È vero, sembra lo si ripeta ogni anno, ma il 2025 verrà davvero ricordato come uno dei più nefasti per le enormi perdite che ci sono state all’interno del mondo del cinema (e non solo). Dopo personalità come Robert Redford, David Lynch, Claudia Cardinale, Diane Keaton e, solamente pochi giorni fa – anche se l’annuncio è stato dato proprio oggi – Tatsuya Nakadai, ci lascia anche Homayoun Ershadi. Grazie al suo ruolo di protagonista in Il Sapore della Ciliegia, egli si è preso di diritto un posto nella storia del cinema, nonostante abbia lavorato per quasi 30 anni in questo ambiente. Ershadi ci lascia all’età di 78 anni dopo una lunga malattia.
Morto Homayoun Ershadi, protagonista di Il Sapore della Ciliegia
Dopo una lunga malattia, si è spento all’età di 78 anni Homayoun Ershadi. Laureato in architettura, Ershadi cambia totalmente vita quando, solamente nel 1997, entra nel mondo del cinema e lo fa con uno degli aneddoti più belli della settima arte, quello di quando Abbas Kiarostami – in quel momento alla ricerca di attori non professionisti per il suo nuovo lungometraggio – lo affiancò fermo ad un semaforo e gli disse “voglio fare un film, vuoi avere una parte?”. Lo aveva conquistato il suo volto da caratterista ed uno sguardo capace di esprimere mille emozioni senza il bisogno di parole. Quel film era Il Sapore della Ciliegia, Palma d’oro a Cannes che lo porta a rivoluzionare la propria vita e a diventare attore a tempo pieno a 50 anni. Una perdita enorme per la cinematografia non solo iraniana ma internazionale.
Chi era Homayoun Ershadi: carriera e film dell’attore iraniano
Nato a Isfahan il 25 marzo 1947, Homayoun Ershadi nasce da un padre soldato nell’esercito iraniano e, dopo aver svolto la leva militare per due anni, si trasferisce proprio in Italia, dove si laurea all’Università Iuav di Venezia, l’Istituto Tecnico di Architettura, che lo portò poi ad aprire uno studio nel proprio paese. La vita di Ershadi cambia quando Abbas Kiarostami, in cerca di attori non professionisti per il suo nuovo film, lo nota fermo a un semaforo. Questo incontro fortuito ci ha regalato non solo una delle interpretazioni più ricordate nella storia del cinema, ma anche un capolavoro e caposaldo della cinematografia iraniana e mondiale come Il Sapore della Ciliegia che, al 50esimo Festival di Cannes, vinse la Palma d’oro.
Decide così di dedicarsi interamente alla recitazione, reinventandosi all’età di 50 anni. Lavora con Dariush Mehrjui in The Pear Tree (1998) e, dopo qualche altro ruolo in patria, arriva negli Stati Uniti, dove lavora in Il Cacciatore di Aquiloni (2007) di Marc Forster, per poi spostarsi in Spagna, dove si ritaglia un ruolo in Agora (2009) di Alejandro Amenábar. Nel 2013 ottiene una parte nello straordinario Zero Dark Thirty della regista premio Oscar Kathryn Bigelow che, l’anno seguente, viene candidato a 5 premi Oscar, vincendo la statuetta per il miglior montaggio. All’estero lavora inoltre con il regista olandese Anton Corbijn in A Most Wanted Man (2014) e con il regista inglese di origini indiane Asif Kapadia in Ali and Nino (2016), ma il resto della carriera lo passa apparendo in film di registi iraniani come Hassan Nazer, Reza Yarkhalaji, Jivan Avetisyan, Reza Dormishian e Ali Hazrati, con cui realizza il suo ultimo lungometraggio, The Town (2022).
Fonte: deadline



