La Misteriosa Mirada del Flamenco è uno sguardo disincantato sull’amore a tutto tondo

Non solo Palma d’Oro: la 78esima edizione del Festival di Cannes ha premiato come consueto per il riconoscimento Un Certain Regard al Miglior Film per La Misteriosa Mirada del Flamenco di Diego Céspedes: ha meritato davvero questo premio?
Recensione La Misteriosa Mirada del Flamenco film Diego Céspedes

Presentato in anteprima internazionale al 78esimo Festival di Cannes, dove si è aggiudicato il Premio Un Certain Regard come Miglior Film, il film La Misteriosa Mirada del Flamenco segna l’esordio alla regia di Diego Céspedes, un giovanissimo regista cileno che a soli 23 anni ha realizzato la sua opera prima con la collaborazione di FilmLab di Torino. Il film è stato presentato nell’anteprima italiana in occasione della 43esima edizione del Torino Film Festival (TFF43) – di cui si elencano qui tutti i vincitori. Prima del suo esordio con il suo primo lungometraggio, Céspedes ha realizzato due corti incentrati sempre sulle tematiche del transgender, la promiscuità della figura femminile intesa a trecentosessanta gradi non convenzionale e le conseguenze che derivano dallo scontro di questi con il mondo contemporaneo in cui viviamo.

Prima di passare alla recensione, si riporta di seguito la trama di La Misteriosa Mirada del Flamenco, il film drammatico del 2025 di Diego Céspedes vincitore come Miglior Film del Premio Un Certain Regard a Cannes78:

All’inizio degli anni Ottanta, in una remota città mineraria nel cuore del deserto cileno, una misteriosa malattia comincia a diffondersi, alimentando il panico e l’odio. Si dice che basti lo sguardo di un uomo che si innamora di un altro, per trasmetterla. In questo clima di sospetto e paura, la dodicenne Lidia cresce ai margini della società, unica bambina in una comunità che tende a isolarla. Vive con il fratello maggiore Alexo, ventitreenne fragile e affettuoso, e con Flamingo (Matías Catalán), il compagno di Alexo, un travestito vivace e sognatore che porta luce nella loro vita. Ma quando Flamingo muore, colpito dalla malattia, l’equilibrio si spezza. Alexo viene accusato di essere infetto e viene segregato. Lidia assiste impotente allo sgretolarsi del suo mondo, mentre la comunità si stringe intorno a superstizioni e disprezzo. Sfidando la paura collettiva, Lidia intraprende un viaggio coraggioso per salvare suo fratello e smascherare le menzogne che alimentano la discriminazione. Guidata dalle visioni dell’anima di Flamingo, che continua a parlarle in sogno, Lidia affronta l’ignoranza armata solo di verità e di amore.

Recensione e trama La Misteriosa Mirada del Flamenco film
Una scena tratta dal film La Misteriosa Mirada del Flamenco di Diego Céspedes.

La recensione di La Misteriosa Mirada del Flamenco: uno sguardo disincantato sull’amore a tutto tondo contro ogni tipo di superstizione e ignoranza

Si dice nomen omen per quei nomi che svolgono la funzione di presagio. Il titolo del film La Misteriosa Miranda del Flamenco è proprio questo, di nome e di fatto: un vero mistero che porta con sé il monito, la superstizione e l’ignoranza nei confronti del tema centrale. Con un prologo che condensa al suo interno il cuore e l’anima dell’intero film, La Misteriosa Mirada del Flamenco travolge fin dall’inizio per la sua carica nettamente ossimorica che deriva dalla rappresentazione comica, ironica e disillusa dei suoi personaggi – che ricordano e riportano in vita l’estravaganza e la complessità di quelli di Tutto su mia madre di Pedro Almodovar -in confronto alla drammaticità e alla tragedia del suo contenuto principale: la paura del contagio e la conseguente discriminazione dei transgender. In particolare lo sguardo – la mirada – di uno di questi personaggi, soprannominato Flamenco per gioco come presa di giro sulla sua fisicità, diventa l’incarnazione metaforica dentro cui si incanala tutta la paura, la superstizione, l’ignoranza, la discriminazione degli abitanti del villaggio del Sud del Cile in cui, come una grande famiglia, vive la comunità di transgender.

E di questa comunità, durante la visione del film, sembra di poter prenderne parte, di toccare con mano la carne ma soprattutto l’interiorità, i traumi, le cicatrici psicologiche e corporali di anni e anni di soprusi e violenza mentale e fisica subita. Fra questi, il rapporto cardine è quello del legame tra Flamenco e la sua piccola Lidia, una bambina che è stata abbandonata e adottata dalla comunità da tutti considerata la figlia di Flamenco. Questo è reso possibile grazie alla minuziosa caratterizzazione psicologica e fisica di ciascun personaggio, memorabile e riconoscibile nel gruppo della comunità per un aspetto in particolare, così come contraddistinto dal soprannome che portano. Il simbolismo penetra ogni aspetto del film, dai nomi di cui sono portavoce i personaggi, alla rappresentazione immaginifica dello sguardo portatore della malattia inesistente che figura come un liquido lattiginoso – esplicito richiamo al liquido seminale – e fluorescente che fuoriesce dagli occhi ogni qualvolta un uomo si innamora di un altro uomo.

La fotografia, la palette cromatica fortemente caratterizzata dai colori rosso e verde, così come i suoi personaggi, oltre a essere un forte richiamo alla filmografia di Almodovar, costruisce un’attenta ricerca semiotica e simbolica in cui niente è lasciato al caso – basti pensare al costume di scena indossato da Flamenco la notte in cui conosce Yovani color rosa fenicottero con piume. Inoltre, restando sul lato del comparto della resa visiva, il comparto tecnico delle luci ha svolto un ottimo lavoro di creazione di significato, in quanto il volto di Flamenco è sempre illuminato da un alone o aura angelica che si riflette anche nelle persone che la circondano. Tuttavia, questo fascio di luce smette di palesarsi immediatamente dopo la morte tragica e violenta di Flamenco per mano di Yovani, avvenuta tramite anche l’esportazione dei bulbi oculari come segno dell’ossessione di essere stato contagiato. Fatta eccezione per il finale oggettivamente scontato, La Misteriosa Mirada del Flamenco resta una poesia visiva, uno sguardo disincantato sull’amore a tutto tondo contro ogni tipo di superstizione e ignoranza.

Il trailer ufficiale di La Misteriosa Mirada del Flamenco, il film di Diego Céspedes vincitore del Premio Un Certain Regard a Cannes78.
La Misteriosa Mirada del Flamenco
La Misteriosa Mirada del Flamenco

La Misteriosa Mirada del Flamenco racconta la storia di una comunità di transgender nel Cile che vivono serenamente come una grande famiglia, fino all'arrivo di una "malattia" di cui il resto degli abitanti credono siano loro i colpevoli.

Voto del redattore:

8 / 10

Data di rilascio:
Regia:

Diego Céspedes

Cast:

Matías Catalán, Paula Dinamarca, Tamara Cortes

Genere:

Drammatico

PRO

L’ossimoro della comicità e del dramma
La minuziosa caratterizzazione di ciascun personaggio
La ricerca semiotica della fotografia e del comparto luci
Il messaggio provocatorio di sensibilizzazione
Il finale un po’ scontato