Quando si tratta di scegliere quale film vedere per una serata con amici o in solitaria, ci si chiede prima di tutto di che cosa si ha voglia. Oltre alle classiche categorie di generi cinematografici, esistono dei sottogruppi più specifici che appartengono a dei macrogeneri quali commedia, fantasy, sci-fi- thriller, horror e via dicendo che meritano di essere raccolti e menzionati per chi volesse scoprire di più su quei titoli. Tra queste sottocategorie, vi ritroviamo i film sulla filosofia, non solo quelli che prettamente trattano della materia, ma anche quelli che in qualche modo pongono al loro centro tematiche filosofico-esistenziali di complessa entità. Segue la classifica dei migliori film sulla filosofia riportati in ordine cronologico crescente, dal più datato al più recente.
1) Il settimo sigillo (1957)
Per iniziare la classifica dei migliori film sulla filosofia, troviamo il capolavoro fra i capolavori di Ingmar Bergman, Il settimo sigillo vede come protagonista il cavaliere Antonius Block, che dopo aver combattuto nelle crociate, si ritrova a dover fare i conti con una crisi spirituale dovuta al pensiero costante della morte, mettendo così in discussione la sua fede in Dio, temi appartenenti al pensiero filosofico kierkegaardiano. Nel film, questa contrapposizione è rappresentata tramite la metafora della partita a scacchi tra l’uomo e la Morte, impersonificata come un suo giocatore avversario, situazione che ricrea in qualche modo le teorie filosofiche di Martin Heidegger sulla condizione dell’esistenza umana condannata a vita al pensiero angoscioso della morte.
2) 2001: Odissea nello spazio (1968)
Probabilmente fra i titoli più studiati e menzionati all’interno dei manuali di cinema, 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick percorre la storia dell’umanità dai suoi esordi, tracciando fin dalla prima inquadratura, un vero saggio filosofico su temi esistenziali quali l’evoluzione dell’uomo, soggetto destinato alla solitudine – vedi esistenzialismo di Camus e Sartre – il progresso della tecnologia, la messa in discussione e la sostituibilità della coscienza umana a seguito dell’avvento dell’intelligenza artificiale incarnata da HAL 2000, tema cardine del pensiero filosofico cartesiano e heideggeriano. Essendo ambientato nello spazio, il film dialoga anche con la piccolezza dell’essere umano di fronte all’infinito e all’impossibilità di conoscere il mondo per come è veramente, in quanto inaccessibile e nascosto da sovrastrutture, riflessioni ascrivibili al trascendentale kantiano. Infine, per la concezione della ciclicità temporale che considera il tempo non come una linea ma come un ciclo, si rimanda alla teoria dell’eterno ritorno dell’uguale di Nietzsche.
3) Stalker (1979)
Altro film di Andrej Tarkovskij, Stalker racconta le vicende di tre personaggi principali, non aventi un nome proprio di persona ma definiti tramite un’identità generica quali lo Stalker, lo Scienziato e lo Scrittore, nel loro viaggio verso un luogo sconosciuto denominato la Stanza, parte di quella che viene chiamata misteriosamente la Zona, dove si dice venga esaudito ogni tipo di desiderio. All’interno di questa architettura, ogni elemento si fa metafora di qualcosa di più profondo. In questo senso, la Zona rappresenta la vita stessa di ogni individuo, lo Stalker incarna la fede più profonda con la sua assoluta fiducia nella Zona, al contrario lo Scienziato ne è scettico e infine lo Scrittore avendo perso la fede cerca nella Zona una risposta ai suoi dubbi.

4) Blade Runner (1982)
Adattamento cinematografico dal romanzo fantascientifico Gli androidi sognano pecore elettriche di Philip K. Dick, Blade Runner di Ridley Scott mette in piede un mondo futurista che va ben oltre la nostra idea di futuro, ma che molto vi si avvicina, con intelligenze artificiali e androidi che sostituiscono gli esseri umani nel pensiero e nell’aspetto. Il film, permeato da un senso di nichilismo dilagante incarnato dal suo protagonista solitario e vagabondo, inserisce nei personaggi secondari degli androidi replicanti una strana coscienza esistenziale, con le loro continue domande tramite cui si interrogano sul loro passato, la loro nascita e su chi sono veramente.
5) Sacrificio (1986)
Ambientato in un futuro distopico in cui il mondo si ritrova coinvolto nella Terza Guerra Mondiale, Sacrificio di Andrej Tarkovskij è un film apocalittico dai toni oscuri e inquietanti che contrastano con la pura poeticità delle immagini tipiche dello stile tarkovskiano. In una condizione precaria storica come questa, il gruppo ristretto di personaggi al centro della narrazione, si alternano nel medesimo luogo chiuso di una casa in campagna, mostrando la reazione di ciascuno di loro agli eventi tragici e drammatici. Di fronte a tali sconvolgimenti, l’essere umano infatti si ritrova a far affidamento alla fede e alla propria spiritualità per trovare conforto, che nel film si tramuta anche nel pensiero di potersi sacrificare per raggiungere la redenzione e dunque la salvezza.
6) The Truman Show (1998)
Una splendida rilettura cinematografica del fantomatico Grande Fratello del romanzo distopico 1984 di orwelliana memoria, The Truman Show di Peter Weir vede come protagonista Truman, un uomo convinto di trascorrere le sue giornate normalmente scandite tra moglie, casa, lavoro e hobby come tutte le persone ma che invece non è consapevole del fatto di essere ripreso 24h su 24 da una camera che trasmette le immagini della sua vita in diretta nelle tv locali, sul set di Sea Heaven, appositamente costruito per lui. Dato che dal mattino in cui si sveglia, alla sera quando va a letto, ogni abitante ha un ruolo da svolgere nella cittadina e nei confronti di Truman, la sua vita in realtà non si può dire che gli appartenga veramente, o che ne è in pieno controllo. In questo senso dal film emergonno tematiche filosofiche quali la distinzione tra la realtà e la finzione e la questione del libero arbitrio e della violazione della privacy.

