La saga di Avatar ha ancora senso di esistere?

James Cameron torna nelle sale con il terzo capitolo della sua ormai decennale saga, ma con Avatar: Fuoco e Cenere sarà riuscito ad alzare l’asticella o si tratta di un fragoroso buco nell’acqua?
La recensione del nuovo film di James Cameron, Avatar: Fuoco e Cenere

James Cameron è tornato. Tre anni dopo il suo ultimo film e a 16 anni dall’inizio della saga, arriva nelle sale italiane dal 17 dicembre grazie a 20th Century Studios Avatar: Fuoco e Cenere, terzo capitolo del franchise con protagonisti Sam Worthington, Zoe Saldana, Stephen Lang e Sigourney Weaver. Si tratta di uno dei titoli più attesi di questa stagione cinematografica, che rivedremo sicuramente ai prossimi premi Oscar in corsa per alcune statuette e che punta dritto ad entrare nella storia: d’altronde, Avatar e Avatar: La Via dell’Acqua sono ancora oggi primo e terzo maggior incasso di sempre. In attesa di scoprire quale sarà il suo risultato al botteghino, ricordiamo che sono state già fissate le date di uscita per altri due capitoli del franchise: Avatar 4 arriverà nelle sale il 20 dicembre 2029, mentre Avatar 5 il 19 dicembre 2031. Inutile dire che potranno esserci dei cambiamenti, soprattutto se questo titolo non otterrà i risultati sperati.

Il film di James Cameron riparte esattamente dalla fine del capitolo precedente, dunque dalla scelta di Jake Sully e della moglie Neytiri di rimanere con tutta la loro famiglia presso la tribù acquatica dei Metkayina, cercando di riprendersi dall’incommensurabile dolore scaturito dalla morte del figlio Neteyam. Allo stesso tempo, notando i sempre più evidenti problemi – in primis respiratori – di Miles “Spider”, Jake decide che è giunto il momento per lui di lasciare il villaggio e, notando l’opposizione dei suoi figli e dei giovani del posto, decide che tutta la famiglia lo accompagnerà in questo nuovo viaggio che, ben presto, si trasformerà in una sorta di incubo. Accompagnati dai Mercanti del Vento, si scontreranno presto con il Popolo della Cenere, che si contraddistingue per l’utilizzo del fuoco e per trucchi e accessori di colore rosso. La loro leader Varang si alleerà presto con una nostra vecchia conoscenza, il Colonnello Quaritch, con la guerra che può così avere definitivamente inizio. Nonostante lavori per il governo e ci sia l’obiettivo di colonizzare Pandora, la sua sembra più una questione personale, ma l’obiettivo principale è chiaro: recuperare “Spider” – figlio dello stesso Quaritch nato a Hell’s Gate, la base umana su Pandora – che, nel frattempo, ha ottenuto strani poteri che potrebbero tornare molto utili agli esseri umani. Fallire non è contemplato, ma Jake, la sua famiglia e l’intero popolo dei Metkayina sono pronti a dare battaglia.

Da Titanic a Avatar: questione di scelte

È il 23 marzo 1998. Allo Shrine Auditorium di Los Angeles, James Cameron ha appena scritto una delle pagine più importanti (e belle) nella storia del cinema: il suo Titanic ha infatti vinto 11 premi Oscar su 14 nomination totali, eguagliando il record di Ben-Hur e Il Signore degli Anelli: Il Ritorno del Re come film con più vittorie nella storia degli Academy Awards. Nonostante avesse già diretto alcuni capolavori immortali come Aliens – Scontro Finale o Terminator, Cameron ha lanciato definitivamente Leonardo Di Caprio e incassato oltre 2 miliardi di dollari, rendendo Titanic il film con il maggior incasso nell’intera storia del cinema e diventando, di fatto, il nome più importante di Hollywood.

Cameron si trova a un bivio. Cosa fare adesso? Nonostante sia chiaro che avrebbe potuto dirigere qualsiasi film drammatico con la certezza di un altro enorme incasso, lui si rifiuta e decide di andare per la sua strada. E scompare. Per 12 anni, egli non dirige nulla e si dedica interamente, anima e corpo, ad un progetto che aveva in testa da tempo ma che solamente adesso è davvero in grado di realizzare, ovvero Avatar. È un qualcosa di mai visto prima, rilancia il 3D (dandogli un senso, nonché una dignità) e rivoluziona completamente non solo l’approccio alla computer grafica, ma alla regia stessa ideando, tanto per citarne uno, il Reality Camera System. Si tratta comunque di una scommessa. Una scommessa estremamente dispendiosa. Ai premi Oscar ci tornerà e, nonostante tre statuette su 9 candidature, verrà battuto da The Hurt Locker, straordinario lungometraggio diretto, scherzo del destino, dalla ex moglie Kathryn Bigelow. Al botteghino però, Cameron riesce in un qualcosa di insperato, ovvero superare lo stesso Titanic come film con il maggior incasso di sempre che, ad oggi, si attesta poco sotto i 3 miliardi di dollari.

