Adam Sandler, non solo commedie: 5 film seri con l’attore da recuperare 

Nel corso della sua carriera, Adam Sandler ha legato essenzialmente il suo successo a commedie, spesso molto genere; eppure, ci sono diversi ruoli in film seri che meritano di essere recuperati: ma quali?
Adam Sandler, non solo commedie: 5 film seri con l'attore da recuperare 

Quando si parla di Adam Sandler, ci si riferisce convenzionalmente ad un attore che fonda il suo grande successo sulla commedia; da sempre, in effetti, l’attore lega il suo nome ad alcune produzioni che non si fondano certamente sulla grande qualità della trama o del messaggio che vuole essere comunicato allo spettatore, bensì sull’umorismo e sulla risata da provocare, spesso con slapstick o con elementi piuttosto grossolani nella loro messa in scena. Naturalmente, non c’è giudizio di sorta o un’effettiva valutazione della carriera dell’attore, che ha ottenuto successo in virtù di una scelta spesso anche puramente concreta; eppure, in alcune produzioni più impegnate, Adam Sandler ha dimostrato di potersi destreggiare in ruoli meno comici e leggeri del solito: ma quali sono i migliori film seri con Adam Sandler che meritano di essere recuperati assolutamente?

Ubriaco d’amore (2002), Paul Thomas Anderson

Se parliamo di film seri di Adam Sandler, da recuperare assolutamente per considerare le grandi qualità nella recitazione dell’attore e comico statunitense, non si può non considerare Ubriaco d’amore di Paul Thomas Anderson, che costituisce uno dei primi grandi banchi di prova della carriera dell’attore. Per molti, trattasi di un film minore di Paul Thomas Anderson, almeno rispetto agli effetti capolavori del regista di Il petroliere e Magnolia, eppure Ubriaco d’amore riflette tutte le migliori caratteristiche tipiche dello stile del regista.

Adam Sandler veste i panni di un protagonista nevrotico, rappresentato nella sua costante irascibilità, oltre che in quelle turbe mentali che lo contraddistinguono e che, talvolta, prendono forma attraverso atti violenti. Il Barry Egan del film, velatamente ispirato a David Phillips, che ottenne migliaia di miglia aeree gratuite grazie a una campagna promozionale, costituisce sicuramente un personaggio molto dinamico nel film di Paul Thomas Anderson, data quella costante evoluzione determinata soprattutto dall’aspetto romantico e dalla relazione con la Lena Leonard di Emily Watson. Una performance certamente rara per Adam Sandler, che gli è valsa la nomination come miglior attore ai Golden Globe, ma che dimostra tutte le sue enormi qualità sul set.

Adam Sandler in Ubriaco d’amore di Paul Thomas Anderson

Spanglish – Quando in famiglia sono in troppi a parlare (2004), di James L. Brooks

Secondo tra i 5 film seri con Adam Sandler che meritano di essere recuperati, nel corso di una carriera certamente ricca di ruoli in commedie ma non solo, è Spanglish – Quando in famiglia sono in troppi a parlare. A dimostrazione del fatto che non sia la commedia, in sé, ad essere considerabile come un qualcosa di problematico, quanto più l’approccio dell’attore che spesso ha sacrificato tutte le sue qualità di recitazione in nome di un qualcosa di più immediato, Spanglish è una commedia romantica che vede la regia di James L. Brooks, con Adam Sandler nei panni di Josh Clasky. Cuoco di rinomata fama che decide di rinunciare a riconoscimenti e lodi per ottenere semplicemente una dimensione di familiarità e di intimità con un suo ristorante, si ritrova ben presto in una dinamica familiare turbolenta, determinata dal tradimento di sua moglie e dai numerosi fastidi e comportamenti familiari intollerabili.

È certamente interessante notare come il tema della famiglia venga trattato all’interno del film, soprattutto per quanto riguarda un finale che avrà fatto storcere il naso a più di uno spettatore: quell’ossessione per la dinamica di coppia, talvolta rappresentata in maniera addirittura morbosa come già vedevamo nel precedente Ubriaco d’amore, rende Adam Sandler sicuramente molto centrato nella rappresentazione di personaggi stralunati, quasi lontani dalla concretezza, pervasi dal sentimento che porta alla realizzazione di scelte estreme, giuste o sbagliate che siano. Pur se lontano dagli altri prodotti citati, in termini qualitativi, Spanglish è allora un film da recuperare assolutamente tra i seri di Adam Sandler.

