Cold Harbor: che cosa significa il titolo dell’ultimo episodio di Scissione?

Tra i tanti dettagli che potrebbero essere passati inosservati in Scissione, c’è anche il titolo dell’ultimo episodio, Cold Harbor: ma che cosa significa questa espressione e perché si utilizza nella serie?
Cold Harbor: che cosa significa il titolo dell'ultimo episodio di Scissione?

Fin dal momento in cui è andato in onda, l’ultimo episodio di Scissione ha fatto tanto discutere gli spettatori, per una serie di motivi che hanno a che fare non soltanto con la decisione dell’Interno di Mark S., a seguito della riconciliazione tanto sperata con Gemma, ma anche per il titolo dell’episodio in questione; come abbiamo osservato nell’ambito delle diverse settimane, il rapporto con i numeri, i simboli e i nomi è stato fondamentale soprattutto per determinare una certa spiegazione più criptica e intrinseca, che si basa su simboli non immediatamente tangibili. Quello di Cold Harbor è uno dei più interessanti, non solo perché dà nome all’ultima puntata di Severance, ma anche perché è legato all’ultima stringa di file che il protagonista deve completare nella Lumon Industry, prima di dar vita ad un cambiamento definito come epocale: ma qual è il significato di questa espressione, perché l’episodio si chiama così e a che cosa rimanda nello specifico?

La battaglia di Cold Harbor e il significato del tema della secessione

Provando a comprendere quale sia il significato di Cold Harbor, in riferimento al titolo dell’ultimo episodio di Scissione e all’ultimo grande file che Mark S. deve completare all’interno della serie, è impossibile non pensare alla battaglia di Cold Harbor, uno degli eventi più significativi nell’ambito della storia della secessione americana, nonché uno dei più cruenti; quando parliamo della battaglia in questione ci riferiamo all’apice della Campagna terrestre del generale Grant, che dal 31 maggio al 12 giugno guidò, in Virginia, un contingente di più di 100mila uomini contro gli Stati Confederati d’America, il cui comandante era invece Robert Edward Lee. Il bilancio fu incredibilmente disastroso per i secessionisti, che incontrarono non soltanto una sconfitta ma anche la perdita di 9000 uomini, a cui si aggiunsero 2000 feriti e quasi 2000 prigionieri; trattasi, in effetti, di una delle ultime vittorie che l’esercito di Lee abbia ottenuto nell’ambito della Guerra di secessione, per quanto fu lo spartiacque definitivo per un conflitto che portò, successivamente, anche gli Stati del Nord a ribellarsi rispetto alla condizione generale, con il conflitto di Atlanta che fu il primo a risollevare definitivamente le sorti della guerra.

Utilizzare Cold Harbor come espressione rimanda non soltanto ad una condizione di mero citazionismo, per una serie che ha dimostrato spesso di affidarsi a nomi, espressioni e simboli che richiedono un certo sforzo culturale da parte dello spettatore, ma anche al tema generale di Severance: in effetti, quella degli Interni – soprattutto nel contesto dell’ultimo episodio – è una battaglia vera e propria, per la conquista di una condizione che possa riqualificare le loro esistenze, pur nella consapevolezza di una possibile morte a cui vanno incontro. Secessione è, del resto, anche il termine più giusto per esprimere la realtà della scissione, oltre che delle condizioni in cui gli Interni vivono: insomma, Cold Harbor sembra metaforicamente definire in maniera ideale tutta la portata tematica di Severance in quanto tale, ma c’è addirittura di più.

Cold Harbor e il riferimento agli aborti di Gemma in Scissione

Per quanto il tema delle secessione e della battaglia sia sicuramente molto affascinante e, come possiamo tranquillamente immaginare, non sia passato alquanto inosservato nel contesto della serie che ha centellinato ogni aspetto, soprattutto nella sua dialettica e nelle sue impostazioni più simboliche, c’è anche un altro elemento che determina la scelta di chiamare Cold Harbor l’ultimo episodio della seconda stagione di Scissione. Per comprenderlo, dobbiamo spostarci a qualche puntata precedente, quando si racconta della nascita, dello sviluppo e del declino del rapporto tra Gemma e Mark (Esterni), dettato dalle difficili condizioni personali dei due: un amore esplosivo, coinvolgente, che porta i due docenti a soffrire per la maternità di lei, costantemente spezzata a causa degli aborti che dapprima vengono affrontati con indulgenza e compassione da parte di Mark, poi addirittura sembrano provocare fastidio a causa di quella costante sofferenza che vorrebbe essere in tutti i modi evitata.

La marca Col d’Harbor e il riferimento agli aborti di Gemma

Simbolo della natalità, oltre che della maternità, è la culla, che in effetti ritorna anche nell’ultimo episodio della serie su Apple TV+, quando alla nuova Interna di Gemma (creata proprio con l’ultimissimo file Cold Harbor) viene chiesto di smontare una culla, senza che abbia effettivamente delle reazioni contrastanti dal punto di vista morale; come abbiamo compreso, ogni file completato da Mark corrisponde ad un tratto della personalità della donna, ad un nuovo Interno che affronta prove estenuanti di fatica, disprezzo e dolore (come il dentista, la scrittura costante di biglietti di Natale e tanto altro), mentre Cold Harbor vorrebbe essere il completamento di questa costruzione di nuove personalità e Interni. E come si spiega il legame con la culla? Semplice, poiché proprio nell’episodio 7, dedicato a Gemma, vediamo che la donna acquista una culla, la cui marca è Col d’Arbor. Insomma, Cold Harbor è il file definitivo, che spoglierà in maniera irreversibile la donna del suo passato, di ogni tratto di quella coscienza e di quell’emotività che la lega all’esterno, ed è proprio per questo motivo che completare il file, per Mark, vuol dire decretare la morte di lei e di tutti gli addetti ai lavori del MDR.