Hollywood ha deciso di riportare in vita una delle migliori saghe cinematografiche degli ultimi decenni. Dopo averci timidamente provato con un titolo tutto al femminile nel 2018 infatti, è sempre più vicino l’arrivo nelle sale di tutto il mondo un prequel di Ocean’s Eleven, il primo dei tre storici lungometraggi diretti da Steven Soderbergh, che dovrebbe intitolarsi semplicemente Ocean’s. Il film, diretto da Lee Isaac Chung, sta iniziando a prendere vita ed è notizia dell’ultima ora l’aggiunta all’interno del cast di Benicio Del Toro, possibile futuro candidato al premio Oscar grazie alla sua recente performance in Una Battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson. A seguire, cast e trama del film prequel.
Cast e trama del prequel di Ocean’s Eleven
Sono passati 7 anni dall’ultimo titolo della saga di Ocean’s ma adesso, finalmente, l’attesa sembra essere finita. Oltre a Ocean’s 14 infatti, è in lavorazione un prequel di Ocean’s Eleven diretto da Lee Isaac Chung e scritto da Carrie Solomon che, stando alle poche informazioni attualmente in nostro possesso, dovrebbe intitolarsi semplicemente Ocean’s e che si prospetta come uno dei progetti più interessanti nonché attesi della prossima stagione cinematografica. Oltre al sopracitato Benicio Del Toro infatti, è stata confermata la presenza nel cast di Margot Robbie e Bradley Cooper e, non ne abbiamo dubbi, i pezzi da novanta non saranno di certo finiti. Per quanto riguarda invece la trama, pare che i due interpretino i signori Ocean, che insegneranno ai loro figli Danny e Debbie (quest’ultima originariamente interpretata da Sandra Bullock), l’arte di rubare ai ricchi. Ambientato durante il Gran Premio di Monaco del 1962, il progetto è stato descritto come “un’elegante rapina vecchio stile ispirata al film di Hitchcock Caccia al ladro”.
La storia di Ocean’s da Lewis Milestone a Steven Soderbergh
Steven Soderbergh è da sempre noto per la sua capacità di passare da una grande produzione hollywoodiana ad una più piccola ed indipendente, mantenendo però sempre ben visibile il proprio stile. Dopo aver vinto una storica Palma d’oro al Festival di Cannes con il suo lungometraggio di debutto – Sesso, Bugie e Videotape – è probabilmente nel 2001 che arriva una vera svolta nella sua carriera, grazie al lungometraggio Ocean’s Eleven: non molti sanno che in realtà si tratta di un remake di un film che in Italia è noto come Colpo Grosso, diretto da Lewis Milestone nel 1960 e con protagonisti Frank Sinatra e Dean Martin. Il lungometraggio di Soderbergh diventa immediatamente un cult, incassando circa 450 milioni di dollari in tutto il mondo a fronte di un budget di 85.
Chiaramente, dopo un tale successo di pubblico, critica e box office, ne viene ordinato immediatamente un sequel che arriva nelle sale nel 2004. Ocean’s Twelve vede il ritorno di star come George Clooney, Brad Pitt, Julia Roberts, Matt Damon, Casey Affleck, Andy Garcia e Don Cheadle, cui vann ad aggiungersi anche Catherine Zeta-Jones e Vincent Cassel. Il budget sale a 110 milioni di dollari, mentre gli incassi si fermano a 363. Nel 2007 verrà comunque realizzato un terzo ed ultimo capitolo per chiudere la trilogia, con Ocean’s Thirteen che si toglie anche lo sfizio di aggiungere al suo immenso cast una leggenda come Al Pacino e i risultati migliorano, visto che guadagna 312 milioni di dollari in tutto il mondo a fronte di un budget ridotto nuovamente a 85.
11 anni dopo, nel 2018, la saga di Ocean’s viene rispolverata per realizzarne un capitolo tutto al femminile: Ocean’s Eight vede nel proprio cast alcune star del calibro di Cate Blanchett, Sandra Bullock, Anne Hathaway, Sarah Poulson, Mindy Kaling, Awkwafina, Helena Bonham Carter, Dakota Fanning e persino Rihanna per un film che ha avuto un buon successo, con circa 298 milioni di dollari al box office a fronte di un budget di 70.
Chi è Lee Isaac Chung: dal Sundance agli Oscar
Nato a Denver il 19 ottobre 1978, Lee Isaac Chung è un regista statunitense di origini sudcoreane che, dopo aver abbandonato gli studi di biologia a Yale, si laurea in cinema all’università dello Utah. Il suo debutto su grande schermo arriva con Munyurangabo, opera realizzata con attori non professionisti ed in lingua kinyarwanda, ovvero una lingua parlata in Ruanda e nei territori confinanti di Uganda e Repubblica Democratica del Congo. Un lungometraggio semisconosciuto del quale potenziale però si accorge il Festival di Cannes, che lo presenta in anteprima nella sezione Un Certain Regard nel 2007 e che viene spinto anche dalle ottime recensioni, in primis quella di Roger Ebert che lo definisce un capolavoro.
I due progetti successivi non attendono però le aspettative e, dopo Lucky Life (2010) e Abigail Harm (2012), Lee Isaac Chung medita addirittura di abbandonare la regia. Per fortuna non lo fa e nel 2020 arriva la svolta: vince il Gran premio della Giuria al Sundance Film Festival con Minari, film che sfonda negli Stati Uniti al punto tale da vincere un Golden Globe come miglior film straniero e da ottenere sei nomination ai premi Oscar, vincendo quello storico di miglior attrice non protagonista, rendendo Youn Yuh-jun la prima sudcoreana ad alzare tale statuetta.
Entrato ormai nei radar di Hollywood, Lee Isaac Chung dirige alcuni episodi di due serie tv dell’universo di Star Wars come The Mandalorian (2023) e Skeleton Crew (2024) mentre, tornando al grande schermo, gli viene affidato Twisters, remake del Twister diretto da Jan de Bont nel 1996. Il film con protagonisti Glen Powell e Daisy Edgar-Jones incassa circa 372 milioni di dollari a fronte di un budget di 155. La regia di un prequel di Ocean’s non farebbe che rafforzarne lo status di regista hollywoodiano anche se, come sempre, tanto dipenderà anche da quanto riuscirà a fare al box office.
Fonte: worldofreel





