Sarà Michelle Yeoh l’Orso d’oro alla carriera della Berlinale 2026, con l’attrice premio Oscar che riceverà il prestigioso riconoscimento durante la cerimonia d’apertura del 76esimo Festival Internazionale del Cinema di Berlino che si terrà dal 12 al 22 febbraio del prossimo anno. Un grande attestato di stima per una delle più importanti interpreti della sua generazione, nota e apprezzata da ben prima del successo di Everything Everywhere All at Once. A seguire, le parole della Direttrice del festival Tricia Tuttle e della stessa Yeoh, di cui ripercorriamo la carriera.
Le parole di Tricia Tuttle e Michelle Yeoh
Sarà dunque Michelle Yeoh a ricevere l’Orso d’oro alla carriera alla Berlinale 2026. Un riconoscimento prestigioso e che va a coronare la carriera di un’attrice di fama mondiale, sulla quale scelta si è espressa la Direttrice del Festival Internazionale del Cinema di Berlino, Tricia Tuttle:
“Michelle Yeoh è un’artista e interprete visionaria il cui lavoro sfida ogni confine, sia esso geografico, linguistico o cinematografico. La sua presenza autorevole, le sue scelte artistiche coraggiose e il suo stile inconfondibile hanno lasciato un segno indelebile su generazioni di registi e fan alla Berlinale e in tutto il mondo”.
La stessa Yeoh ha voluto rilasciare una dichiarazione per ringraziare la Berlinale e sottolineare il rapporto d’amore che la lega a questa manifestazione:
“Berlino ha sempre occupato un posto speciale nel mio cuore. È stato uno dei primi festival ad accogliere il mio lavoro con tanto calore e generosità. Tornarci dopo tutti questi anni, in riconoscimento del mio percorso nel cinema, è davvero significativo”.
Chi è Michelle Yeoh: carriera e film dell’attrice premio Oscar
Nata a Ipoh il 6 agosto 1962, Michelle Yeoh Choo Kheng studia danza dall’età di quattro anni e, ispirata dal film Saranno Famosi, si iscrive alla Royal Academy of Dance di Londra, dove si laurea. Ha tutte le intenzioni di perseguire la carriera sportiva e la danza in tutte le sue forme, con l’obiettivo di aprire una propria scuola. Nel 1983 torna in patria e diventa Miss Malaysia, iniziando così una carriera da modella che la porta a Hong Kong l’anno seguente, dove recita in alcuni spot pubblicitari prodotti da D&B Films, casa di produzione in rampa di lancio che la porta a lavorare con star del calibro di Jackie Chan e Chow Yun-fat.
Avviene così il suo passaggio nel mondo del cinema, dove inizia a lavorare già a partire dal 1984, in primis in film di arti marziali, pur non avendole mai studiate ma finendo, come si evince dai film, a saperle riportare benissimo su schermo. Debutta in un film di Sammo Hung e diventa un simbolo del cinema hongkonghese degli anni ’80 e soprattutto ’90, grazie a collaborazioni in opere come Police Story 3: Supercop (1992) di Stanley Tong, The Heroic Trio (1993) di Johnny To, The Stunt Woman (1996) di Ann Hui e molti altri. La svolta arriva però nel 2000, quando Ang Lee la sceglie per La Tigre e il Dragone: il film arriva fino ai premi Oscar, vincendo tre statuette e lanciando la carriera di entrambi a livello internazionale e, in primis, a Hollywood.
Per Michelle Yeoh arriveranno infatti progetti come Memorie di una Geisha (2005) di Rob Marshall, Sunshine (2006) di Danny Boyle, La Mummia: La Tomba dell’Imperatore Dragone (2008) di Rob Cohen, Babylon A.D. (2009) di Mathieu Kassovitz, The Lady (2011) di Luc Besson, Guardiani della Galassia Vol. 2 (2017) di James Gunn, Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli (2021) Destin Daniel Cretton; tutti lungometraggi che Yeoh alterna con altre opere in patria di grande spessore. Nonostante due titoli del Marvel Cinematic Universe e collaborazioni con autori di fama mondiale, il titolo che ne rilancia e cambia nuovamente il destino della carriera è Everything Everywhere All at Once. Il film di Daniel Kwan e Daniel Scheinert diventa un successo planetario e riscrive la storia dei premi Oscar, dove ottiene 11 nomination e trionfa in sette categorie, tutte pesantissime: miglior film, regia, sceneggiatura originale, montaggio, oltre a dominare a livello attoriale con Ke Huy Quan, Jamie Lee Curtis e la stessa Michelle Yeoh, prima attrice asiatica a vincere l’Oscar come attrice protagonista e prima malese anche solo ad ottenere una candidatura.
Dopo questo risultato incredibile, abbiamo l’abbiamo rivista in opere più o meno sfortunate come L’accademia del Bene e del Male (2022) di Paul Feig, Assassinio a Venezia (2023) di Kenneth Branagh e L’apprendista della Tigre (2024) di Raman Hui, Yong Duk Jhun e Paul Watling, ma anche in Wicked (2024) e Wicked – Parte 2 (2025) di Jon M. Chu, oltre a Avatar – Fuoco e Cenere (2025) di James Cameron.
Fonte: berlinale



