Ultimo film dietro la macchina da presa di Noah Baumbach, Jay Kelly è un nuovo lungometraggio che vede George Clooney nei panni del protagonista, un attore ormai anziano che decide di girare per l’Europa in compagnia del suo manager, interpretato da Adam Sandler. Progetto ufficializzato a partire dal 2023, con riprese effettuate l’anno successivo, il film arriva in anteprima al Festival di Venezia 2025, prima di una tournée americana che ne anticipa la diffusione in streaming su Netflix. Tanti gli elementi di cui discutere, a partire dalla trama ufficiale del film che resta ancora un mistero, fino alle effettive ispirazioni presenti nel lungometraggio. Tra queste, c’è una domanda che sicuramente merita di essere presa in considerazione: Jay Kelly è una storia vera a tutti gli effetti? Per comprenderlo, cerchiamo di indicare quali siano tutti i riferimenti presenti nel film.
Jay Kelly è una storia vera o un racconto inventato?
Per cercare di considerare se Jay Kelly sia una storia vera o un racconto inventato, tentiamo di rispondere all’interrogativo considerando le effettive ispirazioni che sono presenti nel lungometraggio in questione. Come ben sappiamo, nel corso della sua carriera, Noah Baumbach ha spesso effettuato dei riferimenti alla famiglia americana, oltre che all’istituzione di sé di un nucleo familiare che viene approfondito soprattutto nella dinamica delle relazioni coniugali, del rapporto tra genitori e figli e tanto altro; allo stesso tempo, la società americana viene rappresentata attraverso un insieme di figure rappresentative, anche dal punto di vista professionale e umano.
Per questo motivo, anche Jay Kelly fa parte di una disamina di questo genere, dal momento che non è una storia vera, bensì un racconto inventato su un attore, interpretato da George Clooney che veste quasi i panni di se stesso, almeno dal punto di vista puramente morale ed emotivo. Insomma, l’ispirazione potrebbe essere molto più generale di quanto immaginiamo, con il regista statunitense che tenta di riflettere su una condizione che accomuna artisti e addetti ai lavori nell’ultima fase della loro vita professionale, alla ricerca di una maggiore consapevolezza e in grado, finalmente, di tornare sui propri passi.
George Clooney sulla storia vera di Jay Kelly e sulle ispirazioni del film
Per quanto la trama di Jay Kelly sia avvolta nel mistero, per quanto riguarda la maggior parte degli elementi, se non relativamente alla sinossi ufficiale, è possibile immaginare che, dietro il racconto di Noah Baumbach, ci sia la volontà anche di riflettere uno stato temporaneo della carriera dello stesso George Clooney, che decide, dunque, di sottoporsi ad una prova attoriale dove mette in scena se stesso, i suoi pensieri, le sue preoccupazioni, in un’ultima fase della sua carriera.
In realtà, non si tratta di nulla di estremamente nuovo, considerando che altri attori, come Nicholas Cage con Il talento di Mr. C, hanno già deciso di realizzare dei film di questo genere, in cui scompongono anche la sacralità intorno alle proprie figure professionali, magari mettendosi in gioco in maniera satirica o parodica. In tal senso, George Clooney ha parlato di quella che potrebbe essere la storia vera di Jay Kelly, sottolineando quali sia le ispirazioni fondamentali del film: “Quando sei un attore nella mia posizione, alla mia età, trovare ruoli come questo non è così comune. Se non riesci a fare pace con l’invecchiamento, allora devi lasciare il mondo dello spettacolo e sparire. Ora sono il tipo che, quando insegue un cattivo, è divertente, non è pieno di suspense. Va bene così. Accolgo tutto questo”.






