Con argomentazioni più o meno convincenti, da una parte e dall’altra, quello della durata dei lungometraggi sta diventando un tema sempre più chiacchierato negli ultimi anni. Non solo i grandi blockbuster di Avatar, Dune o Avengers, ma anche molti film c.d. d’autore si stanno ormai dirigendo verso la durata standardizzata delle 3 ore, come Una battaglia dopo l’altra, The Brutalist e molti altri.
Un argomento che meriterebbe sicuramente un approccio complesso, determinato da diversi fattori artistici e produttivi, ma che comunque resta un tema molto attuale, specialmente nella “sfida” tra sala e streaming. A tuonare sono infatti le parole di Clare Binns, direttrice di una delle principali società distributive del Regno Unito, che ha detto la sua in occasione del ricevimento del premio BAFTA. Ecco di seguito le dichiarazioni di Clare Binns sulla questione cinematografica, che verte anche e soprattutto sulla durata moderna dei film.
Chi è Clare Binns, vincitrice del premio BAFTA onorario
La British Academy of Film and Television Arts (l’associazione dietro i premi BAFTA) ha assegnato il riconoscimento onorario Outstanding British Contribution to Cinema 2026 a Clare Binns. Si tratta infatti del premio all’eccezionale contributo offerto al cinema, con Binns che infatti è la direttrice creativa di una delle principali società di distribuzione cinematografica del Regno Unito, ovvero Picturehouse Cinemas.
Clare Binns ha iniziato la sua carriera all’inizio degli anni ’80 come maschera e, dopo aver fatto carriera come proiezionista, diventa direttrice al cinema Ritzy di Londra. Da lì continuerà a gestire una rete di cinema nel Regno Unito sotto il nome di Zoo Cinemas, prima di entrare a far parte di Picturehouse nel 2003. Molta l’emozione per Clare Binns nel ricevere il riconoscimento onorario, la quale ha dichiarato:
Sono davvero emozionata, non solo per me stessa, ma anche per tutti coloro che hanno lavorato con me nel corso della mia carriera e per coloro che continuano a sostenere la missione di accogliere il pubblico nei cinema locali in tutto il Regno Unito, che stanno semplicemente portando avanti il loro lavoro per dare al cinema la casa che merita.
Per quanto riguarda la cerimonia “effettiva” dei BAFTA 2026, questa si terrà il prossimo 22 febbraio, con le longlist che vedono in testa le 16 candidature ottenute da Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson. Si tratta di un risultato record per la storia dei BAFTA, con quello precedente di 15 appartenuto ad Emilia Perez nella passata edizione.
Fonte: Deadline
Le dichiarazioni di Clare Binns sulla durata moderna dei film
Le parole d’emozione, al riconoscimento ottenuto, non sono le sole spese da Clare Binns in seguito a tale prestigiosa occasione. Da parte di una delle principali esercenti del Regno Unito, infatti, si solleva una questione particolarmente scottante negli ultimi anni, in merito alla durata di molti lungometraggi. Intervistata dal Guardian, Clare Binns ha infatti espresso preoccupazione per la vicenda, con il massiccio minutaggio di alcuni film che costringe la società di distribuzione, ad esempio, nell’inserire un unico spettacolo serale. A tal riguardo la direttrice ha affermato:
Ne parlo con i produttori e dico: “Dite al regista che state girando un film per il pubblico, non per i registi“. Ci sono sempre delle eccezioni, ma guardo molti film e penso: “Potresti togliere una 20a di minuti”. Non c’è bisogno che i film siano così lunghi. Penso che sia un campanello d’allarme per i registi. Se vogliono che i loro film siano proiettati al cinema, il pubblico deve sentirsi a proprio agio con l’impegno che si stanno prendendo.
La preoccupazione di Clare Binns resta la voce di un’illustre rappresentante degli esercenti che, proprio per questo, crede fermamente nella potenza della sala cinematografica rispetto allo streaming. Pur definendo “inquietante” la questione dell’acquisizione di Warner Bros. da parte di Netflix, la direttrice afferma che le sale cinematografiche restano oggi in una situazione migliore aggiungendo:
La gente ha previsto la fine del cinema molte volte: con l’arrivo della televisione, con il passaggio al digitale. Siamo ancora in piedi.
Fonte: Deadline





