La guerra per il controllo di Warner Bros. Discovery si è trasformata in poche ore in un campo di battaglia ideologico, costringendo i vertici di Netflix a una repentina e storica inversione di rotta narrativa per difendere il proprio accordo preliminare. Di fronte all’offerta ostile da 108 miliardi di dollari presentata da Paramount Skydance, che fa leva sulla promessa di tutelare l’integrità degli studi storici, il co-CEO di Netflix Ted Sarandos è sceso in campo personalmente per rassicurare il mercato e la comunità creativa, impegnandosi formalmente a preservare e valorizzare l’esperienza cinematografica in sala.
La nuova strategia di Netflix rispetto all’acquisizione di Warner Bros.
Nel tentativo di sedurre gli azionisti di WBD e, soprattutto, di non alienarsi i grandi autori che hanno fatto la fortuna della Warner, Sarandos ha delineato una visione strategica inedita che prevede finestre di distribuzione teatrale esclusive e prolungate per i grandi eventi cinematografici. Abbandonando il dogma del rilascio simultaneo o limitato che ha spesso generato attriti con le catene di esercenti, il leader di Netflix ha dichiarato che, qualora la fusione andasse in porto, la gestione delle sale rimarrà un pilastro fondamentale dell’ecosistema, riconoscendo che il prestigio e l’impatto culturale di un film si costruiscono prima di tutto al botteghino.
Questa dichiarazione d’intenti serve a contrastare l’offerta “all-cash” di David Ellison, dipingendo Netflix non più come un algoritmo cannibale, ma come un partner tecnologico capace di evolvere il modello di business senza distruggerne l’anima.
Come evolve la trattativa Netflix-Paramount-Warner Bros.
La sfida lanciata a Paramount da Netflix è dunque totale: se Ellison offre denaro contante e un messaggio chiaro direttamente agli investitori, Sarandos promette un futuro sostenibile in cui la sala cinematografica diventa la vetrina premium di un ecosistema digitale globale. Resta da vedere se questa promessa di “fedeltà alla sala” sarà sufficiente a convincere un azionariato tentato dalla liquidità immediata dell’offerta Paramount, ma è innegabile che Netflix ha appena compiuto il passo più importante della trattativa verso l’istituzionalizzazione, cercando di scrollarsi di dosso l’etichetta di distruttore per indossare quella di custode dell’arte cinematografica. Queste le parole di Sarandos:
Non abbiamo acquisito questa azienda per distruggere quel valore. Siamo profondamente impegnati a distribuire i film [della Warner Bros.] esattamente come li distribuiscono oggi… Se avessimo concluso questo accordo 24 mesi fa, tutti quei film che abbiamo visto quest’anno e che hanno avuto così tanto successo al botteghino per la Warner Bros. sarebbero usciti allo stesso modo nelle sale, a proposito di “Minecraft”, “Superman”, “Weapons”, “Sinners”, tutti quei film. Con l’entità operativa della Warner Bros., pensiamo che sia davvero importante il modo in cui creano e generano valore.







