Gigolò per caso 2 – La Sex Guru: il cinepanettone non è mai davvero finito

Su Amazon Prime Video arriva la seconda stagione di Gigolò per caso, ribattezzata “La Sex Guru”, che riporta Christian De Sica e Pietro Sermonti nel cast, al fianco di Sabrina Ferilli: ma con quali risultati?
Gigolò per caso 2 - La Sex Guru: il cinepanettone non è mai davvero finito

Mentre la sala cinematografica punta (oltre che al caso straordinario di Buen Camino) al dittico No Other Choice – La piccola Amélie e Netflix inaugura il nuovo anno con la solita programmazione seriale, che tra gli altri titoli annovera Il tempo delle mosche, su Prime Video la proposta italiana porta sul piccolo schermo volti noti come Christian De Sica e Pietro Sermonti, nella seconda stagione di Gigolò per caso. La prima stagione, di cui vi avevamo parlato in questa recensione, aveva in qualche modo già mostrato quanto i segni del tempo (per il mattatore del cinepanettone) fossero ormai ben visibili, ma la seconda fa addirittura di più, riportando il sesso – e lo stilema tipico del cinepanettone come genere – al centro di tutto; è proprio vero, come immaginava la Filmauro, che il cinepanettone fosse un concept estraneo anche alle logiche di cornice, e questa serie sembra in qualche modo dimostrarlo. Ma vediamo più nello specifico a che cosa ci riferiamo nella recensione di Gigolò per caso 2.

Gigolò per caso 2: non è (sul serio) tutto da buttare

La storia dei Bremer&Sons (quel Bremer, Sermonti ha recentemente parlato della sua tendenza di assumere cognomi juventini con un particolare lasciapassare da parte degli addetti ai lavori) continua con il particolare rapporto padre e figlio, oltre che con l’aggiunta di alcune figure di contorno che Prime Video pesca direttamente dai meandri del proprio database, come Frank Matano, Sabrina Ferilli e Valerio Lundini. Accanto alla particolare storia dei due protagonisti si aggiunge, in effetti, una componente inedita che ha a che fare con la libertà sessuale delle donne guidate da una sedicente guru che, a suon di libri scritti da ghost writer e discorsi in grado di convincere la platea, inaugura un vero e proprio metodo per la libertà sessuale e per il piacere autoindotto.

Lo si dice senza finta ironia: sembra di osservare, in salsa italiana e con tutte le attenuanti del caso, una controparte del Tom Cruise di Magnolia, con Sabrina Ferilli che riesce in qualche modo a mantenere sempre contatto (almeno nei primi tre episodi) con Frank T.J. Mackey, riflettendo esattamente quello stesso modo di parlare, quei medesimi volgarismi, attingendo addirittura a una mimica simile nel coinvolgimento dell’interlocutore, e facciamo fatica a immaginare che per Eros Puglielli non ci sia stato un riferimento quanto meno immaginato nel portare in scena il personaggio dell’attrice protagonista di La grande bellezza. E, come del resto si diceva anche nella valutazione della prima stagione del 2023, che si tratti di nostalgia dei bei tempi andati o di un modo di recitare e di figurare sul grande e piccolo schermo, Christian De Sica (nonostante la perdita ormai evidente del proprio smalto e della propria energia) continua a convincere, soprattutto per quelle gag che gli sono cucite addosso e quell’audacia di alcune battute – i riferimenti al sesso, le toccate di testicoli, ma anche semplicemente il reiterare del motto “è ‘na cafonata” – che hanno reso grande, da sempre, il suo personaggio. Gigolò per caso, insomma, dimostra anche per la sua seconda stagione che qualcosa di fondo c’è, che la capacità di fare ironia senza necessariamente affidarsi al becero è presente e che, al contempo, si potrebbe parlare di sesso (anche nella sua destinazione più filosofeggiante, come si prova a fare in questo caso) anche in un prodotto tendenzialmente ironico e senza la retorica classica e archetipica del cinepanettone.

Il brutto e il brutto della commedia italiana

Quei difetti che sono diventati tipici del cinepanettone (e in generale di una certa deriva “spin-off” di quest’ultimo, si leggano cine-matrimoni, cine-colomba e tutti gli altri sottogeneri di entità neanche troppo dissimile) della Seconda Repubblica iniziano a palesarsi, purtroppo, anche a un certo punto di Gigolò per caso 2, quando l’ironia lascia spazio a quella pretesa di porre i puntini sulle I e di far convergere verso un certo epicentro le narrazioni. Se il suo personaggio non è neanche del tutto malvagio, tutto ciò che ha a che fare con la storia del prete dubbioso, interpretato da Frank Matano, appare francamente di troppo e anche distrattivo rispetto al focus fondamentale della serie televisiva, mentre l’idea di avviare un tipo di narrazione a senso unico (la donna che vuole sentirsi libera di provare il proprio piacere, anche senza l’uomo) viene tradito da quella mentalità tanto genuinamente contestata, forse per la volontà troppo spesso permissiva della commedia italiana di far sentire tutti compresi, tutti in difetto e dunque nessuno davvero colpevole. Di fatto, tutte le donne che conosciamo nella serie finiscono per diventare vittime di un giudizio moraleggiante, perché stupidamente innamorate, raggirate da una narrativa tossica, amanti o addirittura pessime compagne, e si fa fatica a comprendere il motivo per cui ci sia tutto questo bisogno di far terminare, con una rimpatriata maschile (si sorvola sul cliffhanger con il doppio Pietro Sermonti) l’intera narrazione, che sembrava aver intrapreso tutta un’altra direzione.

Il cinepanettone non è mai scomparso davvero, dunque: non tanto perché si parla di sesso (poiché il focus su quello regala anche momenti di ironia particolare, come quello del marito ingombrante interpretato da Gianfranco Gallo), e neanche perché Christian De Sica continua a vestire gli stessi panni ormai da anni, soprattutto in una terza fase della carriera in cui sarebbe francamente difficile fare altrimenti; quanto più perché, esattamente come nell’ultima fase declinante della storia del cinepanettone, anche quell’elemento più strabordante ed esageratamente sbagliato (ma comunque in grado di dire qualcosa del paese in cui viviamo) viene temprato, riportato entro certi canoni family-friendly, e rietichettato entro la forma dell’algoritmo che anche quando sembrerebbe voler stupire (come nel caso del personaggio di Lundini che assume la forma della macchietta comica spiazzante) in realtà calcola perfettamente ognuna delle sue direttrici, appianando e rendendo il tutto in maniera fin troppo lineare.

Gigolò per caso - La Sex Guru
Gigolò per caso – La Sex Guru

La Bremer & Sons continua a far parlare di sé con i due protagonisti che si imbattono in una particolare rivale, che convince le donne a rinunciare agli uomini.

Voto del redattore:

5 / 10

Data di rilascio:

02/01/2026

Regia:

Eros Puglielli

Cast:

Christian De Sica, Pietro Sermonti, Sabrina Ferilli, Frank Matano, Valerio Lundini

Genere:

Commedia

PRO

I personaggi di Christian De Sica e Sabrina Ferilli
L’ironia e l’audacia (soprattutto nelle battute sul sesso) presente nella serie
La volontà di riportare tutto a binari indulgenti tipica della commedia italiana
Il personaggio di Frank Matano
L’involuzione di tutte le figure femminili