Le 5 migliori OST di Attack On Titan

Una delle caratteristiche più incredibili di Attack On Titan risiede nelle sue OST di grandissimo valore, oltre che in grado di fare la storia; ma quali sono le migliori?
Le 5 migliori OST di Attack On Titan

Poche opere nell’ultimo decennio sono riuscite a fondere narrazione visiva e potenza sonora con la stessa efficacia di Shingeki no Kyojin, conosciuto con il celebre titolo occidentale di Attack On Titan. Quando si parla dell’anime adattato dal manga di Hajime Isayama, è impossibile scindere le immagini brutali dei Giganti dalle note epiche, struggenti e spesso sperimentali composte dal maestro Hiroyuki Sawano e, nelle ultime stagioni, da Kohta Yamamoto. La musica in questa serie non è un semplice accompagnamento di sottofondo, ma diventa un vero e proprio personaggio invisibile che detta il ritmo della disperazione e della battaglia.

Se sei un appassionato che vuole rivivere i brividi della serie attraverso le sue note, o un neofita curioso di capire perché questa colonna sonora sia così osannata, abbiamo selezionato le migliori OST di Attack on Titan, analizzando quei brani che hanno definito i momenti cardine della storia e che meritano di essere ascoltati ancora e ancora, soprattutto se mancano alcune delle emozioni che l’anime ha saputo regalare.

Vogel im Käfig

Iniziamo questa lista con quello che è, probabilmente, il brano più rappresentativo dell’intera prima stagione e della filosofia narrativa della serie. Il titolo tedesco, che significa “Uccello in gabbia”, racchiude l’essenza della condizione umana all’interno delle mura. Questa traccia è celebre per accompagnare una delle scene più traumatiche dell’intera saga: la morte della madre di Eren nel primo episodio (e viene ripresa in modo magistrale durante la rivelazione dei traditori nella seconda stagione).

Musicalmente, Vogel im Käfig è un capolavoro di costruzione della tensione. Inizia lentamente, quasi come una ninna nanna malinconica, per poi esplodere in un crescendo orchestrale dominato dalla voce potente di Cyua. Il contrasto tra la dolcezza della melodia iniziale e la potenza devastante del coro finale rispecchia perfettamente la perdita dell’innocenza dei protagonisti. Tra le migliori OST di Attack on Titan, questa è quella che colpisce più duro allo stomaco, ricordandoci che in questo mondo crudele la pace è solo un’illusione temporanea.

YouSeeBIGGIRL/T:T

Se c’è una traccia che i fan associano immediatamente a un colpo di scena sconvolgente, quella è YouSeeBIGGIRL/T:T. Utilizzata durante la leggendaria rivelazione dell’identità del Gigante Corazzato e del Gigante Colossale nella seconda stagione, questa composizione di Hiroyuki Sawano è diventata un prodotto di grande valore culturale per la sua capacità di generare “hype” immediato.

La struttura del brano è geniale: parte con una melodia quasi sacrale e misteriosa, per poi trasformarsi in un muro di suono aggressivo con percussioni pesanti e ottoni che sembrano annunciare l’apocalisse. Non è solo musica d’azione; è il suono di un mondo che crolla addosso al protagonista, dopo una rivelazione improvvisa: inserirla tra le migliori OST di Attack On Titan è obbligatorio perché rappresenta l’apice dello stile di Sawano, ovvero la capacità di mescolare musica elettronica e sinfonica per creare un senso di urgenza che lascia lo spettatore senza fiato, incollato allo schermo mentre la storia cambia per sempre.

Ashes on The Fire

Con l’arrivo della quarta stagione (The Final Season), la narrazione si sposta, i tempi cambiano e anche la musica deve evolversi. Qui entra in gioco Kohta Yamamoto, che prende il testimone (o meglio, affianca) Sawano per creare un nuovo paesaggio sonoro. Ashes on The Fire è il tema principale di questa nuova era, associato prevalentemente alla fazione di Marley e alla trasformazione della guerra da scontro mitologico a conflitto bellico moderno.

A differenza delle tracce precedenti che puntavano molto sui cori e sull’emotività, questo brano è più industriale, metallico e militaristico. Il tema principale, suonato dai fiati, è diventato iconico per la sua cadenza incalzante che suggerisce una marcia inarrestabile. Rappresenta perfettamente la discesa di Eren nell’oscurità e la complessità morale del conflitto finale, ed è indubbiamente una delle migliori OST di Attack on Titan, perché dimostra come la colonna sonora abbia saputo maturare insieme ai suoi protagonisti, abbandonando l’eroismo classico per abbracciare toni più cupi e realistici.

Barricades

Non tutta la musica di Attack on Titan è fatta di disperazione e morte; ci sono momenti in cui la colonna sonora deve infondere coraggio, e Barricades svolge questo compito alla perfezione. È una traccia ibrida che mescola rock, pop ed elementi orchestrali, cantata in inglese dai vocalist Gemie, mpi e Yosh.

Solitamente utilizzata nelle scene in cui il Corpo di Ricerca riesce a ribaltare la situazione o a compiere un passo avanti verso la verità, Barricades si distingue per il suo ritmo veloce e l’energia positiva che sprigiona. Il testo parla di dover crescere, di affrontare le proprie paure e di spingersi oltre le barricate (fisiche e mentali) che ci trattengono. Tra le migliori OST di Attack on Titan, questa merita un posto d’onore perché incarna lo spirito indomito di Erwin Smith e dei suoi soldati: la volontà di avanzare e offrire il proprio cuore, nonostante l’orrore che li circonda.

Call of Silence

Chiudiamo questa selezione con un brano che tocca corde completamente diverse. Mentre le altre tracce puntano sull’epicità o sulla tensione, Call of Silence è un inno alla malinconia e all’accettazione del proprio destino. Legata indissolubilmente al personaggio di Ymir e alla sua storia passata, questa canzone (cantata ancora una volta dalla straordinaria voce di Gemie) è una delle gemme nascoste della seconda stagione.

La melodia è dolce, quasi eterea, e il testo racconta di una persona che, dopo aver vissuto una vita di menzogne e sofferenze, trova finalmente un momento di pace interiore. Inseriamo questo titolo tra le migliori OST di Attack on Titan per mostrare la versatilità della colonna sonora: capace di far tremare le pareti con i bassi, ma anche di far commuovere con un semplice arrangiamento vocale. È la dimostrazione che la grandezza di quest’opera risiede anche nei suoi momenti di silenzio e introspezione, non solo nel rumore dei passi dei Giganti.