Ha stupito praticamente tutti per la sua grande capacità di ragionare sul dettaglio, mettere in piedi episodi straordinari pur senza una certa dose di azione costante; Pluribus è una serie che ha messo d’accordo la maggior parte degli spettatori, riportando un vero e proprio genio come Vince Gilligan in cabina creativa per dar vita a una narrazione assolutamente irresistibile, che prende vita dalla base di un particolare virus alieno (di fatto, un concentrato proteico e vitaminico) che si scaglia contro i terrestri, facendo sì che tutti confluiscano in una sola coscienza collettiva. Ma come finisce Pluribus? Per comprendere la spiegazione del finale della serie con Rhea Seehorn protagonista, diamo uno sguardo all’ultimo episodio della serie e alle sue battute finali, così da spiegare anche ogni dettaglio specifico.
Come finisce Pluribus? Che cosa succede nell’ultimo episodio della serie Apple TV
Prima di procedere con la spiegazione del finale di Pluribus, è molto importante sottolineare innanzitutto come finisce la serie in questione, attraverso il racconto di quello che succede nell’ultimo episodio; rispetto a ciò che si poteva immaginare durante il percorso di Manousos vero Carol Sturka, l’incontro tra i due è tutt’altro che felice: l’uomo è brusco nei modi e nelle intenzioni, apparentemente bigotto e anche estremamente complottista nell’andare alla ricerca di cimici o telecamere nascoste. Eppure, comprende che nulla nella natura della coscienza collettiva può dirsi davvero appartenente ad essa, e l’iniziale confronto con Carol (che intanto sembra aver conquistato una nuova dimensione individuale con Zosia, innamorandosene) è evidentemente difficile, anche alla luce del modo in cui Manousos sembra tentare di interfacciarsi alla mente sciame.
Tuttavia, al termine dell’episodio Carol Sturka fa ritorno in elicottero, con Zosia, ad Albuquerque dove incontra nuovamente Manousos, che intanto si è ambientato all’interno del luogo continuando da vicino tutte le sue ricerche; la donna porta con sé una bomba atomica e dice all’uomo paraguayano che “ha vinto” e che i due salveranno il mondo.
La spiegazione del finale di Pluribus
Alla luce degli eventi di cui abbiamo fatto menzione, soprattutto per quanto concerne come finisce Pluribus, possiamo dare adesso uno sguardo alla spiegazione del finale della serie creata da Vince Gilligan, affrontando tutti i possibili piani di lettura in merito. Innanzitutto, la presenza della bomba atomica, che significato ha? Ricollegandosi a qualche puntata precedente, quando Carol aveva compreso che l’imperativo biologico della coscienza collettiva è accontentare ogni richiesta, indipendentemente dalla sua natura di pericolo, la presenza dell’ordigno al termine della serie sottolinea che, per quanto lo sciame possa tentare di dissuadere la donna e imporre un certo tipo di pensiero sul mondo, non si esimerà mai dal soddisfare una richiesta, anche nella condizione apparentemente più grave di congelamento dei rapporti con Carol. Ora, non sappiamo se la bomba atomica avrà effettivamente un impiego strumentale (magari utilizzata come deterrente nei confronti della mente sciame, in vista di una possibile minaccia della donna per tentare di rovesciare i rapporti) o se, effettivamente, acquisisce soltanto un significato simbolico nel voler ribadire allo spettatore il concetto di fondo.
Quanto al cambiamento di idea di Carol, che adesso decide di collaborare con Manousos, il tutto è determinato da una doppia consapevolezza: da un lato, la questione del consenso (l’estrazione di cellule staminali che avverrebbe tramite operazione alla zona dell’anca) è limitata, dal momento che la coscienza collettiva ha sempre un altro piano per agire e non si fermerà mai di fronte all’ostacolo che trova, pur di connettere ogni mente. Nello specifico, per Carol vale il congelamento degli ovuli – che avevamo visto all’inizio della stagione, quando con Helen aveva raggiunto una strana residenza in Norvegia – da cui è possibile estrarre cellule staminali per garantire la connessione; l’elemento fondamentale del cambio di idea, però, riguarda la componente sentimentale che Carol crede di aver trovato in Zosia: la donna non è nient’altro che una declinazione possibile della mente sciame, di una coscienza collettiva che non fa distinzione di figure, che ama Manousos allo stesso modo in cui ama Carol nonostante rapporti completamente differenti e che esprime l’amore con l’imperativo biologico di conquista dell’altro, non rispettando la sua individualità e la sua identità.







