Recensione – DanDaDan 2×05: Fermatevi a dormire da me

La narrazione di DanDaDan prosegue con l’episodio 2×05, che prende il titolo di Fermatevi a dormire da me e che prosegue con la sua rappresentazione delle vite di Okarun e Momo-Ayase.

Con la sua consueta programmazione settimanale, DanDaDan si rinnova per il suo quinto episodio della seconda stagione (o 17esimo totale, seguendo la programmazione giapponese), dal titolo Fermatevi a dormire da me. Archiviato l’arco narrativo della Casa Infestata, l’azione adesso si sposta ad una dimensione maggiormente quotidiana, in cui tutti i personaggi convergono in un momento di maggiore distensione: un momento abbastanza tipico anche nel mercato degli anime, in attesa di un nuovo stravolgimento futuro che sembra essere stato anticipato dal cliffhanger dell’ultimo episodio. Vediamo, di seguito, tutto ciò che c’è da sapere a proposito della trama e della recensione di DanDaDan 2×05, Fermatevi a dormire da me.

La trama di DanDaDan 2×05, Fermatevi a dormire da me

Prima di proseguire con la recensione del quinto episodio della seconda stagione di DanDaDan, vediamo innanzitutto di che cosa si parla al suo interno, per quanto riguarda la trama completa della puntata in questione. Jiji, come visto al termine del quarto episodio, viene sconfitto da Okarun temporaneamente (dopo essere stato controllato dal Malocchio) e, per questo motivo, viene controllato nel corpo di Taro, che tenta di evitare che il Malocchio prenda il sopravvento. Grazie all’intuzione della nonna di Momo-Ayase, si comprende che un modo per passare da Jiji al Malocchio deriva dalla temperatura dei liquidi: se freddi, Jiji perde il controllo del corpo cedendolo al Malocchio; per questo motivo, tutti i personaggi portano con sé un thermos d’acqua calda da utilizzare nelle situazioni di emergenza.

Intanto, mentre Okarun e Momo-Ayase – che iniziano ad avvicinarsi l’uno all’altra anche sentimentalmente – fanno ritorno a scuola dove ritroviamo anche Aira, una nuova minaccia sembra farsi spazio nel mondo di DanDaDan, con uno degli abitanti della città del Grande Serpente che, dismessa la sua pelle umana, rivela la sua reale natura di mostro-insetto, che aveva architettato la crescita del serpente stesso per 200 anni. Al termine dell’episodio, un semplice goccio di soia che sfiora la mano di Jiji porta il Malocchio a prendere il sopravvento, distruggendo casa.

La recensione di DanDaDan 2×05

I momenti di transizione sono topoi nel mercato degli anime, indipendentemente dalla valutazione tecnica e strutturale di questi ultimi: c’è chi li chiama filler in riferimento al distacco con la controparte manga e chi, con accezione più ampia, definisce filler anche quel momento di mancanza di azione e di ponte tra due episodi più importanti; in ogni caso e qualunque sia il modo in cui lo si vuole chiamare, DanDaDan 2×05 è proprio un episodio di questo genere, che si avvale di una certa staticità nella messa in scena e che si accontenta di portare sullo schermo diverse figure, anche solo per ricordarne la presenza allo spettatore. Da Taro ad Aira, figure che ritornano dopo essere state osservate nella prima stagione, tutto sembra convergere nell’universo domestico di Momo-Ayase, come da titolo dell’episodio in questione, sfruttando non soltanto la claustrofobia degli spazi interni, ma anche il tema della convivialità che la casa offre.

DanDaDan è una serie dall’ampio respiro, che si avvale spesso di realtà profonde e particolarmente espanse nell’azione, per cui un episodio di questo genere appare certamente in controtendenza, pur trattandosi di una scelta voluta. I dettagli foto-realistici dei piatti mangiati, accanto alla dimensione maggiormente ironica dell’episodio, distendono il clima dell’intera narrazione, che del resto ha già dimostrato di poter soffermarsi anche a picchi morali ben più profondi, qualora lo volesse: per questo motivo, c’è ben poco da dire circa l’episodio in sé, che ha il solo ruolo di condurre ad una successiva rappresentazione, che si attende nel giovedì successivo alla messa in onda della puntata Fermatevi a dormire da me. Quanto all’elemento tecnico, è ancora una volta considerevole tanto l’alternarsi dei cromatismi quanto il ricorso a soluzioni – per quanto talvolta estemporanee – capaci di mettere in risalto il grande pregio tecnico di Science SARU, che addirittura si serve talora di riflessi di luce e di colore per evidenziare una figura, dimostrando una grande sapienza tecnica e corroborando l’idea di un anime-arcade, in alcuni punti, dove il confronto tra figure, situazioni e rappresentazioni sembra pensato in forma di leveling, oltre che in una misura prettamente e fortemente videoludica.

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