Pluribus: che cos’è e come funziona il virus della nuova serie TV di Vince Gilligan?

È sicuramente l’elemento più affascinante e meritevole di attenzione, nel contesto della serie di Apple TV+. Stiamo parlando del virus, ma che cos’è e come funziona?
Pluribus: che cos'è e come funziona il virus della nuova serie TV di Vince Gilligan?

Vince Gilligan è tornato, e sicuramente in grande stile. Il celebre ideatore di Breaking Bad e Better Call Saul, si lancia nuovamente nel mondo della fantascienza – che del resto non è un territorio lontano, considerando X-Files, di cui è stato sceneggiatore e regista di alcuni episodi – con un’operazione sicuramente molto importante, che ha ottenuto immediatamente ottimi apprezzamenti; su Apple TV+ è presente, a partire dal 7 novembre 2025, Pluribus attraverso i suoi primi due episodi, che portano la protagonista Rhea Seehorn ad affrontare uno strano virus globale, che conquista l’umanità in una forma non violenta; ma tentiamo di capirne di più a proposito del virus di Pluribus, che ci ha ricordato sicuramente qualcosa.

Il funzionamento del virus di Pluribus e la mente collettiva nella serie TV

Con un ritmo che rispecchia le ultime produzioni di Vince Gilligan, tra cui spicca soprattutto Better Call Saul che impiega tantissimo per giungere alla narrazione più frenetica, Pluribus incede su dettagli ed elementi di qualsiasi forma, per condurre lo spettatore nel suo nuovo universo creativo; di fatto, iniziamo a confrontarci con gli effetti del virus praticamente al termine del primo episodio, dopo aver conosciuto la sua origine: i segnali che arrivano dallo spazio, in particolar modo da 600 anni luce, sono portatori di una sequenza di RNA che permette di generare un “collante” tra tutte le menti del pianeta Terra. Per questo motivo, a seguito della diffusione dal laboratorio (attraverso un topo che morde uno degli scienziati incaricati di sopprimere i roditori, credendo di non aver fatto progressi), il virus di Pluribus inizia a diffondersi rapidamente attraverso la saliva, giungendo praticamente al controllo di tutta l’umanità.

Ma come funziona il virus di Pluribus? Così come ci viene spiegato nel corso dei due episodi, per quanto siamo comunque in attesa di scoprire di più a proposito delle origini e di altri possibili riferimenti circa il modo in cui si esprime, trattasi di un funzionamento che avviene in maniera pandemica, dunque attraverso una trasmissione molto veloce che si diffonde addirittura nell’atmosfera, semplicemente attraverso la saliva e il contatto tra un soggetto “infettato” e uno che ancora non lo è. A seguito di una prima fase di turbolenza, gli esseri umani che presentano il virus si risvegliano in una nuova forma, sorridendo e non conoscendo più negatività (almeno nelle intenzioni), ma condividendo una medesima mente collettiva, a cui accede praticamente qualsiasi essere umano. Ricordi, sensazioni, competenze e conoscenze di ogni sorta vengono così condivise dalla grande mente, che non prevede differenze (se non estetiche) tra corpi; il virus di Pluribus tende ad accontentare in maniera esclusiva i desideri umani, è apparentemente vegetariana e non intende uccidere, se non involontariamente, risparmiando anche animali; inoltre, sembra risentire delle emozioni negative di Carol, che mandano in “tilt” l’intelligenza collettiva per un tempo indefinito.

Il concetto di coscienza collettiva e i riferimenti del virus di Pluribus

A partire dal titolo stesso della serie televisiva, che fa riferimento al concetto di moltitudine e che immediatamente si inquadra nel tema della coscienza collettiva, c’è una grandissima quantità di elementi che si affiancano l’uno all’altro, connotando il virus oltre la sua semplice presentazione narrativa. Citato anche esplicitamente, il rimando più chiaro è sicuramente quello a L’invasione degli ultracorpi, ma di recente anche un altro prodotto televisivo – nel campo dell’animazione – ha portato sullo schermo un qualcosa di molto simile; parliamo di Unità, la coscienza collettiva di Rick & Morty legata al personaggio di Unity, che però funge anche da presenza predominante, almeno dal punto di vista cerebrale; se con Unità abbiamo un nucleo centrale e un controllo che si estende a tanti soggetti ospiti, che vengono così diretti dalla medesima coscienza, con Pluribus non sembrano esserci apparentemente gerarchie.

A proposito del modo in cui il virus di Pluribus si manifesta, per mezzo del sorriso che governa il volto del soggetto ospite, un rimando molto diretto è quello all’epidemia della risata del Tanganica, che si sviluppò nel 1962 in istituto scolastico femminile di Kashasha e che coinvolse circa 1000 persone, per due anni e mezzo, manifestandosi attraverso una risata contagiosa di cui non si conoscevano le spiegazioni. E ancora, difficile non pensare anche al tema dell’intelligenza artificiale, soprattutto dato il tema della compartecipazione collettiva che viene unita in un solo nucleo di pensiero, particolarmente accondiscendente con l’essere umano e in grado di rispondere sempre positivamente, in maniera acritica.