7) Matrix (1999)
Primo capitolo della celebre saga cinematografica delle sorelle Wachowski, Matrix porta in superficie tematiche filosofiche quali il labile confine esistente nel dualismo tra realtà fenomenica e finzione – la matrix per l’appunto (vedi The Truman Show) – e il ruolo che ha la coscienza umana nel sollevare il velo che si frappone tra esse per potersi liberare e vivere in libertà senza limiti e confini mentali. Da questo ne deriva fortemente un legame con la filosofia platoniana soprattutto in riferimento al mito della caverna, in cui gli uomini finché rimangono rilegati e imprigionati dentro le pareti della caverna continueranno a osservare e conoscere la realtà tramite mere ombre e non per come è veramente, e con quella schopenahueriana del velo di Maya.
8) Soul (2020)
Primo film d’animazione presente in classifica, ma che porta alla luce tematiche alquanto complesse e di estremo significato esistenziale, Soul è un film Disney con protagonista un un sassofonista jazz che per un incidente si ritrova sospeso tra la vita e la morte e intraprende un viaggio alla ricerca della sua anima per poter tornare in vita. Durante questo percorso, Joe Gardner, guidato dall’anima 22, si interroga su temi esistenziali quali il vero senso della vita, scopre il valore di ogni essere umano in quanto portatore di caratteristiche personali uniche, l’importanza di dare peso alle piccole cose e di accettarsi così come si è anche nei difetti.
9) Memento (2000)
Come già fa presagire il titolo, Memento di Christopher Nolan è un film che fa leva sul ruolo della memoria e del ricordo all’interno del processo di costruzione di un’identità. Leonard, il protagonista affetto da amnesia anterograda, sfrutta infatti fotografie e oggetti per manipolare la realtà a suo piacimento e autoconvincendosi che sia quella vera, andando così a creare un’identità frammentata e che poggia su un mero inganno. In questo senso, sfruttando l’espediente narrativo della storia di un altro personaggio, Sammy, si può comprendere che quella di Leonard è una realtà costruita a tavolino e che rivela quanto la mente umana possa essere inaffidabile, ascrivibile al pensiero filosofico delle idee fallibili di David Hume.

10) Megalopolis (2024)
Si trova difficoltà a inquadrare e definire un film come Megalopolis di Francis Ford Coppola. Il progetto della sua architettura è mastodontico e di portata epica. Il protagonista, Cesar, un abile architetto con il potere di fermare il tempo così da poter cancellare gli errori del passato, vorrebbe costruire da zero la città utopica dei sogni in seguito a una catastrofe e chiamarla Megalopolis, in modo da poter riportare una città nel benessere, grazie all’equilibrio politico, sociale e storico fra tutti. Il sogno di Cesar si scontra tuttavia con una realtà ben più fondata sul materialismo e sulla concretezza, dualismo che si basa su quanto accaduto realmente nella storia romana tra l’imperatore Marco Aurelio e la congiura di Catilina, forte influenza all’interno del film in quanto ambientato in un’antica Roma moderna.
Bonus: Paprika (2006) e Inception (2010)
In ultima analisi, come bonus aggiuntivo, proponiamo due titoli di film all’apparenza totalmente differenti nella forma, uno un film d’animazione giapponese, l’altro un blockbuster americano, che in realtà nascondo un legame e un’influenza evidenti. Si tratta di Paprika di Satoshi Kon e Inception di Christopher Nolan da cui quest’ultimo ha ripreso per la maggior parte il concetto alla base intorno a cui costruire l’intero film. Infatti, sia in Paprika che in Inception, si gioca con l’ambiguità tra realtà e sogno, luoghi fra cui i protagonisti si ritrovano ad alternarsi continuamente uscendo e rientrando da essi tramite un macchinario. Fondamentale è inoltre il ruolo delle idee che possono essere innestate all’interno della mente umana, e la difficoltà che ne consegue a estirparle una volta immagazzinate.





