Recensione – Sakamoto Days 1×13 – 1×14: Punizione Divina/Raid

L’anime di Sakamoto Days torna con una seconda parte e giunge ormai ai suoi episodi numero 13 e 14, intitolati Punizione Divina e Raid, che continuano ad ampliare l’universo di questo anime. Ma con quale risultato?
La recensione di Punizione Divina, episodio 13 di Sakamoto Days

Dopo aver distribuito con successo i suoi primi undici episodi, arriva su Netflix in Italia in contemporanea col Giappone la seconda parte di Sakamoto Days, Anime tratto dall’omonimo manga di Yuto Suzuki, una delle opere più amate ed apprezzate degli ultimi anni che, come di consueto, ottiene una sua trasposizione televisiva a cura di TMS Entertainment. L’opera è diretta da Masaki Watanabe e vede Taku Kishimoto alla sceneggiatura, Yō Moriyama come Character Designer e Yūki Hayashi alla colonna sonora, con la sigla di apertura – Hashire Sakamoto – cantata da Vaundy. A seguire, trama e recensione di Punizione Divina e Raid, tredicesimo e quattordicesimo episodio di Sakamoto Days.

La trama di Sakamoto Days, anime tratto dal manga di Yuto Suzuki

Prima di passare all’analisi e recensione della puntata, è bene spendere due parole sulla trama generale di Sakamoto Days, anime tratto dall’omonimo manga di Yuto Suzuki, così da rinfrescare anche la memoria di chi ha visto la prima parte ma non ricorda bene quale sia il cuore del racconto. L’opera segue la storia di Taro Sakamoto, che un tempo era un leggendario sicario dalla forza smisurata e senza eguali, membro di spicco dell’Ordine, il gruppo più potente e spietato dell’Associazione degli Assassini. Dopo anni però, egli si innamora di una ragazza e decide di abbandonare il suo lavoro per sposarsi con lei e mettere su famiglia, gestendo insieme un konbini (Convenience Store) e mettendo su peso. La sua vita tranquilla ed il suo ritiro dalle scene verranno però turbati nel momento in cui viene posta una taglia sulla sua testa. Gli incontri con Shin prima – un sicario con il potere di leggere la mente – e Lu poi – erede di un’importante triade cinese – obbligheranno Sakamoto a dover ricorrere nuovamente alle sue abilità per proteggere la propria vita e quella delle persone a lui care.

La recensione di Punizione Divina, episodio numero 13 di Sakamoto Days

La recensione di Punizione Divina/Raid, tredicesimo e quattordicesimo episodio di Sakamoto Days, anime Netflix diretto da Masaki Watanabe

Lo diciamo sin dalla messa in onda del suo primo episodio: Sakamoto Days è uno degli Anime dell’anno. Eppure, per quanto potesse sembrare un’azzardo affermarlo così presto, dopo quattordici episodi e mesi di programmazione, siamo sempre più convinti di tali parole. La serie Netflix è stata infatti in grado di resistere alla prova del tempo che, come ben sappiamo, nel caso degli Anime è sempre molto breve: qualche episodio e, se non convince, si passa al prossimo. I prodotti sono così tanti, il tempo così poco, bisogna fare economia. Sakamoto Days non è stato solamente in grado di tenere lo spettatore incollato al divano, ma di alzare costantemente l’asticella e questi due episodi, Punizione Divina e Raid, ne sono la riprova.

Ci troviamo infatti in un momento decisivo del racconto: la seconda parte della prima stagione è appena cominciata e, per quanto mantenere lo stesso livello della prima avrebbe alla fin fine soddisfatto tutti, a partire da Overload, la musica è cambiata: ciò è stato possibile innanzitutto grazie all’opera originale da cui è tratta, ovvero il manga di Yuto Suzuki, ma ciò che viene disegnato su carta va poi animato e gli appassionati di anime sanno quanto spesso non si riesce a raggiungere lo stesso livello. Sakamoto Days ha invece una regia, idee di messa in scena, gioca con la musica ed ha le cosiddette opening ed ending che intrattengono e non fanno venire voglia di mandarle avanti per arrivare subito al sodo.

Inoltre, il fattore più importante è certamente quello dei poteri: per quanto si tratti di una storia di assassini, fino ad ora è sempre stata abbastanza credibile ma, con questa seconda parte di stagione, si stanno buttando qua e là elementi che con la vita vera non hanno a che fare, ma che con l’essenza di manga, anime e cultura giapponese assolutamente si. Non a caso, vi paragoniamo l’opera a Le Bizzarre Avventure di JoJo di Hirohiko Araki sin dal principio e cosa sono le tecniche segrete viste in questi episodi se non una sorta di stand. JoJo ma anche Shin Megami Tensei, ovvero la famosa saga di videogiochi di Persona, in quanto a struttura degli scontri e caratterizzazione dei vari personaggi. Siamo ormai arrivati ad un punto in cui ormai non è più credibile un calo e questa prima stagione di Sakamoto Days si attesterà senza ombra di dubbio come il meglio che l’animazione giapponese ci ha potuto offrire nel corso del 2025.

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