Distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi e italiane a partire dal 26 novembre 2025, il sessantaquattresimo classico Disney è diretto dalla coppia di registi formata da Byron Howard e Jared Bush, quest’ultimo accreditato anche per la sceneggiatura. Il cast vocale originale vede la presenza dell’attore premio Oscar Ke Huy Quan (Loki) e il ritorno della popstar colombiana Shakira. Ma qual è il risultato di Zootropolis 2? Di seguito la recensione e la trama ufficiale del film d’animazione.
La trama di Zootropolis 2, il 64esimo classico Disney
Per quanto riguarda il cast di doppiaggio della versione italiana si registra la presenza del comico Max Angioni e la partecipazione straordinaria degli ex calciatori della Juventus: Alessandro Del Piero e Claudio Marchisio. Ma di cosa parla quindi Zootropolis 2? Di seguito la trama ufficiale del nuovo classico Disney:
“Dopo aver risolto il caso più importante della storia di Zootropolis, i poliziotti alle prime armi Judy Hopps e Nick Wilde scoprono che la loro collaborazione non è così solida come pensavano quando il capo Bogo ordina loro di unirsi al programma di consulenza “colleghi in crisi”. Nel momento in cui si ritrovano sulle tracce di un mistero legato all’arrivo di un serpente velenoso nella metropoli animale, non ci vuole molto perché la loro collaborazione venga messa alla prova.”

La recensione di Zootropolis 2, con le voci di Max Angioni e Alex Del Piero
Se si prende come riferimento il periodo che va dal 2023 fino al futuro 2028 e se si considera solamente l’industria cinematografica animata d’oltreoceano, il numero di seguiti, tra chi è già arrivato è chi dovrà arrivare, raggiunge il traguardo della doppia cifra. Cattivissimo me, Inside Out, Oceania, Kung Fu Panda e gli imminenti ritorni di Toy Story, Shrek e Frozen testimoniano la tendenza da parte di Hollywood di mettersi in sella ai cavalli di ritorno, spesso lasciati a pascolare da soli dopo decenni, a fronte di una necessità economica sempre più pressante. Ma quale sarebbe la brutta notizia in tutto questo? D’altronde i sequel esistono da sempre e molti franchise in teoria si prestano bene a diventare potenziali saghe longeve.
Il problema ristagna nella mentalità e nell’approccio con cui vengono realizzati tali seguiti, eccezion fatta per Inside Out 2 oggi si tende a non portare avanti nulla ripercorrendo il solco già battuto in precedenza, riproponendo di fatto qualcosa di già visto, sempre nel nome della sicurezza. Inoltre, la società post-Covid odierna tende a fruire di prodotti che sì presentano una tematica, ma viene alleggerita al massimo da situazioni di contorno che all’atto pratico prendono il sopravvento, perché la gente non vuole apprendere dall’audiovisivo che nella vita ci sono problemi, ci sono crisi da risolvere e tanto da migliorare. Zootropolis 2 è esattamente il lungometraggio nato da questo modo di pensare tipico di questo periodo: tanto per cominciare va appurato quanto il film sia stato scritto con una malcelata fretta; la trama procede in maniera generalmente forzata, fin troppo leggero nel tener nascosto i suoi twists e abbastanza raffazzonato nel mettere insieme i pezzi.
Sulla carta questo nuovo classico Disney avrebbe tutti i requisiti per essere interessante tanto quanto il suo predecessore: dalla discussione su chi comanda veramente e chi manovra le istituzioni, dalla psicologia dei due protagonisti e la rilettura in chiave politica della propria storia. Il peccato maggiormente evidenziabile è il continuo soffocamento della riflessione e l’impossibilità della metabolizzazione, dovuto ad un bulimico inserimento di infiniti siparietti comici, anche in momenti non opportuni, senza soluzione di continuità e da un numero abnorme di personaggi che nella loro quasi totalità non servono assolutamente a nulla, sia chi compare per la prima volta sia chi dal primo torna solamente per timbrare il fatidico cartellino. L’inserimento della tematica diventa dunque una mera questione di facciata, privilegiando un assemblamento caotico di elementi in un’esperienza cinematografica apnoica, in cui le dinamiche vincenti della pellicola del 2016 sono ripetute e ritrite fino allo sfinimento.
Si resta interdetti pure dalla necessità di ricorrere al catastrofismo esasperato, come se bisognasse passare dalla distruzione totale delle cose per dimostrare l’alzata della posta in palio o anche solo per dare significato a quello che succede su schermo. Ogni paragone col precedente risulta quindi alquanto impietoso, persino la nuova canzone performata vocalmente da Shakira non ha niente a che vedere con la magica traccia Try Everything. Nell’immediato Zootropolis 2 potrà sicuramente adempiere egregiamente al compito assegnatogli, ossia sbancare i botteghini infrangendo magari numerosi record, però ai posteri avrà ben poco di che farsi ricordare.







