Fin dal momento in cui ha fatto il suo esordio sulla piattaforma di streaming Netflix, a seguito di una breve copertura nelle sale cinematografiche, Frankenstein (2025) di Guillermo Del Toro ha fatto tanto parlare di sé; il racconto della creatura, adattando fedelmente il racconto di Mary Shelley, ha offerto il destro per una messa in discussione di tante caratteristiche tipiche del cinema di Del Toro, uno degli autori che hanno sempre dialogato con temi quali il mostruoso, la morte e l’amore; in questo film, che il regista sognava da decenni, c’è la possibilità di confrontarsi con una grandissima quantità di elementi che figurano tra curiosità, segreti e dettagli su Frankenstein, che potresti non aver notato e che vogliamo raccontarti.
1) La creatura doveva essere inizialmente interpretata da Andrew Garfield
Tra le curiosità su Frankenstein di Guillermo Del Toro, probabilmente una che molti conoscevano, ma che vogliamo ribadire per dovere di cronaca; inizialmente, la creatura doveva essere interpretata da Andrew Garfield che, per un conflitto di impegni in agenda, ha dovuto rinunciare al ruolo inizialmente previsto, essendo sostituito da Jacob Elordi. L’attore ha commentato la cosa complimentandosi con Jacob Elordi e augurandogli il meglio, ma spiegando anche le sue sensazioni a proposito della rinuncia:
“Sono, ovviamente, deluso di non aver potuto farlo perché adoro Guillermo e adoro Oscar Isaac e tutti gli altri attori che ha riunito per il suo film. Ma avevo altri impegni e incontrare Jacob a Marrakech è stato davvero fortuito, e mi ha fatto piacere sapere che si è goduto al massimo questa occasione. Ho capito che forse ne aveva più bisogno di me. È stato bello sentire che si è divertito davvero tanto.”
2) Il doppio ruolo di Mia Goth nel film
Una delle caratteristiche del 2025 è la presenza di doppi ruoli nei film, a partire dall’emblematico caso di Robert Pattinson in Mickey 17 di Bong Joon-ho e passando per quelli di Sinners, con Michael B. Jordan in due ruoli differenti, ed Elle Fanning per Predator: Badlands. Anche Frankenstein del 2025 si prende questa licenza e Mia Goth veste i panni non soltanto di Elisabeth, la donna di cui la creatura si innamora e grazie alla quale compie il suo percorso di crescita e maturazione personale, ma anche della madre di Victor Frankenstein, di cui il bambino era morbosamente ossessionato; questo doppio ruolo è sicuramente molto importante tanto per legare le due figure di scienziato e creatura quanto per sottolineare quel desiderio di maternità, di amore puro, di cui del resto entrambi soffrono.

3) Le lunghe sessioni di trucco di Jacob Elordi
Non è certamente il primo caso nella storia del cinema, ma tra le curiosità relative al Frankenstein di Guillermo Del Toro c’è anche la grandissima quantità di ore spese per trasformare Jacob Elordi nella creatura, seguendo fedelmente il modello del romanzo; parliamo di lunghissime sessioni di trucco, per montare tutte le protesi e anche per “spogliare” l’attore al termine delle riprese, con lavori che talvolta iniziavano a mezzanotte per permettere la realizzazione delle riprese con il personaggio della creatura presente; in totale, sul corpo di Jacob Elordi erano 42 protesi su tutto il corpo, di cui 14 solo sulla testa e sul collo, con un trattamento totale che poteva durare anche 10 ore. Per fortuna, l’attore apprezzava di buon grado le lunghe sessioni a cui era sottoposto quasi quotidianamente.

