Black Phone 2 richiama dall’aldilà l’onirismo dello slasher e lo rinchiude in un’esperienza claustrofobica

Ethan Hawke torna a vestire i panni dello spietato killer il Rapace in Black Phone 2 in cerca di vendetta, ossessionando nuovamente Finn e la sua famiglia: un sequel mediocre come il primo capitolo o che può dirsi migliore?
Recensione Black Phone 2 Ethan Hawke

A tre anni dall’uscita del primo capitolo, Scott Derrickson torna dietro la camera per realizzare il sequel Black Phone 2, il film horror thriller in cui si vede il grande ritorno degli stessi personaggi protagonisti Finn e lo spietato killer The Grabber (il Rapace) interpretati rispettivamente da Mason Thames ed Ethan Hawke. Già ancora prima di attestare il successo di Black Phone nel 2022, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Joe Hill, figlio di Stephen King, l’autore aveva rivelato al regista di avere un’idea per realizzare un potenziale secondo capitolo nel caso di un’accoglienza positiva del film. Segue la recensione di Black Phone 2, il sequel del film horror thriller con Mason Thames ed Ethan Hawke.

La recensione di Black Phone 2, il sequel horror-thriller con Mason Thames ed Ethan Hawke

Che il primo capitolo Black Phone abbia avuto un discreto successo è certamente indubbio, a cui gli si è soprattutto riconosciuto il talento e la spaventosa interpretazione di Ethan Hawke nei panni del Rapace (the Grabber) oltre che il merito di aver adattato per il grande schermo l’omonimo romanzo di Joe Hill, figlio di uno dei più grandi maestri dell’horror letterario a livello mondiale come Stephen King. Tuttavia, a questo parziale successo che ha concesso all’autore e al regista di valutare e tentare la realizzazione di un secondo capitolo non è corrisposto un soddisfacente risultato dal punto di vista qualitativo del film come prodotto in sé. Black Phone infatti, pur avendo dalla sua parte un forte e originale concept di partenza non ha saputo trovare la strada giusta per poterlo sviluppare per il grande schermo in modo da renderlo del tutto coinvolgente e convincente.

Il registro può dirsi totalmente rovesciato per quanto riguarda invece la visione del sequel di Black Phone 2. Il salto di qualità è infatti visibile dalle primissime immagini che compongono l’incipit del film e che catapultano lo spettatore ben più di 30 anni prima rispetto agli eventi del capitolo precedente. Un inizio che già fa presagire qualcosa di sinistro e misterioso e di cui non ci viene data alcuna informazione o connessione con il presente narrativo degli anni ’80 in cui si svolgono gli eventi del resto del film. Il forte impianto psicologico si impone forte e chiaro fin dal principio, permettendo a chi guarda di comprendere dall’interno gli strascichi del disagio e del trauma provati dal protagonista Finn, a pochi anni di distanza da quando ha ucciso il killer The Grabber/il Rapace.

In questo secondo capitolo, all’analisi psichica del personaggio di Finn si aggiunge quella della sorella Gwen che, come la madre scomparsa, riceve delle visioni durante la notte mentre dorme segnalate dall’uso di una pellicola super 8 che offre allo spettatore l’esperienza immersiva e claustrofobica del sogno – incarnata dalla stessa cabina telefonica dove è presente l’oggetto da cui scaturisce l’incubo – in un’estetica del tutto originale. In questo senso, l’alternanza delle scene della veglia con quelle oniriche che si svolgono in parallelo alle prime e in cui Gwen si ritrova a dover combattere faccia a faccia con il Rapace in cerca di vendetta, è il vero motore narrativo di tutto il film, donando dinamicità al ritmo facendo così leva su ben altri aspetti piuttosto che a meri jumpscare o alla più usuale suspense. Fatta eccezione per un carente elemento orrorifico del genere a cui dichiara di appartenere, riempito però da una componente psicologica dalla quale però non sarebbe affatto dispiaciuto vedere osare ancora di più, Black Phone 2 resta un sequel riuscito, inaspettatamente e paradossalmente più del suo capitolo precedente, che in modo tutto suo attinge dallo slasher anni ’80 per reinterpretarlo in una veste nuova.

Recensione Black Phone 2

Black Phone 2 richiama l’onirismo dello slasher anni ’80 dall’al di là e lo rende tutto suo

Già dal primo capitolo uscito nel 2022, il film di genere horror-thriller Black Phone presentava al pubblico sul grande schermo il personaggio del Rapace (the Grabber), interpretato da un mostruoso Ethan Hawke dal volto sfigurato coperto da una maschera spaventosa, nei panni di quello che sembrava essere la perfetta incarnazione del killer tipico dei film slasher. Tuttavia, così come nel suo sequel Black Phone 2 anche nel precedente film non sono quasi affatto rappresentate scene in cui si mostra direttamente l’omicida nell’atto sanguinoso di uccidere le sue vittime.

Più che nel suo film predecessore in cui si assiste a un appiattimento delle sensazioni orrorifiche, in Black Phone 2 l’operazione di attingere al genere degli slasher movies degli anni ’80 risulta interessante in quanto non ne copia e incolla gli stilemi passivamente, ma ne prende decisamente ispirazione in modo attivo per farne una riflessione propria. In questo, sicuramente è palese l’occhio di riguardo nei confronti dello slasher per antonomasia Nightmare di Wes Craven, in cui il killer compie le sue sanguinose azioni muovendosi nel sonno dei giovani protagonisti. In Black Phone 2, l’onirismo però non è soltanto motore di azione ma si trasforma in un vero spazio, in un luogo all’interno del quale la sofferenza e il Male possono agire e mettere mano sulle loro vittime – proprio come la cabina telefonica in cui tutto ha inizio – aprendo così il film a una riflessione sulla condizione umana e alla percezione delle esperienze traumatiche.

Recensione e locandina Black Phone 2
Black Phone 2
Black Phone 2

Quattro anni fa, il tredicenne Finn uccise il suo rapitore e riuscì a fuggire, diventando l'unico sopravvissuto a Il Rapace. Ma il vero male trascende la morte... e il telefono sta squillando ancora.

Voto del redattore:

7 / 10

Data di rilascio:

16/10/2025

Regia:

Scott Derrickson

Cast:

Ethan Hawke, Jeremy Davies, Mason Thames, Madeleine McGraw, Miguel Mora, Demian Bichir, Arianna Rivas, Anna Lore, Graham Abbey, Maev Beaty

Genere:

Horror, Thriller

PRO

Il salto di qualità rispetto al primo capitolo
L’estetica retro della pellicola super 8
L’alternanza delle parti narrative con quelle oniriche
Il gusto revival di forte ispirazione a slasher degli anni ’80
La quasi totale assenza dell’elemento horror puro e di osare di più sul lato onirico e psicologico