Quello che doveva essere il grande ritorno di uno dei mostri più iconici della storia del cinema si è trasformato in un caso di gestione della crisi da manuale. Il nuovo film de La Mummia, diretto dall’acclamato regista di Evil Dead Rise Lee Cronin, non arriverà nelle sale con il titolo previsto. Secondo quanto riportato da World of Reel, Universal Pictures ha preso la drastica decisione di rinominare la pellicola in The Resurrected (letteralmente “Il Risorto”), recidendo ogni legame ufficiale con il celebre franchise dei Universal Monsters. La mossa arriva a seguito di una serie di proiezioni di prova (test screenings) definite “estreme”, che hanno convinto lo studio dell’impossibilità di vendere il progetto come un capitolo della saga classica.
“Questo non è un film sulla Mummia”: le reazioni del pubblico
Il motivo dietro questo brusco cambiamento di identità non risiederebbe nella qualità intrinseca del film, ma nella sua totale divergenza dai canoni del franchise. Le fonti indicano che durante i test, il pubblico ha reagito con smarrimento di fronte a un’opera che, pur essendo un horror brutale e viscerale (in pieno stile Cronin), aveva ben poco a che spartire con l’immaginario avventuroso o gotico tipico de La Mummia. Le reazioni sono state descritte come disastrose specificamente in relazione alle aspettative create dal titolo: gli spettatori si aspettavano maledizioni egizie e sarcofagi, trovandosi invece davanti a qualcosa di radicalmente diverso e molto più violento. Si parla addirittura di scelte macabre come dita infilate in gola per premere sulle corde vocali affinché una persona riesca a parlare, dopo che queste sono state recise da uno scarabeo; la sinossi ufficiale invece recita:
La giovane figlia di un giornalista scompare senza lasciare traccia nel deserto. La famiglia distrutta rimane sbalordita quando la ragazza riappare improvvisamente otto anni dopo. Ma quello che avrebbe dovuto essere un gioioso ricongiungimento si trasforma rapidamente in un vero incubo.
Il reboot de La Mummia cambia titolo per evitare il flop
Per evitare di ripetere il flop critico e commerciale del 2017 con Tom Cruise (che affossò il Dark Universe sul nascere), la Universal ha optato per la strategia del rebranding totale. Rimuovendo il marchio The Mummy e adottando il titolo The Resurrected, lo studio intende posizionare il film sul mercato come un horror originale e indipendente, libero dal peso delle aspettative legate a una proprietà intellettuale (IP) così ingombrante. Questa scelta permetterà a Lee Cronin di mantenere la sua visione autoriale senza doverla annacquare per rientrare nei ranghi del blockbuster per famiglie, trasformando un potenziale equivoco di marketing in una nuova, terrificante proposta per gli amanti del genere.




