Stranger Things 5 – Volume 1: può l’attesa compensare una delusione?

La recensione dei primi quattro episodi di Stranger Things 5 – Volume 1: buona ripartenza o calo drastico qualitativo?
Recensione Stranger Things 5 Volume 1

Dopo ben tre anni dall’uscita della quarta stagione, è arrivato finalmente l’attesissimo momento del finale di stagione che tutti stavano aspettando con Stranger Things 5, che in data 27 novembre 2025 vede la distribuzione dei suoi primi 4 capitoli che compongono il Volume 1. Così come accaduto con Stranger Things 4, infatti, anche il rilascio della quinta e ultima stagione vede una suddivisione in più parti, in questo caso tre, in periodi differenti tra la fine di novembre e la fine di dicembre alle 2 di mattina ora italiana. Per l’esattezza il Volume 1 con i primi quattro capitoli il 27 novembre 2025, il Volume 2 composto dai capitoli 5, 6 e 7 il 26 dicembre 2025 e infine il finale di stagione del capitolo 8 che compone il Volume 3 il 1° gennaio 2025.

L’attesissima stagione finale di Stranger Things 5 vede nel suo cast il grande ritorno di personaggi immancabili, così come l’ingresso di nuovi. Altri, invece, non potevano essere svelati per problemi di spoiler di trama. Prima di passare alla recensione, si riporta di seguito la trama di Stranger Things 5, la stagione finale della serie TV Netflix:

Autunno 1987. Hawkins è rimasta segnata dall’apertura dei portali e i nostri eroi sono uniti da un unico obiettivo: trovare e uccidere Vecna, che è svanito nel nulla: non si sa dove si trovi né quali siano i suoi piani. A complicare la missione, il governo ha messo la città in quarantena militare e ha intensificato la caccia a Undici, costringendola a nascondersi di nuovo. Con l’avvicinarsi dell’anniversario della scomparsa di Will si fa strada una paura pesante e familiare. La battaglia finale è alle porte e con essa un’oscurità più potente e letale di qualsiasi altra situazione mai affrontata prima. Per porre fine a quest’incubo è necessario che il gruppo al completo resti unito, per l’ultima volta.

Segue la recensione di Stranger Things 5 Volume 1, i primi 4 capitoli della stagione finale dell’acclamata serie TV Netflix creata dai fratelli Duffer.

La recensione di Stranger Things 5 – Volume 1: una grande delusione?

Sono passati ben tre anni dall’uscita della precedente stagione, Stranger Things 4, memorabile nella sua interezza e conclusasi con un finale altrettanto epico e che ha lasciato gli spettatori letteralmente con il fiato sospeso e il cuore spezzato. Con l’arrivo della prima parte dell’ultima stagione Stranger Things 5 – Volume 1, composta dai primi 4 episodi dai titoli La missione, La scomparsa di, La trappola e infine Il mago, ci si aspetta che la serie riprenda le fila da dove eravamo rimasti non solo da un punto di vista di trama, ma anche da una prospettiva più di epicità emotiva e di impatto. Purtroppo, per entrambi gli aspetti, questo Volume 1 non soddisfa affatto quanto sembrava di poter promettere. Infatti, più che accompagnare per mano lo spettatore e accoglierlo in quella che dovrebbe essere un’indimenticabile stagione di chiusura, Stranger Things 5 – Volume 1 lo fa senza un minimo di riguardo nei confronti di chi affronta la visione, catapultando direttamente nel pieno degli eventi come se si trattassero di episodi centrali.

Una scena tratta dai primi 4 episodi di Stranger Things 5 – Volume 1.

Anche il senso di riguardo per i personaggi risulta debole: se quelli che si sono imposti come forti e cardine nelle stagioni precedenti (basti prendere come esempio Argyle) qui risultano al momento i grandi assenti inspiegabili. Per compensare, Stranger Things 5 – Volume 1 ha visto bene di colmare questo vuoto con una delle peggiori soluzioni narrative, ossia tramite l’ingresso di un numero eccessivo di nuovi personaggi mai visti o solamente citati prima d’ora tutti quanti insieme, senza dare neanche il minimo tempo allo spettatore di metabolizzarne l’identità, né tantomeno offrire un background individuale. Un altro aspetto assolutamente negativo è la qualità scadente della scrittura della sceneggiatura, totalmente peggiorata rispetto alle altre stagioni, che va a dequalificare persino le doti attoriali dei suoi personaggi i quali, da bambini prodigio che erano, ora da adulti appaiono con un atteggiamento infantile.

Oltre alla qualità di pessimo gusto dei dialoghi, la visione dei primi 4 episodi lascia fortemente un senso di delusione e insostenibilità, di pesantezza, dovute principalmente all’eccessiva verbosità di ogni puntata in cui tanto viene detto ma poco viene mostrato. Il senso che nasce è come se i personaggi, all’interno della storia, si ritrovassero costretti a vestire i panni dello spettatore nel loro continuo scambio di domande a botta e risposta. Appurato che questi episodi potrebbero essere seguiti anche solo ascoltandoli senza vederli e senza perdersi nulla di importante, ne deriva che la lunghezza di ciascun episodio (di circa 1 ora l’uno) è spoporzionato rispetto alla scarsa quantità di nuovo materiale mostrato.

Al contrario, per tutti e 4 gli episodi, si ripropongono spezzoni o scene intere delle stagioni passate, creando un effetto di copia e incolla raffazzonato e privo di onestà intellettuale nei confronti della qualità generale del prodotto. Persino la cura estetica e registica risente di questo calo diffuso, con uno stile della pellicola molto più da teen drama piuttosto che l’originale effetto 80’s, con una serie di scelte dell’uso della CGI come per il ringiovanimento del personaggio di Will nell’episodio pilot. Per tirare le somme, se non fosse che siamo appena a metà della stagione finale, non c’è da biasimare quello spettatore che terminato il quarto episodio di Stranger Things 5 – Volume 1, nonostante una effimera ripresa positiva, venga da chiedersi come effettivamente si potrà porre rimedio a una tale delusione.

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