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Recensione – Il 13° Guerriero, di John McTiernan con Antonio Banderas

Quattro anni dopo l’uscita di Die Hard – Duri a morire, John McTiernan torna nel campo degli action movie con il suo ottavo lavoro, tratto da un romanzo di Michael Crichton. Ecco la recensione de Il 13° Guerriero, film del 1999 con Antonio Banderas.

La trama de Il 13° Guerriero

Medio Oriente, anno 922. A causa di una relazione clandestina con la donna di un ricco signore, lo scrittore di origini persiane Ahmed Ibn Fahdlan (Antonio Banderas) viene allontanato dal Califfo di Baghdad ed inviato come ambasciatore, insieme al suo mentore Melchisidek (Omar Shariff), verso le lontane terre del Nord Europa. Arrivati nei pressi del fiume Volga, i due vengono attaccati da una banda di predoni Tartari e salvati in extremis da un gruppo di Normanni di passaggio comandati dal prode Buliwyf (Vladimir Kulich), offrendo ad Ahmed e al suo maestro un rifugio all’interno del loro insediamento situato nei pressi del fiume. Il giorno successivo, il giovane principe Wulfgar irrompe nell’accampamento in cerca dell’aiuto di Buliwyf e dei suoi uomini: un male antico si è risvegliato e sta deflagrando il regno di suo padre. Tramite la profezia di un’indovina viene assemblata una squadra di dodici impavidi combattenti per affrontare questi demoni, a cui si aggregherà anche il riluttante Ahmed, destinato ad essere il tredicesimo guerriero.

La recensione de Il 13° Guerriero

Tratto dal romanzo Mangiatori di morte scritto da Michael Crichton nel 1976, l’ottavo film di John McTiernan esplora i confini del fantasy senza però addentrarsi troppo nel genere in un film dal carattere avventuroso che ha avuto non pochi problemi produttivi. Il primo atto de Il 13° Guerriero narra l’apprendimento di Ahmed degli usi e costumi normanni, dall’imparare la lingua, al fabbricare armi fino alla condivisione di cibo e bevande, in un contesto da “pesce fuor d’acqua” che Antonio Banderas, pur essendo poco plausibile come arabo, riesce a rendere credibile con una performance discreta e mai sopra le righe. L’arma vincente della prima parte del film, inoltre, è l’aura mistica che si crea attorno a questi famigerati demoni chiamati Wendol (i cattivi del film) con quell’alone di mistero necessario per far calare lo spettatore nella giusta atmosfera. McTiernan è bravo ad impacchettare la tensione necessaria come già fece in passato con prodotti come Predator e Nomads , impreziosendo la messa in scena con un inedito sapore di fantasy misto ad horror.

 

Tuttavia i dissidi tra McTiernan e Crichton, entrambi produttori della pellicola, hanno creato non pochi disagi durante la lavorazione del film. L’autore di Jurassic Park, venuto a mancare nel 2008, avrebbe voluto spingere sul pedale della violenza e del gore più brutale (che comunque non manca), facendo avvicinare le atmosfere della pellicola e quelle del libro da lui scritto. Di contro McTiernan ha optato per una messa in scena più incline al suo tipo di cinema, prediligendo l’azione a lui tanto cara edulcorando i toni del film per non farlo finire nella morsa di un probabilissimo Rated-R, il vietato ai minori di 18 anni americano che avrebbe di fatto chiuso le porte di parecchie sale cinematografiche al prodotto.

 

Da questa scelta stilistica ne viene fuori un secondo atto completamente diverso dal primo, mettendo da parte qualsiasi riferimento di stampo fantasy-horror a favore di un generico action-adventure fin troppo sbrigativo nella risoluzione degli eventi. Se a questo si aggiunge una cannibalizzazione in fase di montaggio e una caratterizzazione praticamente nulla delle forze in campo (escluso il personaggio di Banderas ovviamente), ecco che quel sapore iniziale di fantasy-horror si trasforma in una minestra riscaldata, buona giusto per riempirsi la pancia senza lasciare nessun tipo di soddisfazione a fine pasto.

Dove vedere Il 13° Guerriero in streaming

Il 13° Guerriero, disponibile nel catalogo di Disney+, è un film che soffre troppo delle dispute interne dei due produttori. Crichton ha tentato di mettere il bastone tra le ruote a McTiernan ma il regista newyorkese riesce a rimanere in piedi portando a casa un prodotto dignitoso ma assai altalenante. Una buona prima parte, un generico e scialbo secondo tempo: l’ottava opera del regista di Caccia a Ottobre Rosso, pur avendo una buona idea alla base, non riesce ad essere così incisiva risultando a tratti fiacca e priva di mordente. Tuttavia quando McTiernan si immette nella corsia dell’azione più sfrenata ecco che il film accelera all’improvviso, regalando allo spettatore dei bei momenti di puro cinema d’intrattenimento. Un bipolarismo fin troppo marcato per un prodotto tutto sommato nella norma.

Voto:
2.5/5
Vittorio Pigini
4/5
0,0
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0,0 su 5 stelle (basato su 0 recensioni)
Voto del redattore:
Data di rilascio:
Regia:
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