Dopo l’enorme successo di Weapons e del personaggio di zia Gladys – che le ha permesso di ottenere una nomination ai Golde Globe e, con tutta probabilità, una candidatura ai premi Oscar – Amy Madigan è pronta a tornare con un nuovo progetto firmato da James Ponsoldt. Si tratta di Sponsor, lungometraggio descritto come un thriller psicologico che avrà alle spalle un colosso come Apple e le cui riprese verranno realizzate in California. Oltre agli Apple Studios, lo stesso Ponsoldt ricoprirà il ruolo di produttore, così come la co-star Jason Segel: l’idea del film nasce proprio da una sceneggiatura scritta a quattro mani. A seguire, cast, trama e tutto quello che sappiamo di Sponsor.
Cast e trama di Sponsor, il nuovo film di James Ponsoldt
Sarà dunque Sponsor il nuovo progetto davanti la macchina da presa per Amy Madigan, attrice con una lunga carriera alle spalle che sta vivendo una seconda giovinezza grazie al successo di Weapons e del personaggio da lei interpretato, ovvero la misteriosa e spaventosa zia Gladys. All’interno del cast, ad affiancare Madigan, sono stati già confermati due nomi importanti come quelli di John C. Reilly e Jason Segel: quest’ultimo, insieme al regista James Ponsoldt, ha lavorato alla sceneggiatura e ricoprirà anche il ruolo di produttore. Ma di cosa parla Sponsor? Di seguito riportiamo la trama del film:
“Sponsor segue la storia Peter, che commette un grave errore quando si mette al volante dopo aver festeggiato un po’ troppo. Un terribile incidente lo mette di fronte a una scelta: il carcere o un programma di recupero. Convinto di non avere un problema con l’alcol, si presenta con riluttanza al suo primo incontro e cerca uno sponsor. Entra in scena Jerry, un uomo schietto, carismatico ma enigmatico. Peter è convinto che Jerry sia la risposta alle sue preghiere”.
Chi è Amy Madigan: carriera e film della zia Gladys di Weapons
Nata a Chicago l’11 settembre 1950, Amy Marie Madigan è figlia di Dolores, assistente amministrativo ed attrice di teatro non professionista e John, giornalista che lavorò per diversi anni per Newsweek e che ricopriva il ruolo di opinionista politico in trasmissioni come Meet the Press e Face the Nation, avendo così modo di intervistare figure fondamentali nella storia degli USA e non solo, come Richard Nixon e Martin Luther King Jr.. Amy iniziò a recitare già ai tempi delle recite del liceo, ma nel 1972 si laureò in tutt’altro campo, ovvero in filosofia, alla Marquette University di Milwaukee. Nel 1974 decide però di trasferirsi a Los Angeles e frequentare il Lee Strasberg Theatre and Film Institute.
Il debutto arriva qualche anno dopo, nel 1981, con una piccola apparizione nella serie televisiva Cuore e Batticuore, dopo cui però non si ferma più: rimanendo sul piccolo schermo infatti, Amy Madigan anche in CHiPs (1981), The Ambush Murders (1982) e The Day After (1983), per poi tornare in tv due decenni dopo con The Laramie Project (2002), Criminal Minds (2007), E.R. – Medici in Prima Linea (2009), Grey’s Anatomy (2008-2009), Law & Order e Fringe (2010) e Penny Dreadful: City of Angels (2020).
Nonostante non abbia dunque disdegnato la televisione, la carriera di Amy Madigan si è sempre fondata prevalentemente sul cinema, dove debutta nel 1983 in Passione Fatale di Amy Holden Jones. Altri lungometraggi impossibili da non citare sono Strade di Fuoco di Walter Hill e Le Stagioni del Cuore di Robert Benton (1984), Alamo Bay di Louis Malle (1985), La Metà Oscura di George A. Romero (1993), Gone Baby Gone di Ben Affleck (2007) e, in tempi non sospetti, L’eccezione alla Regola di Warren Beatty (2016), Antlers di Scott Cooper (2021) e il già citato Weapons di Zach Cregger (2025).
In oltre 40 anni di carriera, Amy Madigan ha ottenuto una nomination ai premi Oscar, quattro ai Golden Globe (vincendo nel 1990 come attrice non protagonista per la serie Roe vs Wade), due ai Critics’ Choice Awards (vincendo nel 2026 come attrice non protagonista per Weapons), due agli Independent Sprit Awards, una ai The Actor Awards (ex SAG Awards) e una agli Emmy.
Fonte: deadline




