Squid Game 3: quando i numeri sono il tuo unico Dio

Dopo soli sei mesi dalla messa in onda della seconda stagione, arriva su Netflix Squid Game 3. Ma la terza e ultima parte dell’acclamata serie tv sudcoreana avrà atteso le aspettative?
La recensione di Squid Game 3, serie tv firmata Netflix

Si chiude il cerchio. Dopo la sua prima messa in onda nel 2021, Squid Game è da subito diventato un fenomeno culturale, ottenendo un successo stratosferico in tutto il mondo e trasformandosi immediatamente in una delle serie tv più amate degli ultimi anni. Nel dicembre 2024 è poi uscita la seconda stagione e adesso, finalmente, la storia giunge al termine. Dal 27 giugno 2025 sono infatti disponibili su Netflix i sei episodi finali di Squid Game. Ma qual è il risultato finale? A seguire, trama e recensione di Squid Game 3.

La trama di Squid Game 3, serie originale Netflix

Squid Game 3 è ormai disponibile su Netflix con una nuova stagione formata da sei episodi che vanno a mettere un punto su una delle serie più amate degli ultimi anni. Prima di passare all’analisi e recensione di questa terza stagione è però importante riportare la sua sinossi:

“Una ribellione fallita, la morte di un amico e un tradimento segreto: la terza stagione di Squid Game riprende dopo il sanguinoso cliff-hanger della seconda stagione. Sebbene Gi-hun sia al suo punto più basso, i giochi non si fermano per nessuno. Egli sarà costretto a fare delle scelte importanti di fronte alla disperazione, mentre lui e i giocatori sopravvissuti vengono spinti in giochi sempre più letali che mettono alla prova la determinazione di tutti. A ogni round, le loro scelte portano a conseguenze sempre più gravi. Nel frattempo, In-ho riprende il suo ruolo di Front Man per dare il benvenuto ai misteriosi VIP e suo fratello Jun-ho continua la sua ricerca dell’isola sfuggente, senza sapere che c’è un traditore in mezzo a loro. Riuscirà Gi-hun a prendere le decisioni giuste, o il Front Man riuscirà finalmente a spezzare il suo spirito?”.

Lee Jung-jae nella terza stagione di Squid Game

La recensione di Squid Game 3, scritta e diretta da Hwang Dong-hyuk

Sembra ieri che veniva trasmessa la primissima stagione di Squid Game ed ora, quattro anni e 22 episodi dopo, tutto volge al termine, il cerchio si chiude e sì, siamo pronti a dimenticarcela. È la dura legge di Netflix, dove o muori da eroe o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo. Solo che non puoi morire finché non hai fatto guadagnare qualche milione di dollari. La serie sudcoreana non fa eccezione e così, dopo un debutto capace di conquistare ogni tipo di spettatore, si è persa la bussola. Parliamoci chiaramente: la prima stagione di Squid Game era tutt’altro che il capolavoro da tanti osannato ed i suoi difetti sono stati messi sotto il tappeto, nascosti dal fenomeno di massa che è diventato, tra giochi, eliminazioni a sorpresa e quella dannatissima bambola. Così come le maschere di La Casa di Carta o il balletto di Mercoledì. Questo tipo di serialità nasce però con una data di scadenza, viene spremuta fino all’ultima idea e pazienza se la sceneggiatura inizia a fare acqua da tutte le parti, l’importante è cavalcare l’onda del successo, andare virale, vendere.

Attenzione, perché il discorso riguardante la sceneggiatura non è meramente legato ad un altro argomento che piace tanto su internet, ovvero i buchi di trama, ma a qualcosa di molto più profondo: Squid Game 3 è infatti uno dei prodotti peggio scritti degli ultimi anni, con dialoghi deliranti, archi narrativi aperti e mai chiusi o, peggio ancora, che portano i vari personaggi a sparire in un limbo per poi ricomparire completamente a caso (ne sa qualcosa Jun-ho). Va da sé che, se la situazione è questa, ogni tentativo di parlare di argomenti socio-politici non solo non va a segno, ma risulta arrogante nonché ridicolo (non siamo cavalli non è propriamente una frase che avrebbe utilizzato Elio Petri).

Ma come ci siamo ridotti così? Quand’è che abbiamo perso fede nell’arte salvo rendere i numeri il nostro unico Dio? Tutto si è omologato, il dialogo si è appiattito e ormai le aspettative stesse nei confronti della maggioranza dei prodotti mainstream che escono ogni anno sono pari a zero. È l’epoca del fast watching, dove tutto va mangiato e digerito appena esce, per poterlo poi dimenticare immediatamente e passare al successivo. Abbiamo citato La Casa di Carta poco fa, qualcuno se la ricorda ancora? Squid Game seguirà lo stesso destino e chi lotta, chi combatte per davvero – non come la falsa rivoluzione di Hwang Dong-hyuk e Gi-hun AKA giocatore 456 – annasperà sempre più. Andy Warhol si sbagliava, qui non ci si accontenta più di 15 minuti di celebrità e forse il destino è quello di diventare tutti attori di un mondo che George Romero ci dipingeva già nel 1968.

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Squid Game 3
Squid Game 3

Dopo neanche un anno dalla stagione precedente, arriva su Netflix la terza ed ultima parte di Squid Game, una delle serie di punta della piattaforma streaming e di cui, siamo sicuri, sentiremo nuovamente parlare.

Voto del redattore:

4.5 / 10

Data di rilascio:

27/06/2025

Regia:

Hwang Dong-hyuk

Cast:

Lee Jung-jae, Lee Byung-hun, Wi Ha-joon, Kang Ha-neul, Lee Jin-wook, Park Sung-hoon, Im Si-wan, Jo Yu-ri, Yang Dong-geun, Kang Ae-shim, Chae Cook-hee, Park Gyu-young, Roh Jae-won

Genere:

Azione, Drammatico, Distopico, Thriller

PRO

I giochi restano il vero punto di forza della serie
I dialoghi spesso al limite del ridicolo
Storie secondarie totalmente abbozzata ed inconcludenti
Ritmo ed innumerevoli tempi morti