L’attesa è (quasi) finita: dal Samuel Goldwyn Theater di Los Angeles, sono state rese note tutte le nomination ai premi Oscar 2026, con la notte degli Oscar prevista per la notte tra il 15 e 16 marzo. Se sotto diversi punti di vista sono state confermate le impressioni delle ultime settimane, allo stesso tempo è stato impossibile rimanere impassibili dinanzi ad alcuni annunci che, nel bene e nel male, rimarranno per sempre nella storia di questo riconoscimento. Ma quali sono le sorprese e gli snobbati di questi Oscar 2026? A seguire, vi raccontiamo in 10 punti le nomination di quest’anno.
Il record di Sinners
Impossibile non partire da qui: Sinners di Ryan Coogler scrive la storia ottenendo 16 candidature, superando così il precedente primato detenuto da Eva contro Eva, Titanic e La La Land (14). In attesa di scoprire quante statuette si porterà a casa – in questo senso, il record è di Ben-Hur, Il Signore degli Anelli – Il Ritorno del Re e lo stesso Titanic con 11 – è evidente come il film risulti uno dei più importanti della stagione, avendo appunto occupato uno slot in praticamente ogni categoria. Sorprende soprattutto la presenza di Delroy Lindo come miglior attore non protagonista, outsider assoluto di questa stagione dei premi iniziata ormai da settimane e settimane.
Jafar Panahi come miglior regista
Chi invece è stato ridimensionato da queste candidature è Un Semplice Incidente: il film ha ottenuto due importanti nomination per miglior sceneggiatura originale e per il miglior film internazionale, categoria in cui fino a poco tempo fa sembrava essere favorito assoluto ma che, adesso, potrebbe partire senza i favori del pronostico. In questo senso, pesa l’esclusione dell’iraniano Jafar Panahi dalla lista dei candidati per il miglior regista, che sembrava ormai una formalità.
Il risultato di Sentimental Value e The Secret Agent
Se da un lato piange Un Semplice Incidente, a sorridere sono invece altri due film “stranieri”: Sentimental Value e The Secret Agent, che ottengono rispettivamente 9 e 4 candidature. Nello specifico, il lungometraggio di Joachim Trier diventa l’assoluto favorito per il miglior film internazionale, forte di una candidatura alla miglior regia e di ben quattro attori candidati (con Stellan Skarsgård favorito come attore non protagonista) e, in caso di vittoria, si tratterebbe della prima statuetta di sempre per la Norvegia. L’opera di Kleber Mendonça Filho ottiene un risultato pazzesco e non è da escludere una doppietta brasiliana dopo la vittoria dello scorso anno di Io sono ancora qui, mentre ci sono poche possibilità per Wagner Moura, che continua però a scrivere la storia diventando il primo brasiliano di sempre nominato come miglior attore protagonista. A prescindere da come andrà la notte degli Oscar, si tratta di un risultato pazzesco per i due internazionali.
Jesse Plemons come miglior attore protagonista
A proposito di attori, le categorie a loro dedicate hanno sorpreso per diverse scelte sorprendenti. La prima è l’esclusione di Jesse Plemons dalla cinquina per il miglior attore protagonista: nonostante Bugonia sia stato candidato come miglior film, l’ultima fatica di Yorgos Lanthimos non ha entusiasmato ed Emma Stone è stata scelta come unica rappresentata del titolo, con l’attore statunitense che resta così a bocca asciutta.
Chase Infiniti e Kate Hudson come migliori attrici protagonista
Dalla cinquina femminile arriva invece un enorme colpo di scena, ovvero l’esclusione di Chase Infiniti dalla corsa come miglior attrice protagonista. A nulla è bastata dunque la sua interpretazione in uno dei film di punta di questa stagione, Una Battaglia dopo l’altra. Ad essere candidata al suo posto è stata invece Kate Hudson, con un colpo di scena in tutto e per tutto hollywoodiano, grazie alla sua interpretazione nel ben poco citato Song Sung Blue di Craig Brewer.
Elle Fanning come miglior attrice non protagonista
A proposito di Sentimental Value, come detto in precedenza il film di Joachim Trier ha ottenuto un risultato straordinario con 9 pazzesche nomination. L’Academy lancia così un segnale molto forte anche perché, oltre alla candidatura dello stesso Trier come miglior regista, se quelle di Stellan Skarsgård, Renate Reinsve e Inga Ibsdotter Lilleaas erano altamente pronosticabili, non lo era invece quella di Elle Fanning, per una doppietta meravigliosa nella categoria per la miglior attrice non protagonista. Si tratta della sua prima nomination in assoluto ai premi Oscar.
No Other Choice come miglior film internazionale
Rimanendo sempre su questo tema, sorprende l’esclusione di No Other Choice di Park Chan-wook dalla cinquina per il miglior film internazionale. Il rappresentante della Corea del Sud viene superato da un altro titolo passato sempre dalla Mostra del Cinema di Venezia – La Voce di Hind Rajab in rappresentanza della Tunisia – e resta sorprendentemente fuori. Un colpo di scena, per quanto le altre quattro posizioni sembravano davvero chiuse da tempo e la lotta, quest’anno, è stata più agguerrita che mai.
La totale assenza di Wicked – Parte 2
Chi segue la stagione dei premi da anni lo poteva immaginare, eppure la totale assenza di Wicked – Parte 2 dalle nomination ai premi Oscar 2026 fa certamente parlare di sé, soprattutto per come gli obiettivi fossero altri: l’idea era infatti quella di dare seguito al successo di Wicked e puntare a qualche statuetta pesante, invece il film di Jon M. Chu è stato un flop sotto ogni punto di vista, dal botteghino alla ricezione di pubblico e critica e anche Ariana Grande e Cynthia Erivo non hanno trovato spazio tra le varie categorie, deludendo i fan ma sorprendendo fino ad un certo punto.
Avatar: Fuoco e Cenere sì miglior costumi, no miglior sonoro
Se il primo capitolo era arrivato a giocarsi il miglior film, il secondo aveva un po’ dato l’idea del destino della saga ai premi Oscar. Avatar: Fuoco e Cenere resta, come da pronostico, fuori dalle categorie più importanti e risonanti ma, oltre a quella scontata per gli effetti visivi, sorprende per una doppia scelta: fuori dalla corsa al miglior sonoro, dentro invece per quella ai migliori costumi. Per carità, sacrosanta, ma un colpo di scena che nessuno si aspettava per l’ultima maestosa opera di James Cameron.
Superman fuori dai migliori effetti visivi, dentro Jurassic World Rinascita
A proposito di effetti visivi, se Avatar: Fuoco e Cenere parte come assoluto favorito, a non trovare spazio in questa categoria è il Superman di James Gunn, titolo amato tanto negli Stati Uniti quanto nel resto del mondo e che, nonostante non ambisse in alcun modo a qualcosa di più, sembrava comunque potesse essere selezionato nella corsa agli ex effetti speciali, che sono certamente uno dei punti forti del film. Non solo, perché a prendere virtualmente il suo posto è stato Rinascita, il nuovo capitolo della saga di Jurassic World che, nonostante un buonissimo risultato al botteghino, sembrava nettamente più indietro rispetto al film dell’ex autore del Marvel Cinematic Universe.