4) Ozymandias
In uno dei momenti sicuramente più importanti di Frankenstein di Guillermo Del Toro, sentiamo la creatura utilizzare il nome Ozymandias. Ma che cosa significa e perché si definisce in questo modo? Gli amanti dei fumetti potrebbero pensare al personaggio di Adrian Alexander Veidt, presente nella serie Watchmen: in realtà, non è del tutto sbagliato questo riferimento, dal momento che il personaggio prende il nome dal vero “Ozymandias”, il faraone egizio conosciuto con il nome di Ramses II e che veniva chiamato in questo modo dalla civiltà greca, al fine di ricordarlo come il più grande e potente di tutto l’impero egizio, in grado di governare per un tempo effettivo di circa 75 anni. Ozymandias è anche il titolo di un sonetto di Percy Bysshe Shelley (marito di Mary Shelley), che racconta il declino dei più potenti, a dimostrazione del fatto che anche i più grandi imperi e le più enormi potenze possono cadere: del resto, è anche il titolo di un episodio di Breaking Bad che non ha bisogno di presentazioni.
5) La frase con cui finisce Frankenstein di Guillermo Del Toro
Benché il Frankenstein di Guillermo Del Toro sia un adattamento particolarmente fedele del romanzo di Mary Shelley, il film si concede anche delle licenze artistiche e l’utilizzo di alcuni dettagli, che permettono di aumentare il potenziale poetico dell’opera e di sottolineare il pensiero del suo autore. Ad esempio, tra i dettagli e le curiosità di Frankenstein, spicca la frase sul finale tratta dalla poesia Il pellegrinaggio di Childe Harold, di Lord Byron:
“Il giorno si trascina anche se le tempeste bloccano il sole, così come il cuore si spezzerà, ma continuerà a vivere anche da spezzato”
L’opera non è casuale, dal momento che riflette sia sul tema della malinconia per terre lontane che sono state lasciate alle spalle, sia su quella contrapposizione tra idealismo e realtà che anima la storia di Victor Frankenstein e della sua creatura, un atto di ybris che si materializza poi nell’imperfezione con cui lo scienziato non sembra mai voler scendere a patti.
6) L’utilizzo del latte all’interno del film
Probabilmente, tra i simboli, i dettagli e le curiosità sul Frankenstein del 2025 che non avevi notato c’è il latte, che notiamo in tante scene, anche se mai esplicitamente presentato allo spettatore; in effetti, questa bevanda è la passione di Victor Frankenstein, che sia da bambino che da adulto continua a berne diversi bicchieri: al di là della funzione scenica di questo elemento, è abbastanza evidente un certo rimando alle tematiche che il latte richiama; come dicevamo, il tema della maternità e della figura femminile come portatrice di amore sono coadiuvati dalla presenza di Mia Goth in un doppio ruolo. Il latte, però, nella letteratura gotica sottolinea anche l’innocenza e la purezza, quella del Victor Frankenstein bambino e abbandonato dal padre, oltre che la corruzione di quella purezza stessa, che anima la crescita di uno scienziato che diventa vittima della sua stessa tracotanza.
7) I riferimenti alla cristianità
Nel vasto armamentario di simboli e di riferimenti presenti in Frankenstein di Guillermo Del Toro, non si può fare a meno di notare tutti quelli che rimandano alla cristianità, che viene richiamata non solo dall’angelo che si presenta in sogno a Victor Frankenstein e che accompagna l’ambizione smodata dell’uomo durante tutta la sua vita, ma anche da tanti altri simboli: tra tutti, le croci e i simboli di cristianità che sottolineano la fede cieca del protagonista, il conflitto con la divinità e il dialogo con il destino. Tra le curiosità sicuramente più interessanti di Frankenstein del 2025 c’è una particolare ferita (tra le tante, che richiamano la passione di Cristo) presente sul costato della creatura: trattasi del punto in cui Cristo fu ferito da una lancia nel racconto biblico.

8) I simboli della mitologia greca in Frankenstein
Concludiamo la nostra panoramica su simboli, curiosità e dettagli di Frankenstein del 2025 con i riferimenti (ovvi) alla mitologia greca, che si accompagnano a quelli propri della letteratura gotica e della cristianità, in un’opera complessiva sicuramente molto stratificata; quanto al mito greco, il riferimento più diretto è quello a Prometeo, di cui figura un rimando fin dal titolo originale dell’opera di Mary Shelley, nel sottolineare la portata di un uomo che sfida la divinità e che ne resta, ovviamente, vittima. Ma non si tratta dell’unico simbolo di mitologia greca, dal momento che nel film di Guillermo Del Toro figura anche una testa di Medusa, la celebre divinità che pietrificava con lo sguardo, a dimostrazione degli effetti nefasti dell’ambizione e del risultato di chi “guarda” dove non dovrebbe.







