Distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi il 14 novembre 2025 mentre in quelle italiane a partire dal 13 novembre dello stesso anno, grazie al contributo di 01 Distribution. Jesse Eisenberg, Woody Harrelson, Isla Fisher e Dave Franco tornano nei rispettivi ruoli interpretati circa nove anni fa, questa volta diretti da Ruben Fleischer (Venom). Ma qual è il risultato di Now you see me – Now you don’t? Di seguito la recensione e la trama ufficiale del film.
La trama di Now you see me – Now you don’t, il film di Ruben Fleischer
Prodotto da Lionsgate, in collaborazione con Summit Entertainment e con la partecipazione di The Fusion Media, mentre la colonna sonora è composta da Brian Tyler. Ma di cosa parla Now you see me – Now you don’t? Di seguito la trama ufficiale del film diretto da Ruben Fleischer:
“I Quattro Cavalieri tornano in azione dopo anni lontani dalle scene. Sono pronti ad affrontare una nuova e rischiosa missione: il furto del diamante reale più grande del mondo. A unirsi a loro, una nuova generazione di illusionisti, June, Charlie e Bosco, giovani talenti dalle abilità straordinarie e imprevedibili.”

La recensione di Now you see me – Now you don’t, con Jesse Eisenberg
Ormai si sta sempre di più diffondendo la tendenza nell’industria cinematografica di oggi a realizzare “film-ponte” in cui si riesuma una storia o un franchise con l’obiettivo di passare il testimone a protagonisti più giovani per far breccia su un pubblico più giovane. La discordia tra diverse generazioni rischiava di essere l’aspetto maggiormente controverso, presentando il rischio di rendere pedante e banale la cosa. Per fortuna la collaborazione inizialmente forzata dei due gruppi di maghi è ben costruita e credibile, partendo naturalmente da una diffidenza di base e da attriti caratteriali soprattutto tra le personalità più forti.
Nello specifico, i tre giovani protagonisti: Charlie, Bosco e June; la cui amicizia e legame sono credibili, presi singolarmente sono dei buoni personaggi, in grado di destare interesse per i loro destini. Di gran lunga migliore rispetto al caotico e noioso capitolo precedente diretto da John Chu, L’illusione perfetta – Now You See Me: Now You Don’t punta ad una trama semplice arricchita da sfavillanti effetti e giochi di prestigio soffrendo però di una fase di stanca nella parte centrale, in concomitanza con l’arrivo di un personaggio ereditato dal secondo film e di cui se ne sarebbe fatto volentieri a meno.
Lascia perplessi la necessità di inserire vere e proprie sequenze d’azione tipiche di una pellicola supereroistica, in cui i prestigiatori menano come dei fabbri una serie di poliziotti, in teoria ben addestrati ed equipaggiati, nel quale il personaggio interpretato da Ariana Greenblatt si trasforma in maniera impropria nella Vedova Nera di Scarlett Johansson. Stessa cosa dicasi per la scena della monoposto di Formula 1, stucchevole nella sua esagerazione facendo scricchiolare e non poco la sospensione dell’incredulità, già alta di suo per prodotti audiovisivi come questi. Il lungometraggio firmato dal regista Ruben Fleischer si salva grazie al finale e al suo colpo di scena, aldilà che quest’ultimo si possa intuire o indovinare prima o dopo. Infatti, non toglie il fatto che è coerente a livello narrativo e ben sviluppato, senza provocare la sensazione di straniamento tipica dei plot twist realizzati tanto per creare stupore fine a sé stesso.
Per quanto riguarda il quartetto originale, è apprezzabile il fatto che gli spiegoni e i recap sul loro trascorso, sono passati canonicamente dieci anni dall’avventura scorsa, siano messi in scena nella maniera meno tediosa possibile, per merito anche dei rispettivi interpreti sempre adeguati alla personalità di ognuno. La loro collaborazione coi ragazzi nuovi è anche un bel messaggio su quanto l’unione faccia la forza grazie alle differenti qualità e conoscenze degli uni e degli altri, creando così un forte spirito di squadra. Qualora si riuscisse a continuare col progetto della saga, ci si augura per il futuro che si riesca ad aggiungere un po’ di linfa perché la formula sta ormai diventando prevedibile, rischiando quindi la perdita del fattore “magia” e di conseguenza dell’attrattiva di tale canovaccio.




