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Storia e curiosità degli Oscar: il percorso dell’animazione all’interno dei premi

Le tappe più salienti dell’animazione all’interno della cerimonia degli Oscar. Nell’articolo tutte le informazioni a riguardo.
La storia dell'animazione all'interno della notte degli Oscar

Ben prima che venga introdotta la categoria “Miglior film d’animazione”, i prodotti cinematografici realizzati con tale tecnica hanno avuto, quasi fin dall’inizio, il loro spazio per essere riconosciuti. Nell’articolo tutte le informazioni necessarie sul percorso dell’animazione all’interno della notte degli Oscar.

I primi passi dell’animazione agli Oscar

Il rapporto tra l’animazione e gli Oscar nasce e si sviluppa ben prima dell’introduzione della specifica categoria; infatti, non bisogna aspettare molto prima che il settore riesca a trovare un suo spazio di riconoscimento. Già nella quinta edizione, avvenuta il 18 novembre 1932, esordisce la divisione “Miglior cortometraggio d’animazione”, in cui per un lunghissimo periodo ha incluso solamente un massimo di tre candidati; il primo ad aggiudicarsi il premio fu Flowers and Threes, dando inizio all’epopea di Walt Disney (qui trovate la classifica di TUTTI i classici), che nella sua straordinaria carriera ha ottenuto, comprendendo anche le altre fasce, ben cinquantanove candidature totali per ventisei vittorie complessive.

Da quando poi la tecnica si è adoperata alla realizzazione di lungometraggi, la sua candidabilità ha iniziato ad allargarsi alle categorie dei film live action, precisamente in quelle “musicali”, data la componente canora delle storie; successe al primo classico Disney Biancaneve e i sette nani (1937), candidato alla “Miglior colonna sonora”, in occasione della decima edizione della cerimonia, avvenuta il 10 marzo 1938. L’ottenimento della vittoria giunse di lì a poco: Pinocchio del 1940 (qui trovate la recensione), nelle due candidature in cui fu presente ottenne altrettante statuette, per la “Miglior canzone” assegnata all’iconica When You Wish upon a Star e per la “Miglior colonna sonora originale”, poiché in quell’occasione la categoria era divisa in due parti separandola da quella “adattata”, composta da Leigh Harline, Paul J. Smith e Ned Washington.

La storia dell'animazione all'interno della notte degli Oscar

I film d’animazione candidati anche nella categoria “Miglior film”

Quali sono i casi in cui un lungometraggio animato ha ottenuto la candidatura nella categoria “Miglior film”? Naturalmente sono rari e diversi l’uno dall’altro: il primo è ancora una volta targato Walt Disney Animation Studios, durante l’edizione numero sessantaquattro, in cui La bella e la bestia (1991), diretto da Gary Trousdale e Kirk Wise (qui trovate la recensione), viene candidato nella suddetta fascia; un risultato straordinario se si pensa che nessuno prima d’ora c’era mai riuscito, oltretutto in un periodo in cui il massimo di candidati non poteva superare le cinque unità.

Ci ha pensato poi la Pixar a bissare tale traguardo, in due occasioni, questa volta però quando la categoria specifica già esisteva, condizione che forse ne aumenta ancora di più il prestigio, data l’ulteriore difficoltà andare oltre il proprio seminato. Bisogna attendere l’ottantaduesima edizione, in cui fu inserito nella “lista dei dieci” anche Up (2009) il capolavoro diretto da Pete Docter; la storia poi si ripete appena l’anno successivo con Toy Story 3 – La grande fuga (2010), diretto da Lee Unkrich, entrambi vincitori nella loro rispettiva categoria.

La storia dell'animazione all'interno della notte degli Oscar

Quali studi d’animazione hanno vinto più Oscar?

Nel corso di questi ventidue anni, cioè da quando esiste una sezione apposta per i film d’animazione agli Oscar, si sono proclamati altrettanti vincitori, ed ha visto uno studio primeggiare su tutti gli altri (qui trovate l’articolo sui film d’animazione che hanno vinto l’Oscar). A differenza di quello che si potrebbe pensare, non è la “Casa di Topolino” a detenere il maggior numero di statuette, bensì quello della lanterna, acquisita e rinominata da Steve Jobs nel 1986; la Pixar, infatti, conta ben undici vittorie, di cui due ottenute prima dell’acquisizione ufficiale da parte della Walt Disney Company, avvenuta nel 2006.

Quest’ultima segue con quattro statuette, mentre la Dreamworks Animation ne possiede due, tra cui la prima in assoluto; il resto è spartito più o meno equamente con gli altri studi, il “campione in carica” è la piattaforma digitale Netflix, grazie alla vittoria del capolavoro del regista messicano Guillermo del Toro. Infine, va sottolineato come l’unica casa di produzione straniera ad aggiudicarsi il premio è ancora il giapponese Studio Ghibli, cofondato dal Maestro Hayao Miyazaki.

La storia dell'animazione all'interno della notte degli Oscar