Presentato in anteprima all’interno del concorso ufficiale dell’82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Il Sole Sorge su noi Tutti è il nuovo film del regista Cai Shangjun, che torna così dietro la macchina da presa ad 8 anni di distanza da Bīng zhīxià e rimette piede al Lido dopo aver vinto il Leone d’argento per la miglior regia con People Mountain People Sea nel 2011. Con una straordinaria interpretazione di Xin Zhilei, si tratta di uno dei tre film asiatici in corsa per il Leone d’oro, insieme a No Other Choice di Park Chan-wook e Girl di Shu Qi. A seguire, trama e recensione di Il Sole Sorge su noi Tutti.
La trama di Il Sole Sorge su noi Tutti, presentato in anteprima all’82esima Mostra del Cinema di Venezia
In corsa per la vittoria del Leone d’oro, Il Sole Sorge su noi Tutti è l’ultimo lungometraggio diretto dal regista cinese Cai Shangjun, già vincitore di un Leone d’argento per la miglior regia nel 2011, presentato in anteprima in concorso all’82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Prima di passare alla sua analisi e recensione però, per dare maggior contesto, riportiamo di seguito la sua trama:
“Lui si è sacrificato per amore, assumendosi la colpa di un crimine commesso da lei. Incapace di ripagarlo per il sacrificio compiuto, lei parte per iniziare una nuova vita. Molti anni dopo, gli ex amanti si incontrano di nuovo, tuttavia le loro vite quotidiane, separate ma inesorabilmente legate, tradiscono gradualmente il loro tragico passato. Tra chi cerca la redenzione e chi anela alla liberazione, i due si risvegliano dal loro vagabondare per un ultimo, straziante abbraccio in un doloroso e definitivo addio”.
La recensione di Il Sole Sorge su noi Tutti, diretto da Cai Shangjun
Immaginate. Bradley Cooper dirige un film in cui Margot Robbie è una giovane donna che ha un negozio di abbigliamento ed è fidanzata con Matt Damon. Lui però ha una moglie ed una figlia e, dopo averla spinta ad abortire, insiste nel prendere tempo per lasciare la sua famiglia e stare definitivamente con lei. Un giorno però, lei va in ospedale per dei controlli e scopre di essere nuovamente incinta. Le possibilità che riesca a portare a compimento la gravidanza sono scarse, ma ci sono. In ospedale, incontra casualmente il suo ex compagno che è lì ricoverato, interpretato da Jake Gyllenhaal. C’è astio tra i due, l’uomo è stato in prigione per 5 anni per coprire lei che, in risposta, dopo un anno di galera lo lascia. Si va così a creare una dinamica da cui Damon finirà per defilarsi incentrata sui rapporti di coppia, su un amore perso e ritrovato, sui rimpianti e sui rimorsi. Insomma, un titolo pronto per andare agli Oscar e ricevere il plauso di pubblico e critica, estasiati dalle performance di queste splendenti stelle di Hollywood. Ecco, questa è per sommi capi la storia di Il Sole Sorge su noi Tutti, che è però diretto da Cai Shangjun e che ha per protagonisti Xin Zhilei, Zhang Songwen e Feng Shaofeng.
Il punto qui non è il razzismo, ma la percezione che si ha di alcune opere ed il modo in cui esercenti, marketing e social le pubblicizzano. Non è infatti bastata la sua presenza in concorso in una delle migliori edizione della Mostra del Cinema di Venezia degli ultimi anni e neanche il fatto che il suo regista, Cai Shangjun, qui avesse già vinto un Leone d’argento per la miglior regia di People Mountain People Sea. Non è bastato nulla ed il film è stato investito da tante critiche da parte di pubblico e critica. Inutile sottolinearlo, qui non si tratta di gusto, ma della realizzazione che oltre al gusto c’è altro e che, prima di modellare (se proprio va fatto) il nostro pensiero su quello di altri, un pensiero bisognerebbe averlo.
La storia di Il Sole Sorge su noi Tutti è innanzitutto una storia che va dal particolare all’universale, che solo per caso è ambientata in Cina perché, quando si parla di amore, si parla sempre a tutti. Un amore perso e ritrovato, un amore impossibile e su cui nessuno scommetterebbe mai. Un amore che non taglia con l’accetta i suoi protagonisti, che non scinde in maniera netta buono e cattivo, giusto e sbagliato. Un amore che, ricordando in parte Il Danno di Louis Malle, non può che portare ad un’unica ed inevitabile conclusione. Con una Xin Zhilei da Coppa Volpi ed una sceneggiatura che si esalta nella sua semplicità, Cai Shangjun realizza un’opera perfettamente in grado di stare al fianco delle più grandi di questa Venezia 82 e che meriterebbe un’ampia distribuzione, soprattutto in Italia, dove il cinema asiatico fa sempre una gran fatica ad arrivare ed affermarsi. Improprio forse riferirsi ad esso come ad una sorpresa, ma Il Sole Sorge su noi Tutti è un film dalla poetica straordinaria, a partire dal suo titolo, che rischiamo di dimenticarci al termine di questa Biennale Cinema e che, proprio per questo, dobbiamo tentare di portare alla luce, parlando senza incappare nell’errore di parlare con la pancia prima che con il cuore.







