista: non fare un biopic documentaristico, ma catturare lo “spirito” di Reisman. Nella realtà, Reisman era noto anche per le sue esibizioni comiche (riusciva a spezzare una sigaretta tenuta in bocca da un assistente usando la pallina), un lato da showman che nel film viene declinato in chiave più nevrotica e drammatica. Un’altra differenza riguarda le relazioni personali: il film introduce figure femminili e antagonisti (come il personaggio di Gwyneth Paltrow) che servono a drammatizzare la solitudine del genio, mentre nella vita reale Reisman era circondato da una comunità fedele di discepoli. Tuttavia, un elemento rimane fedele alla cronaca: l’ossessione. Sia l’uomo vero che il personaggio fittizio condividono l’incapacità di scindere la propria identità dal gioco, vivendo ogni scambio come se fosse l’ultimo respiro.