Dopo questa incredibile prova di forza, tornerà sicuramente a nuovi progetti originali e alla lavorazione di film magari più piccoli che non gli prendano più di un decennio di lavorazione. Vero? Beh, non proprio, visto che Cameron decide di rendere quello di Avatar uno dei franchise più vincenti di sempre e di dare vita ad un’intera saga. E scompare di nuovo, fino al 2022, quando arriva nelle sale Avatar: La Via dell’Acqua. Altri 13 anni destinati sempre alla ricerca, tecnica e cinematografica, non per essere al passo con i tempi, ma per superarli. Il film incassa oltre 2 miliardi di dollari e anch’esso supera Titanic. Ad oggi, James Cameron ha diretto tre dei primi quattro incassi nella storia del cinema. In questo periodo però, non si è limitato a La Via dell’Acqua, ma ha scritto e parzialmente diretto anche il suo seguito – ed il seguito del seguito, con un progetto che, al momento, arriva fino ad un quinto capitolo previsto per il 2031 – ovvero Avatar: Fuoco e Cenere, che arriva nelle sale italiane proprio nel dicembre del 2025.

L’importanza di Avatar: Fuoco e Cenere nella nostra contemporaneità

Capire l’ultima fase di carriera di James Cameron e come si è arrivati alla nascita e costruzione del mondo di Avatar è fondamentale per poter parlare di Avatar: Fuoco e Cenere. Perché parliamoci chiaramente, qui siamo di fronte ad un film evento come ormai se ne vedono pochissimi. Tutto il mondo è in attesa di tornare in sala per scoprire come proseguono le avventure di Jake Sully e compagni e per tutti intendiamo proprio tutti: Avatar porta la gente al cinema. Famiglie, coppie, amici, grandi e piccoli, uomini e donne. Se si dà un’occhiata al suo pubblico, si noterà che non esiste alcun tipo di distinzione, esattamente come su Pandora. Ed esattamente come su Pandora, c’è sempre qualcuno a cui ciò non sta bene.

Non possiamo parlare di Avatar come di un qualsiasi altro film. Non ha senso soffermarsi sulla sua perizia tecnica, sulla regia di Cameron, sui costumi di Deborah Lynn Scott o sulla fotografia di Russell Carpenter: con Fuoco e Cenere, Avatar supera nuovamente se stesso, alzando un’asticella che altri tentano costantemente di ributtare giù facendo leva sulla questione, per esempio, della sceneggiatura. L’accusa che si sente più spesso quando si parla di questa saga è che si tratti “del solito film”. Beh si, sono tanti i punti di contatto tra questo titolo e La Via dell’acqua, così come con il primissimo lungometraggio del 2009, ma questo è tutt’altro che un difetto proprio perché si sta cadendo nell’errore di guardare il dito e non la luna.

Mai quanto nel 2025, la saga di Avatar ha senso di esistere. Lo merita sia da un punto di vista cinematografico, perché lo spettacolo offerto resta impareggiabile e si parla di uno dei migliori film dell’anno, ma lo merita anche e soprattutto perché supera i confini del cinema, o meglio crea ponti tra cinema e vita vera, realtà e finzione la cui differenza, di questi tempi, appare sempre più labile. Con forse il più grande megafono a disposizione – dato letteralmente da una vita intera dedicata a questo mondo – James Cameron non veste i panni del falso profeta, non urla o sbraita come la maggioranza delle persone che vediamo sempre e costantemente attraverso il minuscolo schermo del nostro telefono ma, tramite il grande schermo del cinema, ci invita ad aprire gli occhi, a guardarci intorno, con un messaggio di uguaglianza, antimilitarista e ambientalista, a provare empatia e compassione, a tendere e non ritrarre la mano rispetto al prossimo e di combattere, alzando al cielo un grande dito medio nei confronti di chi vuole distruggere tutto ciò per il mero scopo colonizzatore di mondi, terreni e mentali, che sono di tutti e non esclusiva di pochi. E rimette al centro la sala come tempio dello spirito, luogo di aggregazione in cui tutti, senza alcun tipo di discriminazione, possono ritrovarsi e sentirsi, per una volta, uguali e capiti.

Avatar: Fuoco e Cenere
Avatar: Fuoco e Cenere

Tre anni dopo l'ultimo capitolo, arriva nelle sale italiane Fuoco e Cenere, terzo film della saga di Avatar in cui i nostri si trovano contrapposti non solo al colonnello Quaritch, ma anche al Popolo della Cenere.

Voto del redattore:

10 / 10

Data di rilascio:

17/12/2025

Regia:

James Cameron

Cast:

Sam Worthington, Zoe Saldana, Sigourney Weaver, Stephen Lang, Oona Chaplin, Kate Winslet, Michelle Yeoh, Cliff Curtis, Edie Falco, Joel David Moore, David Thewlis, Giovanni Ribisi, CCH Pounder, Jemaine Clement, Jamie Flatters, Jack Champion, Matt Gerald, Brendan Cowell, Bailey Bass

Genere:

Azione, Avventura, Fantascienza

PRO

La regia di James Cameron
L’impatto visivo di ogni singola inquadratura
Il valore dei messaggi che trasmette
L’importanza di una saga come Avatar nella nostra contemporaneità
Nessuno