The Meyerowitz Stories (2017), di Noah Baumbach

Spesso, quando si citano i film seri di Adam Sandler da recuperare assolutamente, si tende a citare un prodotto che vede la regia di Noah Baumbach, con cui Adam Sandler tornerà a lavorare in Jay Kelly, dopo essere stato il protagonista del film in questione: The Meyerowitz Stories. Protagonista accanto a Ben Stiller, Dustin Hoffman e Adam Driver (in un piccolo ruolo in cameo), l’attore veste i panni di Danny Meyerowitz, rappresentato in quel suo senso di incostanza e di incompiutezza, determinato soprattutto dal difficile rapporto con il padre.

Facendo incontrare due simboli della commedia, talvolta anche becera, come Adam Sandler e Ben Stiller, Noah Baumbach mette in scena personaggi frustrati per la loro vita, che tentano di andare oltre e trovare una loro dimensione, ma che si legano a doppio filo con l’ingombrante figura paterna. Per il protagonista, interpretato da Adam Sandler, sarà proprio la scelta di lasciar andare il padre – quasi di “ucciderlo” mentalmente – a determinare l’effettivo passo in avanti nella propria vita. Il film è stato presentato in anteprima al Festival di Cannes 2017 dove si è trovato in competizione per la Palma d’Oro.

Diamanti grezzi (2019), di Josh e Benny Safdie

Diamanti grezzi costituisce, probabilmente, uno degli spaccati più importanti della carriera di Adam Sandler: non soltanto una moltitudine di premi, ottenuti nel corso delle varie gilde nel corso del 2019, ma anche un incredibile riconoscimento da parte della critica. I fratelli Safdie hanno dimostrato, nel corso della loro carriera, di poter lavorare con attori di ottimo calibro portandoli quasi a snaturarsi rispetto al loro stile di recitazione convenzionale e, del resto, anche con Good Time e con Robert Pattinson protagonista si poteva osservare un risultato pressoché simile. Il loro lavoro più riconosciuto da parte della critica è sicuramente Diamanti grezzi, con distribuzione in italiano su Netflix e con un Adam Sandler quasi irriconoscibile nel suo ruolo; a dire il vero, tra i tanti progetti realizzati in collaborazione con Netflix, l’attore si è calato anche nei panni di personaggi più drammatici e, per questo motivo, i film seri con Adam Sandler sono più di quanti ci si possa aspettare, se pensiamo anche ad Hustle e al mondo della pallacanestro (di cui l’attore è un grande fan) che viene rappresentato.

Diamanti grezzi, però, a proposito di basket porta tutto all’estremo, nel segno di un’ossessione e di una ricerca costante della vittoria che va oltre la singola scommessa o l’intuizione vincente: il film rappresenta il mondo della palla a spicchi, e di tutto ciò che ruota attorno ad essa, in maniera lucida e impeccabile, offrendo uno spaccato drammatico e importantissimo della vita di Howard Ratner, magistralmente portato sullo schermo da Adam Sandler. Un ruolo assolutamente irrinunciabile, che merita di essere recuperato così come tutto il film.

Spaceman (2024), di Johan Renck

Concludiamo la nostra lista dei 5 film seri con Adam Sandler da recuperare assolutamente con Spaceman, un altro progetto Netflix – e non potrebbe essere diversamente, considerando gli accordi che ormai l’attore porta avanti da anni con la piattaforma – che vede Sandler protagonista, nei panni di Jakub Procházka. La letteratura di film fantascientifici, che sfruttano il tema dello spazio per rappresentare isolamento, rimorso, scelte sbagliate e difficili rapporti con famiglia e affetti è particolarmente ricca, e basti pensare a film come Gravity, Moon o lo stesso Interstellar per trovare esempi sicuramente migliori o più memorabili dello stesso Spaceman. Tuttavia, non si può certo dire che il film sia un qualcosa di sbagliato né nella sua messa in scena, né tanto meno per quanto riguarda la rappresentazione dell’uomo che Adam Sandler interpreta.

Il senso della solitudine, della reiterazione degli stessi gesti, dell’abbandono famigliare che si riflette nelle scelte sbagliate realizzate nel corso della propria vita, oltre che in quel costante senso di isolamento che diventa quasi claustrofobico, nel contesto dello spazio, è sicuramente molto interessante e Adam Sandler sembra destreggiarsi molto bene nei panni dell’atipico astronauta senza più voglia di andare avanti. Un’interpretazione, insomma, che merita di essere recuperata e che annoveriamo senza alcun dubbio tra i film più seri dell’attore staunitense.